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Mushoku Tensei

Mushoku Tensei – La recensione anime

Una seconda possibilità

Benvenut* alla recensione dell’anime di Mushoku Tensei! Prima di cominciare, ricorda che sul nostro sito potrai trovare altre recensioni che potrebbero interessarti, come:

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Mushoku Tensei, versione breve di Mushoku Tensei: Isekai ittara honki dasu, nasce come light novel in formato digitale nel 2012 ad opera di Rifujin na Magonote, approdando solo successivamente in fumetteria, nel 2014, con un manga adattato da Yuka Fujikawa.

L’anime arriva diversi anni dopo, a gennaio 2021, con una stagione divisa in due parti nel corso dell’anno.

Mushoku Tensei

La trama di Mushoku Tensei

Un ikkikomori giapponese viene sfrattato dopo la morte dei suoi genitori, giusto in tempo per essere investito e perdere la vita, nel tentativo di salvare una ragazza.

La sua vita sembra essere giunta al termine, ma a quanto pare l’uomo si risveglia in un mondo completamente diverso, nei panni di un neonato. Dopo una prima fase di stupore iniziale, il protagonista prova a sfruttare questa nuova opportunità, cercando di ottimizzare i suoi progressi fin da quando si trova in fasce.

Il piccolo Rudeus Greyrat scopre di trovarsi in un mondo in cui esiste la magia, importante per sopravvivere quanto l’abilità con le armi bianche.

In pochi anni Rudeus affina le sue abilità magiche grazie alla maestra Roxy, trova lavoro come tutore della giovane Eris e, suo malgrado, inizia un lungo viaggio che lo riporterà a casa, dopo che un’anomalia ha teletrasportato gli abitanti del regno in località casuali sul pianeta.

Mushoku Tensei

Struttura dell’opera

L’anime di Mushoku Tensei è suddiviso in archi narrativi, separati anche nell’opera originale da salti temporali che ci permettono di apprezzare l’evoluzione dei personaggi.

La prima parte è dedicata alla scoperta del nuovo mondo da parte di Rudeus, oltre alla formazione dei legami più forti, ovvero quelli famigliari e con Roxy e Sylphiette, due personalità fondamentali per il suo sviluppo.

Poi assistiamo al primo viaggio in una nuova città, nella quale troviamo Eris e la sua famiglia. Negli ultimi episodi vediamo invece Rudeus alle prese con Ruijerd Supardia e la vita da avventuriero.

Il protagonista è accompagnato dai consigli della divinità degli umani, dall’aspetto non molto rassicurante, ma che determina spesso in positivo le sorti della narrazione.

Con il crescere dell’età di Rudeus aumenta di pari passo la complessità delle situazioni affrontate e quello che dovrà essere messo in gioco per riuscire a superarle.

Ogni impresa determina una lezione per il ragazzo, che pur avendo la mente di un adulto, non può dirsi esperto di questo tipo di situazioni e soprattutto di un mondo in cui è presente da pochissimo tempo. Nella migliore tradizione giapponese ci troviamo di fronte a un giovanissimo che riesce ad assumersi grandi responsabilità e ottenere risultati straordinari, ma stiamo comunque parlando di un bambino.

Mushoku Tensei

Analisi

Mushoku Tensei è considerato il capostipite del genere isekai, l’opera che ha dato il via a una delle tendenze più grande degli ultimi anni. In effetti sono evidenti le basi comuni ed è interessante valutare come siano presenti in modo molto esplicito alcune delle caratteristiche solitamente accennate o date per scontate, ma che qui trovano la loro origine o comunque vengono esplicitate e hanno un grande spazio.

La rinascita per volere divino, il tema della seconda possibilità da non sprecare, il camion come veicolo omicida e il vantaggio di possedere una coscienza da adulto nel corpo di un bambino sono ormai fattori molto riconoscibili, ma Mushoku Tensei riesce a dosare tutti gli ingredienti per ottenere un risultato ben bilanciato.

Il protagonista agisce sulla base dell’idea di non voler sprecare anche questa vita, vivendo invece senza rimpianti, sfruttando al meglio le sue abilità.

In questo mondo, più pericoloso ma anche molto più semplice da comprendere, Rudeus riesce a dimostrarsi un prodigio, forse anche grazie alla sua situazione speciale.

L’animazione dello studio Bind è di alta qualità e la musica firmata Yoshiaki Fujisawa è sempre brillante e adatta alla situazione.

La presenza di fanservice, in misura diversa e sicuramente maggiore rispetto al manga, è comunque coerente con lo spirito di un personaggio abituato a vivere in solitudine con i suoi eroge.

La prima parte della stagione, appena conclusa al momento della recensione, termina la fase iniziare del racconto, che diventa man mano più complesso, maturo e interessante, arrivando ad affrontare, con la leggerezza che contraddistingue l’intera opera, anche tematiche più profonde.

Una delle serie più promettenti della stagione, una ventata d’aria fresca per il genere isekai

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