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Moriarty the Patriot

Moriarty the Patriot, la recensione anime

Quest'oggi parleremo di un'opera che ha ottenuto un'immenso successo

Bentornato in questa recensione anime! Quest’oggi parleremo di un’opera disponibile anche in Italia e che ha ottenuto un notevole successo, specialmente dopo l’adattamento animato. Si tratta di Moriarty the Patriot.

Il manga ha debuttato sulla Shueisha Jump SQ nell’agosto 2016. I due artisti hanno lavori complementari: mentre Takeuchi si occupa della storyboard, Miyoshi si occupa dei disegni. Ad oggi sono stati pubblicati 15 volumi. In Italia la storia è edita dalla Planet Manga che a settembre pubblicherà il volume numero 14.

Il manga ha inspirato già un adattamento animato

Oltre all’anime, è stato creato uno spettacolo musicale che è stato riprodotto diverse volte in Giappone e dal mese di novembre 2018 è iniziata una serie di novel inspirate al manga.

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E adesso iniziamo con questa recensione!

La trama di Moriarty the Patriot

La storia ha come protagonista William James Moriarty, quello che è passato alla storia come l’acerrimo nemico di Sherlock Holmes.

Il primo episodio dell’anime narra la scomparsa di 7 bambini; William scopre il colpevole e, dopo averlo catturato, lo lascia nelle mani di uno dei genitori delle vittime.

Inizia poi un flashback sulla vita del protagonista: il ragazzo era in realtà un orfano (il cui vero nome non viene mai svelato) dotato di una immensa cultura, tanto da essere in grado di leggere e conosce il latino. Si trova in un orfanotrofio assieme al fratello minore Louis, malato di cuore, quando viene notato da Albert Moriarty, il figlio maggiore del conte Moriarty.

Albert, nonostante sia un nobile, è dotato di una sensibilità al di fuori dal comune, cosa che gli fa detestare profondamente l’alta società inglese, nobile solo di facciata e alquanto sprezzante della gente comune (cosa che include anche la sua famiglia), che non si fa problemi a commettere reati pur anche per il solo piacere di farlo.

Quando una nobildonna, al quale il padre di Albert è interessato, mostra un certo interesse nel fare in modo che i poveri orfanelli abbiano una vita dignitosa, il conte Moriarty decide di chiedere ad Albert di sceglierne uno dall’orfanotrofio che frequenta. Qui Albert origlia un discorso di incitamento che William fa ai bambini che include l’omicidio dei nobili che non si comportano in maniera dignitosa, e dopo un breve confronto qualche giorno dopo decide di far adottare alla sua famiglia i due fratelli.

Se Albert li considera davvero suoi fratelli, la stessa cosa non vale per tutti gli altri membri della famiglia, il conte con sua moglie e il fratello minore di Albert, un ragazzino viziato di nome William. Durante la loro permanenza con la famiglia, i Moriarty curano la malattia di Louis, ma allo stesso tempo non vedono l’ora di sbarazzarsi dei due orfani scomodi.

William trova una soluzione nella legalità: se i due bambini fossero stati sorpresi a rubare, allora avrebbero potuto essere sbattuti fuori di casa. Porta quindi delle posate d’argento nella loro stanza, ma qui viene individuato dal fratello maggiore, che lo colpisce a sangue freddo, condannandolo ad una morte lenta e dolorosa.

Poi i tre bambini fanno scoppiare un incendio in casa. Per poter evitare ogni sospetto, prima di uscire Louis prende un tizzone ardente e si procura una cicatrice sulla guancia destra. Quando escono dalla casa mentre i vigili del fuoco provano a spegnere l’incendio, Albert presenta il più grande dei due fratellini come suo fratello minore William. In quel momento si ha lo scambio dell’identità e William diventa il protagonista dell’opera.

In seguito a queste vicissitudini i tre continuano a vivere come dei nobili, perpetrando una giustizia “fai da te” guidata da William, il cui ulteriore lavoro è quello di consigliere del crimine. Ad aiutarli nell’arduo compito di cercare la giustizia nei confronti di una classe inarrivabile come quella dei nobili ci sono il colonello Moran (che appare anche nelle opere originali di Doyle) e Fred, un ragazzo estremamente abile nei travestimenti. In seguito, si aggiungono anche Jack lo squartatoreJames Bond (in questa recensione non approfondiamo le loro identità per non fare spoiler).

L’acerrimo nemico di Moriarty, Sherlock Holmes, appare diverse puntate dopo, su una nave da crociera. Immediatamente capisce che in William ci sono delle qualità decisamente superiori rispetto a quelle delle altre persone e inizia così la loro rivalità, che in qualche modo è anche un’amicizia. Come nell’opera originale, colui che assiste Sherlock in tutte le sue imprese è Watson, un medico recentemente tornato dalla guerra e che non è dotato di altrettante buone capacità deduttive.

Impressioni su Moriarty the Patriot

Moriarty the Patriot è contraddistinto da quella genialità che è possibile ritrovare solo in pochissime altre opere.

William è giovane ma dotato di un’intelligenza fuori dal comune. Seppur non sia di nobili origini, e forse proprio per questo, è in grado di vedere una giustizia decisamente diversa. Il modo in cui raggiunge il suo obiettivo non è dei più encomiabili, tuttavia in quella situazione si dimostra l’unico modo di poter raggiungere l’obiettivo.

Albert è un ragazzo decisamente ammirevole. Non deve essere stato facile essere quello “diverso” in una società che conforma all’assoluto non rispetto di chi viene considerato inferiore. Tuttavia nella sua vita fa scelte coraggiose, a volte crudeli, ma finalizzate all’obiettivo. Ha una totale fiducia nel fratello minore e lo segue ciecamente, seppur consapevole di tutti i pericoli da affrontare.

Louis ha invece una rilevanza più secondaria rispetto ai primi due, ma è comunque un ragazzo in grado di combattere per sé e per la causa che ritiene giusta.

E poi c’è Sherlock Holmes, un ragazzo decisamente fuori dagli schemi, geniale e allo stesso tempo non è decisamente l’uomo più corretto che esista. Egli è infatti spesso tentato dal fare le cose sbagliate o, un po’ come William, induce gli altri a fare cose sbagliate pur di ottenere il suo obiettivo. Questo aspetto è molto più evidente nel manga che nell’anime, dove l’unico momento in cui lo si vede riflettere riguardo una scelta è quando si chiede se non fosse stato meglio uccidere un uomo (un assassino e malato terminale) pur di ottenere le informazioni necessarie per smascherare il nemico.

Punto di forza dell’anime è che la storia è seguita in maniera abbastanza fedele, seppur nel manga ci siano molte più informazioni, specialmente riguardo al passato dei personaggi più secondari.

Se vuoi saperne di più segui il sito web ufficiale.

Quello che rende veramente unica quest’opera è il fatto che la dicotomia bene e male non presenti un confine netto. Ciò che è sbagliato è l’unico modo per punire le vere ingiustizie, mentre ciò che è giusto è spesso una cosa sbagliata. È una serie che merita davvero di essere vista.

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