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attacco dei giganti

L’attacco dei Giganti – La recensione dell’anime

La nostra recensione sulla trasposizione animata del manga di Hajime Isayama

Uno dei manga di maggior successo di quest’ultimo decennio è stato sicuramente L’attacco dei Giganti (Shingeki no Kyojin) di Hajime Isayama, iniziato nel 2009 sulla rivista giapponese Bessatsu Shōnen Magazine di Kōdansha ed arrivato in Italia grazie a Planet Manga, e che vedrà l’uscita del suo capitolo finale in territorio nipponico il 9 aprile prossimo.

Dal manga è stata tratta anche una serie animata, che ripercorre le gesta di Eren, Mikasa, Armin e di tutti i personaggi dell’universo dark fantasy di Hajime, arrivata anch’essa alla sua fase finale con la quarta stagione in uscita in questo periodo e disponibile sulla piattaforma di streaming Amazon Prime Video.

Prima di buttarci nella recensione dell’anime su L’Attacco dei Giganti, potrebbero interessarvi anche queste nostre ultime recensioni:

 

Trama de L’Attacco dei Giganti

Anime de L’attacco dei Giganti, per tutto le sue stagioni, rimane molto fedele agli avvenimenti narrati all’interno del manga originale di Isayama (di cui vi suggerisco la nostra recensione dedicata), raccontandoci senza troppi giri di parole, la sofferenza e le difficoltà che i suoi protagonisti sono costretti a superare nell’estenuante lotta alla sopravvivenza.

La storia è ambientata in uno scenario distopico dove i pochi sopravvissuti del genere umano sono costretti a vivere all’interno delle mura, per via della minaccia dei Giganti, enormi e possenti creature dalle fattezze umanoidi che tentano in ogni modo di predare i malcapitati esseri umani che gli passano a tiro.

L’inizio della storia è ambientato nell’anno 845 quando, un gigante più alto del normale (denominato poi Gigante Colossale) e più alto delle mura stesse, riesce a aprire una breccia nell’unica fonte di sicurezza del genere umano, facendo entrare altri giganti all’interno delle mura e mettendo a rischio la sopravvivenza del genere umano stesso.

Da quel momento, inizieranno i percorsi di crescita, personale e caratteriale dei protagonisti della storia, a partire dai tre bambini attraverso i quali vengono narrati questi primi avvenimenti della trama, Eren, Armin e Mikasa, i quali decideranno, dopo quel tragico evento e dopo aver perso le rispettive famiglie, di unirsi al corpo di ricerca, un comparto militare d’elite che affronta i giganti fuori dalle mura, cercando risposte sulla loro natura e cercando un modo di far riguadagnare la libertà ai pochi sopravvissuti del genere umano.

Durante lo svolgimento delle sue quattro stagioni e dei suoi 139 capitoli, la storia di Shingeki no Kyojin cambierà drasticamente, passando da un survival horror ad un fanta-politico pieno di intrighi e misteri, ma sempre rimanendo fedele al suo cuore horror e cupo che accompagnerà lo spettatore dai primi episodi in poi.

Impressioni e struttura dell’anime

Le quattro stagioni di cui si compone l’anime de L’attacco dei Giganti, sono sviluppate da due diversi studi d’animazione, ma sempre sotto la supervisione dell’autore originale della storia, che ha anche ammesso di aver visto realizzare un ottimo adattamento animato per la sua storia.
Le prime stagioni sono dirette da Tetsurō Araki, e prodotte da Wit Studio in collaborazione con Production I.G, mentre la quarta stagione è stata ad opera dello studio MAPPA.

Come anticipato ad inizio recensione, la storia narrata all’interno della serie animata de L’attacco dei Giganti resta molto fedele alla storia originale di Hajime Isayama, raccontando nel dettaglio tutte le vicende che accompagneranno la vita contorta dei suo protagonisti.

Tuttavia, alcuni elementi sono stati modificati proprio per volontà dell’autore, che ha collaborato allo sviluppo della serie animata, per migliorare la resa visiva del movimento tridimensionale (strumento usato dai protagonisti per contrastare i giganti) e per i movimenti di alcuni giganti, in modo da renderli ancora più bizzarri ed aumentare il senso di terrore trasmesso allo spettatore.

Anche alcune scene sono stata riadattate per una resa visiva migliore, senza però snaturare quello che era il contenuto o la scena generale, risultando solo dei leggeri cambiamenti atti a rendere più fluida una determinata scena.

Uno dei punti di forza de L’attacco dei Giganti, sono sicuramente i numerosi dettagli visivi che il mangaka inseriva, soprattutto nella prima parte della sua opera, ovvero quella più misteriosa e legata alla scoperta del segreto nascosto dietro i giganti, nelle sue tavole. Dettagli che sono stati ripresi e sottolineati ampiamente anche nella serie animata, che ad un occhio attento, racconta molto della sua storia senza lasciare nulla al caso.

Un opera in grado di rapire lo spettatore per i suoi continui colpi di scena ed i suoi voluti cambiamenti narrativi, che renderanno ogni cosa imprevedibile e con un ritmo narrativo sempre teso e coinvolgente. Tuttavia, proprio per questo suo ritmo narrativo e per questa sua trama complessa e contorta, necessita di essere guardato con attenzione per non perdersi i dettagli nascosti dall’autore.

L’anime de L’attacco dei Giganti rappresenta una storia distopica cupa e violenta, con un ritmo narrativo molto teso, pieno di colpi di scena capaci di tenere incollati gli spettatori per tutto il corso delle sue quattro stagioni. Una storia che cambierà molto durante la sua narrazione, passando dalla semplice lotta per la sopravvivenza, ad un misto di intrighi e colpi di scena che arriveranno a coinvolgere sempre di più lo spettatore. Tuttavia, proprio a causa di questa sua trama impegnata e contorta, necessita di un attenzione maggiore per essere goduto al meglio.

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