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What if

What if… episodio 1, la nostra recensione

L'esordio della serie Marvel sui mondi alternativi è incentrato su un Capitan America al femminile

Finita la serie di Loki, non occorre aspettare le prossime uscite cinematografiche per un ulteriore assaggio del neonato Multiverso Marvel. La serie animata What if… propone infatti scenari alternativi a quelli visti finora al cinema e in TV, con la precisazione che non si tratta di ipotesi, ma in qualche modo di canone MCU, dove ogni scelta, come scopriamo, genera nuove storie e nuovi mondi. La puntata d’esordio modifica la storia di Capitan America. 

What if

Trama di What if… episodio 1

Il primo episodio, What If… Captain Carter Were the First Avenger? viene introdotto da una spiegazione, appunto, sugli infiniti mondi e possibilità derivanti dalle singole decisioni importanti. In questo caso, Peggy Carter decide di assistere da vicino all’esperimento del Super Soldato, basato sugli studi del dottor Erskine e gestito da Howard Stark.

Poco prima che inizi il trattamento di Rogers, la donna scopre che un sabotatore nazista vuole provare a interferire: i due soldati lo affrontano e il ragazzo viene gravemente ferito. Stark spiega che occorre fare subito l’esperimento, perché non ci sarà un’altra possibilità: è Peggy a ricevere il siero, con effetti decisamente soddisfacenti.

Il colonnello Flynn, capo dell’SSR (futuro SHIELD) è però contrariato perché l’esperimento non è replicabile e l’unico soggetto potenziato è una donna, secondo lui inadatta al combattimento. Peggy rivela a Steve la propria amarezza per l’atteggiamento del militare, lui ipotizza che le possano dare un costume patriottico per fare un giro promozionale dell’USO (l’ente che organizzava spettacoli per tenere alto il morale delle truppe americane).

Johann Schmidt e l’Hydra (la divisione sovrannaturale dell’esercito nazista) arrivano a Tonsberg, in Norvegia, per recuperare il Tesseract, gioiello della collezione di Odino: fonte immensa di energia, potenzialmente devastante, in grado di riscrivere le leggi della fisica e aprire le porte dell’universo.

Stark ne è al corrente, ma non riesce a convincere il colonnello dell’importanza di fermare l’Hydra prima che porti il Tesseract a Berlino. Howard ha modificato il costume “promozionale” di Carter e ha costruito uno scudo indistruttibile: entrambi uniscono la bandiere statunitense e quella inglese, e sono adatti alla battaglia che andrà affrontata anche senza il consenso del colonnello.

Carter entra in azione a Berlino e recupera il Tesseract, sfruttando i nuovi poteri cui ancora non è abituata, forse superiori alla controparte maschile dell’MCU, a giudicare dall’accartocciamento dei mezzi tedeschi. Lo consegna a Stark e chiede a Flynn la promozione a capitano.

Con il cubo, Stark prepara un’armatura per consentire di combattere a Rogers, preoccupato per la cattura dell’amico Bucky. Capitan Carter fa irruzione in una base tedesca per liberare Bucky, Dum Dum Duggan e compagni. Chiesto il supporto aereo, arriva Steve Rogers con un’armatura simile alla prima di Iron Man, marchiata C15, che utilizza l’energia del Tesseract: visti gli ottimi risultati, Duggan la chiama Hydra Stomper.

Flynn salta sul carro del vincitore, dicendo al presidente di aver sempre creduto in Carter e di aver ordinato la costruzione dell’armatura. Peggy e Steve affrontano da soli l’aviazione tedesca. Anche in questo universo, a ruoli invertiti, tra i due c’è del tenero. Intanto Johann Schmidt toglie la maschera, rivelando l’aspetto da Teschio Rosso, e annuncia l’ascesa dell’Hydra dalle ceneri del Terzo Reich che sta per cadere.

