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What if 9, recensione del finale di stagione

Un degno finale di stagione per la serie animata Marvel dedicata ai mondi alternativi

Arriva il finale di stagione per la serie animata What if… Il nono episodio,  What If… The Watcher Broke His Oath? chiude la storia aperta nella puntata precedente.

Il potere immenso accumulato da Ultron costringe l’Osservatore a intervenire, e in modo invasivo, per salvare il Multiverso inaugurato dalla serie Loki. La serie, riprendendo un’omonima testata a fumetti della Casa delle Idee, è dedicata a mondi alternativi a quello visto nell’MCU: ogni scelta genera nuove storie e nuovi mondi che, stiamo scoprendo, sono collegati.

Trama di What if 9

Nella puntata precedente, E se… Ultron avesse vinto? l’Intelligenza Artificiale, divenuta potentissima, sta distruggendo la vita nel Multiverso. In E se… l’Osservatore avesse infranto il proprio giuramento?, Uatu decide quindi girare gli Universi per reclutare una squadra di eroi in grado di contrastare il villain.

Captain Carter viene convocata mentre sta lottando contro Batroc il Saltatore e i suoi pirati (in una scena simile a quella vista in Captain America: The Winter Soldier). T’Challa “Star-Lord” viene raggiungo da Uatu mentre sta affrontando Ego il pianeta vivente. La versione di Thor cresciuta senza Loki e “superficiale” viene prelevata mentre sta combattendo le sentinelle di Ultron.

Re Killmonger, Pantera Nera, viene convocato mentre sta scappando da Pepper, Shuri e i Wakandiani, i quali hanno scoperto che è stato lui a uccidere T’Challa e Tony Stark. Scopriamo una variante di Gamora – non apparsa negli episodi precedenti – che ha ucciso Thanos, ne indossa l’armatura e si è alleata con il Tony Stark del suo universo.

Gli eroi vengono accolti da Supreme Strange: il dottor Strange, divenuto Supremo dopo aver assorbito altre creature magiche nella speranza di riportare in vita la sua Christine, ottenendo invece la distruzione del suo mondo, ha convinto Uatu a intervenire e allearsi con lui per salvare il Multiverso.

Strange spiega agli eroi che il piano per fermare Ultron è separarlo dalle Pietre dell’Infinito, cominciando da quell’anima, per poi distruggerle tutte con la Pressa di Gamora, un macchinario costruito per quello scopo. Uatu rivela che, dopo aver cercato un unico grande eroe, ha pensato che fosse meglio avere una squadra che garantisse capacità ed esperienza: loro saranno i Guardiani del Multiverso.

Nell’universo in cui Ultron ha vinto, gli eroi incontrano Natasha Romanoff, che supera la diffidenza iniziale grazie alle parole di Capitan Carter. Killmonger riesce a sottrarre al villain la Pietra dell’Anima, ma la Pressa dell’Infinito non riesce a distruggere le Pietre: ogni universo ha le sue caratteristiche, e così le sue Pietre dell’Infinito, per cui la Pressa di un altro mondo non raggiunge lo scopo.

Sembra dunque impossibile fermare Ultron, ma Vedova Nera e Capitan Carter riescono a centrare il volto del robot con la freccia su cui è stato caricato il codice dell’Intelligenza Artificiale Arnim Zola, incaricato di violare il codice del robot e disattivarlo.

L’operazione riesce, ma Killmonger prende le Pietre per usarle per i suoi interessi, cercando di convincere gli altri che serviranno a ripristinare gli Universi.
Anche Zola, nel corpo di Ultron, vuole le Pietre: l’Osservatore ha previsto entrambe le dinamiche e, grazie a Strange, imprigiona i due in una dimensione tascabile da cui non possono uscire, e che il mago custodirà.

Uatu riporta ogni eroe al suo universo, nel tempo e nel luogo dove è stato prelevato: T’Challa salva Peter Quill da Ego, Gamora torna da Stark, Thor raggiunge l’amata Jane.

Vedova Nera non vuole tornare nel suo universo dove sono morti tutti e accusa l’Osservatore di essere indifferente a tutti loro e di considerarli solo delle storie. Uatu dichiara invece di essere molto legato a tutti, e manda Natasha nell’universo in cui Hank Pym ha ucciso quasi tutti fondatori gli Avengers originali: Nick Fury, Capitan Marvel e Capitan America combattono gli asgardiani guidati da Loki, e l’intervento di Natasha risulta determinante. L’Osservatore promette di proteggere gli universi i loro abitanti.

In una scena mid-credit, Captain Carter, tornata nel suo universo allo scontro con Batroc sulla nave dirottata, viene aiutata da Vedova Nera (del suo mondo), la quale le rivela che a bordo c’è l’Hydra Stomper – usato da Steve Rogers durante la Seconda Guerra Mondiale – con una persona  all’interno.

Sviluppo

Il nono episodio mantiene ed esalta i pregi della prima parte della storia: a una serie che ha proposto, con tagli e intensità diverse, vicende alternative apparentemente scollegate fra loro, la vicenda che chiude la prima stagione regala un filo conduttore, riprende praticamente tutti i protagonisti delle puntate precedenti, li unisce in un’unica trama – inserendo anche gli zombi e la loro terribile Scarlet – dando a quasi tutti un ruolo rilevante, formando una squadra, i Guardiani del Multiverso, che deve sconfiggere un nemico potentissimo e apparentemente inarrestabile.

Per quanto riguarda i doppiatori, dal MCU tornano Samuel L. Jackson (Nick Fury), Hayley Atwell (Peggy Carter), Georges St-Pierre (Batroc, all’esordio in What if…), il compianto Chadwick Boseman (T’Challa “Star Lord”), Michael B. Jordan (Killmonger “Pantera Nera”), Chris Hemsworth (Thor), Benedict Cumberbatch (Doctor Strange/Strange Supreme), Toby Jones (Arnim Zola), Tom Hiddleston (Loki ) e Kurt Russell (Ego, altro esordio nella serie animata).

Jeffrey Wright dà la voce all’Osservatore, mentre diversi doppiatori hanno sostituito gli interpreti dell’MCU: Lake Bell (Natasha Romanoff/Black Widow), Brian T. Delaney (Peter Quill), Mick Wingert (Tony Stark/Iron Man), Cynthia Kaye McWilliams (Gamora), Ozioma Akagha  (Shuri) e Ross Marquand (Ultron, ma già interprete di Teschio Rosso nel primo episodio della serie) hanno preso rispettivamente il posto di Scarlett Johansson, Chris Pratt, Robert Downey jr, Zoe Saldana, Letitia Wright e James Spader.

Un finale di stagione davvero convincente, più ancora della puntata precedente, regala spettacolo e coesione a una serie che aveva proposto storie apparentemente scollegate, fini a se stesse e dal tono molto diverso

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