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vita da slime that time i got reincarnated as a slime

Vita da Slime – La recensione anime

Stavolta comandano i mostri

Benvenut* alla recensione dell’anime di Vita da Slime! Prima di cominciare, ricorda che sul nostro sito potrai trovare altre recensioni che potrebbero interessarti, come:

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Vita da Slime è conosciuto ai più come That Time I Got Reincarnated as a Slime, traduzione piuttosto letterale dell’originale Tensei shitara suraimu datta ken, serie di light novel scritta da Fuse e illustrata da Mitz Vah nel 2014. Gli adattamenti manga risalgono al 2015 e 2016, mentre l’anime prodotto da 8-bit ha esordito in Giappone nel 2018.

La prima stagione, gli OAD e la seconda stagione ancora in corso di trasmissione sono disponibili anche in italiano su Crunhyroll.

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La trama di Vita da Slime

La serie racconta in modo ironico la vita di Satoru Mikami, tipico impiegato giapponese alle prese con il solito stressante procedere delle giornate. Una vita che ha ben presto fine, quando l’uomo si sacrifica per evitare che un rapinatore accoltelli un suo collega. Una volta assicuratosi di dare un ultimo saluto al suo amico ed essersi assicurato che questi andasse a cancellare la cronologia del suo browser internet, Satoru passa a miglior vita.

Come sappiamo, questa affermazione è particolarmente vera per il genere isekai. Una strana voce infatti si mette in contatto con il moribondo, elaborando strane forme di protezione e trasportando l’individuo in un altro mondo. Dopo essersi reincarnato in forma di uno slime e aver stretto un patto con un potente drago, Satoru smetterà di esistere. Questo mondo conoscerà il protagonista come Limur (Rimuru) Tempest.

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Struttura dell’opera

L’anime procedere di pari passo con l’evoluzione del protagonista, che fin dal suo arrivo nel nuovo mondo cerca di condurre una vita tranquilla, facendo amicizia con tutte le creature che si troverà davanti e risolvendo ogni conflitto grazie alla sua spropositata potenza.

Limur è pur sempre un uomo adulto giapponese nel corpo di uno slime, non potrà quindi esimersi dal voler minimizzare gli scontri cercando di attuare una strategia pacifista. La sua prospettiva, unica in questo nuovo mondo, gli permetterà di farsi amici prima i goblin, poi i metalupi e poi via via creature sempre più strane e potenti.

Questi esseri cominceranno a vivere in armonia sotto la guida del loro leader slime, riuscendo a raggiungere traguardi mai visti prima.

Una simile prosperità, mai vista in una terra inospitale come la foresta dove è stato deciso di fondare il nuovo regno, attira gli sguardi dei Paesi confinanti, perfino dei grandi regni umani. Questo diventerà il pretesto per avventure sempre più emozionanti e complicate, che lo porteranno ad indagare in profondità alcuni dei grandi misteri di questa nuova vita, oltre a incontrare altri in una condizione simile alla sua.

Come altre opere simili, questa evoluzione scalare del livello degli avversari si presta a una crescita pressoché infinita. I poteri dello slime, alimentato da abilità uniche che gli permettono, tra le altre cose, di comprendere immediatamente la situazione e letteralmente divorare gli avversari per acquisirne l’essenza, rendono il protagonista all’altezza di qualunque cosa.

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Analisi

Vita da Slime contiene tutti gli elementi dei grandi shonen come Dragon Ball o One Piece, anche se si focalizza prevalentemente sulla risoluzione dei conflitti, piuttosto che sull’uso della violenza come soluzione primaria.

Limur si prende cura di tutte le creature ritenute malvagie, ma che sotto una guida illuminata riescono ad evolversi, a sviluppare una società complessa e a non aver più bisogno di arrecare danni agli esseri umani per sopravvivere.

Una moltitudine di personaggi secondari costruisce un mondo complesso, fatto di politica, di guerra, di divertimento, di studio. C’è ampio spazio per l’evoluzione dei personaggi, che conosciamo come barbari, poi li vediamo impegnati in attività positive e infine scopriamo i loro sentimenti, gli istinti alla base delle loro azioni in un particolare momento.

Abbiamo uno sguardo sulle infatuazioni di piccoli goblin nei confronti di membri particolari razze demoniache, o una trama secondaria che coinvolge mercanti e l’introduzione di un sistema economico di stampo moderno, in netto distacco dall’economia medievale del nuovo mondo.

In uno slancio meta narrativo vediamo anche la condizione di coloro che vengono evocati da altri mondi per risolvere problemi: non tutti sono desiderosi di farlo, o non a tutti viene concesso un potere strabiliante, come invece vediamo nelle classiche serie del genere.

Il comparto grafico di buon livello viene seguito da una colonna sonora non memorabile, ma che accompagna nel modo giusto e detta il tono delle scene.

Le premesse narrative sono allineate con gli altri isekai. Per quanto alcune trovate differenziano questa serie dalle altre, regalandole il meritato successo, è impossibile non notare eccessive semplificazioni in alcuni ambiti.

Non sembra quindi una serie destinata a enorme popolarità, ma nonostante questo si inserisce tra i migliori prodotti del genere, soprattutto in un momento storico in cui il mercato è pieno di ritardi e cancellazioni.

Una serie leggera e delicata, molto ben realizzata e potenzialmente infinita

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