Con  Bucky e gli altri compagni, Rogers e Carter attaccano il treno dove pensano che viaggi Teschio Rosso, dando il via all’Operazione Dove Osano le Aquile. Viene dunque citato (benché all’epoca non fosse stato ancora girato, né scritto il romanzo che lo ispirò) l’omonimo film del 1968 con Richard Burton e Clint Eastwood, in cui gli alleati erano chiamati a una serie di peripezie per assaltare un castello nazista.

Arrivato alla testa del treno, Rogers scopre che è pieno di dinamite: avvisa gli altri che si tratta di una trappola ma rimane coinvolto nell’esplosione e non viene ritrovato.

Interrogando lo scienziato nazista Arnim Zola, fatto prigioniero, Carter scopre che il Teschio Rosso vuole usare il Tesseract, presumibilmente recuperato dall’armatura, per liberare una forza interdimensionale per dominare il mondo. Individuato il villain nel castello di Krake, Peggy decide di distruggere il maniero e l’Hydra.

Durante l’irruzione, Peggy assiste all’esperimento con cui il Teschio Rosso evoca un mostro tentacolare: ma anziché diventare campione dell’Hydra, la creatura elimina il villain. I compagni trovano Steve, che viene liberato e chiede di usare l’armatura, ancora intatta. Stark inverte il processo che ha portato al castello la creatura, Steve mette in salvo i compagni e cerca di liberare Peggy, ma la donna si sacrifica per cacciare il mostro.

Carter viene catapultata nel nostro presente, dove Occhio di Falco la riconosce e Fury le spiega che la guerra è finita da 70 anni. La sua scelta ha creato una nuova storia e dato al multiverso una nuova eroina. Il narratore si qualifica come l’Osservatore, e dichiara che mai interferirà con le vicende.

Sviluppo

Per lunghi tratti il primo episodio della serie ricalca abbastanza fedelmente la trama del film Captain America – Il primo vendicatore, con Peggy Carter al posto di Steve Rogers: quest’ultimo prima fa da spalla poi diventa un simil Iron Man. La scena del sacco da boxe riprende chiaramente quella che vede impegnato Rogers nella prima parte del film The Avengers.

La versione alternativa della nascita di Capitan America non stravolge dunque più di tanto la storia conosciuta, se non per i ruoli assegnati ai personaggi già noti, dando seguito alla tendenza a dare maggiore importanza a quelli femminili (come visto in Capitan Marvel, Endgame e Wandavision).

Sceneggiata da A.C. Bradley e diretta da Bryan Andrews, E se… Captain Carter fosse stata il Primo Vendicatore è di buon livello, sia come scrittura, sia come disegni e animazione. Forte anche di un budget consistente, il filmato convince dal punto di vista narrativo e tecnico, con un cel-shading che riprende i volti degli attori dell’MCU senza essere troppo ingombrante (anche se talvolta si ha la sensazione di essere in un film della prima fase dell’MCU).

Il richiamo alle prime pellicole è rafforzato anche dal sonoro: gli attori dei film sono stati richiamati a doppiare i propri personaggi, con l’eccezione principale di Steve Rogers, intrepretato da Josh Keaton anziché Chris Evans.

Risentiamo dunque le voci di Hayley Atwell (Peggy “Captain” Carter), Jeremy Renner (Clint Barton), Stanley Tucci (Dr. Abraham Erskine), Dominic Cooper (Howard Stark),  Neal McDonough (Dum Dum Dugan), Sebastian Stan (Bucky Barnes), Toby Jones (Arnim Zola), Ross Marquand (Johann Schmidt/Teschio Rosso, così come in Endgame, mentre nel primo film di Capitan America era interpretato da Hugo Weaver).

Riferimenti ai fumetti

LE ORIGINI DI CAPITAN AMERICA

Ispirandosi alla prima pellicola di Captain America, l’episodio riprende diversi elementi delle prime avventure cartacee dell’eroe: anche nella versione a fumetti della creazione del super soldato, in Captain America Comics n. 1 del 1941, c’è il sabotaggio parzialmente riuscito.

