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What if

What if, episodio 7, recensione

Nel settiimo episodio esploriamo gli effetti della lontananza di Loki sulla maturazione di Thor

Settimo episodio per la serie animata What if, dedicata a mondi alternativi a quello visto nell’MCU, sempre più Multiverso dopo la serie Loki: ogni scelta genera nuove storie e nuovi mondi, narrati da Uatu l’Osservatore. L’episodio rivaluta il ruolo pedagogico di Loki nella crescita del fratellastro: E se Thor fosse stato figlio unico?

Trama di What if 7

Nel mondo che seguiamo in questa puntata di What if…, Odino non adotta il piccolo Loki, ma lo restituisce ai Giganti del Ghiaccio. Thor cresce dunque senza un fratellastro (“a movimentargli le giornate”, spiega l’Osservatore). Arriviamo al 2011, anno in cui si svolge la prima pellicola dedicata al Tonante. Odino si abbandona al suo sonno rigenerante, la moglie Frigga parte per un viaggio, non prima di aver raccomandato a Thor di studiare i nove Regni su cui dovrà poi governare e a Heindall, custode del Bifrost, di controllarlo.

Thor pensa solo a divertirsi, perciò decide di portare gli amici a festeggiare su Midgard, dove Heimdall non li noterà. La festa organizzata a Las Vegas attira creature dagli altri pianeti: Skrull, buona parte dei Guardiani della Galassia, il Gran Maestro, i Giganti di ghiaccio comandati da Loki (in buoni rapporti con il “fratellastro di madre diversa”).

Jane Foster rileva un’anomalia simile a quella che tempo prima ha distrutto un pianeta: seguendo il segnale con l’assistente Darcy, arriva alla festa, dove conosce Thor e ne rimane affascinata.

La festa attira anche lo SHIELD, che considera Thor una grave minaccia. Maria Hill spiega a Jane che ha dovuto prendere il comando dell’organizzazione dopo che un asgardiano ha messo fuori combattimento Nick Fury per sbaglio. Viene utilizzato il cercapersone per chiamare Capitan Marvel: lo scontro porta i due eroi da una parte all’altra del pianeta, tra Francia, Inghilterra e Stati Uniti. La donna tiene testa a Thor, ma viene fermata dal Mjolnir.

What if

Carol spiega a Maria che se usasse in pieno i suoi poteri si genererebbe un cratere e qualcuno si farebbe male: si ipotizza di spostare lo scontro in una zona disabitata. Dato che il piano sembra prevedere l’eliminazione di Thor, Jane trova il modo di contattare Heimdall per risolvere pacificamente la questione.

Le feste proseguono, accompagnate dai danni: Sultur stacca un braccio alla Statua della Libertà, i Giganti di ghiaccio aggiungono barba e corna ai Presidenti scolpiti sul Monte Rushmore. Intanto Capitan Marvel ha portato Thor in un luogo deserto, ma un attimo prima che i due si colpiscano a piena potenza, e che lo SHIELD lanci una testata nucleare, compare Frigga: la moglie di Odino annuncia il proprio imminente arrivo e richiama all’ordine il figlio, che racconta di un improbabile scambio educativo.

Thor spiega la situazione agli invitati e chiede di aiutarlo a sistemare i danni. All’arrivo di Frigga, i danni sono stati sistemati (nella smania di mettere a posto tutto, il tonante raddrizza la Torre di Pisa…), Thor ha improvvisato un gruppo di studio, inoltre arriva Capitan Marvel, decisa a  reggere il gioco all’asgardiano: gli porta un tablet con materiale educativo. Le strane decorazioni sul martello confermano a Frigga il fatto che sia tutta una montatura.

Nel finale (SPOILER), Thor invita Jane a uscire, ma, con gran sorpresa anche dell’Osservatore, da un portale arriva un esercito di robot, comandati da una versione potenziata di Ultron, che comprende il corpo di Visione ed è in possesso delle Pietre dell’Infinito.

Sviluppo

L’Osservatore spiega in apertura di puntata l’importanza delle relazioni anche  per gli eroi:

“Non è una battaglia vinta o persa che definisce un eroe, ma i rapporti che crea, le persone che influenzano lui e le sue storie. Il legame tra Thor e Loki, così forte e determinante, cambierà il destino dell’universo”

La puntata si mantiene su toni più leggeri rispetto alla maggior parte degli episodi della serie. Essendo incentrata su un diverso percorso di maturazione di Thor, si basa sulla trama del primo film dedicato al figlio di Odino.

Prosegue in qualche modo il percorso di riabilitazione di Loki: in questo caso, anziché l’evoluzione del suo atteggiamento, scopriamo il ruolo che ha avuto a fianco di Thor, date le conseguenze cui porta il suo allontanamento. Lo ritroviamo sovrano di Jotunheim, perfettamente integrato, anche fisicamente, con i Giganti di Ghiaccio, e con un rapporto molto meno conflittuale con il fratellastro.

L’amore tra Thor e Jane è inevitabile e anche questa versione più immatura e superficiale del tonante si innamora, ricambiata, della scienziata.

L’episodio punta in modo piuttosto netto, vuol essere semplicemente divertente e tutto sommato ci riesce. Le tante apparizioni di personaggi fanno piacere, così come gli effetti dello scontro fisico tra due personaggi molto potenti. La trama e il suo sviluppo risultano comunque poco convincenti, nonostante tutte le premesse:

  • Heimdall sorveglia l’Universo, ma non si accorge di festeggiamenti di Thor su Midgard (uno dei nove regni), “perché è un pianeta antiquato”
  • Jane Foster si innamora di un eroe mitologico, sapendo che dove va a fare festa il pianeta viene distrutto
  • lo Shield è disposto a sganciare una testata nucleare su una montagna per fermare la minaccia aliena, non curandosi della sorte di Capitan Marvel (perché dovrebbe salvarsi da un’esplosione finalizzata a uccidere Thor?)
  • il finale con l’arrivo di un Ultron potenziato è interessante (ci torniamo tra poco), ma molto poco legato all’episodio (e fine a se stesso, se non avrà un seguito in altre puntate)

La fusione tra Ultron e Visione potrebbe essere stata favorita da eventi causati dagli altri episodi della serie (se si rivelassero dello stesso mondo), come l’assenza dei Vendicatori, o dalla mancata visione di Thor, cui abbiamo assistito in Avengers: Age of Ultron.

Nella seconda pellicola del gruppo, Ultron utilizza il vibranio e la Pietra della Mente per realizzare un corpo più evoluto da utilizzare, ma l’intervento dei Vendicatori gli impedisce il trasferimento e porta alla nascita di Visione, anche grazie a Thor, che spiega ciò che ha visto e la natura delle Pietre dell’Infinito, quindi con un fulmine fornisce al corpo sintetico l’energia necessaria.

I personaggi principali sono doppiati dai loro interpreti cinematografici, ad eccezione di Captain Marvel, cui dà la voce Alexandra Daniels.

Riferimenti ai fumetti

IL GRAN MAESTRO

En Dwi Gast, detto il Gran Maestro, è stato creato da Roy Thomas e Sal Buscema ed è comparso per la prima volta nel 1969 in Avengers n. 69. Fa parte dei potentissimi Antichi dell’Universo ed è ossessionato dai giochi di abilità e di fortuna. Spesso utilizza individui con superpoteri come pedine per giocare con un altro Antico, il Collezionista, come nell’evento Contest of Champions del 1972.

Nell’MCU, interpretato da Jeff Goldblum, il Gran Maestro compare nel secondo film dei Guardiani della Galassia, è uno degli antagonisti in Thor: Ragnarok e tornerà l’anno prossimo in Thor: Love and Thunder.

CAPITAN MARVEL

Carol Danvers, è un’ex pilota dell’aeronautica e capo della sicurezza Nasa. Inizialmente è comprimario delle storie del primo Capitan Marvel (Marvel Super-Heroes n. 13, 1968). Riceve i suoi poteri in un incidente che coinvolge proprio il kree Mar-Vell e fonde il DNA dei due. Diviene in seguito Miss Marvel (Ms. Marvel n. 1, 1977), identità con cui si unisce agli Avengers, dopo averli aiutati nelle missioni contro Ultron e Korvac.

Dopo aver perso le proprie capacità, durante una missione con gli X-Men acquisisce poteri cosmici, divenendo in grado di generare calore, luce, radiazioni, accedendo a ogni forma di energia dello spettro elettromagnetico: prende il nome di Binary (Uncanny X-Men n. 164, 1982).

Assume per breve tempo le identità di Capitan Marvel, durante House of M, su suggerimento di Magneto, e di Warbird, in un periodo di crisi personale e indebolimento dei poteri, prima di rientrare nei Vendicatori (Avengers n. 183, 1979).

Milita nei New Avengers e, dopo Civil War, assume il comando dei Mighty Avengers (n. 1 della testata omonima, 2007), divisione di New York nell’ambito dell’Iniziativa dei 50 Stati. Dopo il sacrificio di Mar-Vell per salvare il pianeta Hala dalla Fenice, decide di prendere il suo posto come Capitan Marvel (Captain Marvel Vol. 7 n. 1, 2012).

Nell’MCU è interpretata da Brie Larson, ha ricevuto i poteri della Pietro dello Spazio ed è considerata uno dei personaggi più potenti dell’universo: un’eroina che risolve problemi in altre galassie, da chiamare sulla Terra solo in casi estremi, come la strage attuata da Thanos con le Pietre dell’Infinito, vista in Infinity War.

Avengers

SKRULL

Gli Skrull sono una razza aliena mutaforme, creata da Stan Lee e Jack Kirby, in guerra da millenni con i Kree, spesso  affrontata sulla Terra dai Fantastici 4 ma presente in molti crossover, in particolare Secret Invasion, quando si sostituisce a eroi e leader terrestri per conquistare il pianeta. Gli Skrull sono apparsi per la prima volta nel 1962 in Fantastic Four n. 2.

Nell’MCU sono stati introdotti in Capitan Marvel.

Un episodio più leggero della media che, deviando il percorso di crescita di Thor, mette in scena tanti personaggi cosmici e uno spettacolare scontro fra titani, con un finale sorprendente

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