Abraham Erskine è lo scienziato geniale che crea il siero del super soldato (in realtà una serie di processi), la cui formula definitiva viene testata con successo solo su Steve Rogers, a causa del sabotaggio di Heinz Kruger, una spia infiltratasi nel laboratorio per fermare l’esperimento. Il nazista non riesce nell’intento ma uccide il dottor Erskine. Creati da Jack Kirby e Joe Simon, entrambi i personaggi fanno la loro prima e ultima apparizione nell’albo n. 1 di Cap, e rivediamo la loro vicenda in questa prima puntata di What if….

TESCHIO ROSSO

Johann Schmidt, alias Teschio Rosso, è un ufficiale nazista, acerrimo nemico di Capitan America. Creato da Joe Simon e Jack Kirby nel 1941 per i fumetti di propaganda bellica, anch’egli fa il suo esordio in Captain America Comics n. 1. Prevedendo la disfatta della Germania, crea l’organizzazione terroristica HYDRA (ideata da Stan Lee e Jack Kirby, comparsa per la prima volta nel 1965 in Strange Tales n. 135), che sarà sarà sempre in lotta con lo SHIELD.

Creduto morto durante la Seconda Guerra Mondiale, torna a combattere gli Stati Uniti e Capitan America, utilizzando il suo genio criminale e cercando di sfruttare il Cubo Cosmico.

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TESSERACT O CUBO COSMICO

Il Tesseract è il nome dato nell’MCU al Cubo Cosmico, apparso per la prima volta nel 1966 in Tales of Suspense n. 79 e ideato da Stan Lee e Jack Kirby. Creato dall’AIM, è un dispositivo che contiene una quantità immensa di energia cosmica e può modificare la realtà secondo il desiderio di chi lo possiede. Nell’MCU è invece il contenitore della Pietra dello Spazio, legata ai poteri di Capitan Marvel.

IL BRACCIO DI BUCKY

Durante l’assalto al treno, Bucky perde l’equilibrio e viene tirato su per il braccio da Peggy. La battuta del ragazzo (“Grazie, mi hai quasi staccato un braccio”) è un omaggio alle vicende del cartacee e cinematografiche del personaggio: in entrambi i casi viene dato per disperso durante la Seconda Guerra Mondiale, e ritrovato molto tempo dopo dai nemici dell’America (i sovietici nei fumetti, l’Hydra nell’MCU), privo appunto del braccio sinistro.

Studiato nella vana speranza di trovare tracce del siero del supersoldato, viene sottoposto a lavaggio del cervello, potenziato e dotato di braccio bionico, divenendo Soldato d’inverno, assassino ai comandi del regime (Captain America, Volume 5, nn. 8-11).

SHUMA-GORATH

Al mostro interdimensionale non viene dato un nome, ma l’origine e l’aspetto, grandi tentacoli e – apparentemente – un unico occhio, farebbero pensare a Shuma-Gorath, personaggio dei fumetti ispirato alle opere di Robert E. Howard e H. P. Lovecraft e a Starro della DC Comics (presente attualmente al cinema in Suicide Squad). Sviluppato per la Marvel da Steve Englehart e Frank Brunner, compare per la prima volta nel 1972 in Marvel Premiere n. 10.

UNION JACK

Il costume e lo scudo con la bandiera britannica ricordano il look di Union Jack, supereroe inglese a fianco degli Invasori durante la Seconda Guerra Mondiale, apparso per la prima volta nel 1976 in Invaders n. 7.

UATU L’OSSERVATORE

Creato da Lee e Kirby, Uatu compare per la prima volta in Fantastic Four n. 13, 1963. Fa parte degli Osservatori, una razza aliena che, dopo aver sperimentato le criticità degli interventi su altre civiltà, ha deciso di osservare gli eventi dell’Universo senza interferire. Uatu spesso infrange la regola per salvare la Terra, che osserva dalla zona blu della Luna. Apparentemente ucciso durante Original Sin (2014) è tornato nei fumetti qualche mese fa.

La trasposizione al femminile della genesi di Capitan America convince dal punto di vista narrativo e tecnico, con un cel-shading che riprende i volti degli attori dell’MCU, in buona parte richiamati a doppiare i propri personaggi

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