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Il confine

Il confine 6 – La nostra recensione

La serie di Masi e Uzzeo torna a occuparsi delle indagini di Laura e Antoine, tra riti boschivi e segreti di paese

Il 25 febbraio Sergio Bonelli Editore pubblica il sesto volume de Il Confine, serie di Giovanni Masi e Mauro Uzzeo all’interno dell’etichetta Audace.  I disegni de L’inverno che non se ne va  sono affidati a Fernando Proietti e Andrea Olimpieri, i colori ad Alessia Pastorello, la copertina come sempre è di Lorenzo “LRNZ” Ceccotti.

Alla sparizione dei ragazzi in gita si collega un rito propiziatorio degli anziani, mentre proseguono le indagini di Antoine Jacob e Laura Denti, che ha appena scoperto un intruso fra gli studenti. Il volume cartonato, 80 pagine a colori in formato 22×29,7, è in vendita a 16 euro in libreria, fumetteria e negli store on line.

Il confine

Nelle puntate precedenti de Il Confine

Seguono spoiler sui primi cinque numeri de Il Confine. Se non li hai letti, meglio saltare questi paragrafi.

La vicenda si apre con le indagini sulla misteriosa scomparsa del pullman di una gita scolastica, vicino al confine tra Italia e Francia. I due investigatori, Laura e Antoine, si incontrano per la prima volta quando la morte del giovane Marco, figlio dell’albergatore, porta al ritrovamento del pullman, in un punto fuori dal percorso previsto: sul mezzo non ci sono persone, ma macchie di sangue e uno strano simbolo.

Compare anche l’autista, in stato confusionale, che afferma che non c’è più il confine. Nei diari recuperati ricorre il simbolo trovato sul bus e nel foglio del 4 dicembre la grafia “collassa”. I disegni tracciati dall’autista nella stanza d’ospedale convincono Antoine ad esplorare l’antico arco sul monte, dove realtà e tempo si incrinano: l’agente trova dodici scheletri e dalla neve emerge la professoressa scomparsa, Daniela Santino.

Un secolo prima, un gruppo di reduci della prima guerra mondiale girava tra i paesi raccontando le proprie imprese, affascinando in particolare il piccolo Aurelio e la giovane Maria, che coinvolse i soldati in un furto alla ricca famiglia del ragazzino. Scopriamo che la follia affligge il paese da molto tempo.

Nel presente, Laura cerca di interrogare Aurora, assente alla gita. L’anziano Aurelio impedisce al figlio Libero e al sindaco un affare che coinvolgerebbe il bosco. Abbiamo conosciuto i ragazzi, anche grazie ai messaggi via chat: molto ruota intorno al desideratissimo Pierre, Luca, figlio del sindaco, Aurora e Benedetta. Pierre ha una relazione segreta con la professoressa Santino e riceve ordini da personaggi misteriosi. Insieme a Luca, organizza una festa sul Confine che ha conseguenze drammatiche.

Il paese partecipa al funerale di Marco. I due investigatori cercano di collegare la frase ripetuta dall’autista, “Morivano in dodici, ridevano in tredici”, con il ritrovamento di 12 scheletri, e il fatto che delle 13 persone partite, solo 11 restino disperse.

Il confine

La trama del sesto volume de Il Confine

Anche questi paragrafi contengono spoiler: se non hai letto il sesto volume de Il Confine, meglio passare alle impressioni.

Nella stessa mattina della gita, gli anziani del paese sono saliti sul monte per bruciare, come ogni anno, l’Omo di Legno, che avrebbe dovuto far finire l’inverno e proteggere il paese e il raccolto, ma la valanga ha interrotto il rito: nessuno si è fatto male, ma la primavera non arriverà.

L’anziana Elvira è convocata da Aurelio, secondo il quale bisogna proteggere la valle dai ragazzi, che con le loro azioni sconsiderate hanno anche provocato la valanga. La donna rimane dalla loro parte, negando che siano coinvolte le antiche ossessioni di Aurelio.

Conosciamo il solitario Pietro, che abita oltre confine e di fronte a una porta rossa registra la misteriosa voce della montagna. Da lui Antoine ha la conferma che i giovani organizzavano feste sulla radura lì vicino. Mentre ricostruisce su legno le modifiche che ha riscontrato nei sentieri, la guida ne parla al telefono con Laura, che gli riferisce di aver ricevuto da un numero sconosciuto la foto dei ragazzi in gita, in cui compare un giovane che non fa parte della scuola.

Alla centrale i due investigatori riescono a sbloccare uno dei telefoni dei ragazzi, ma in quel momento arriva l’ispettore, portando notizie dall’ospedale: il giornalista Anniballi sta indagando sui ricoveri dei superstiti, c’è stata un’intrusione nella stanza della professoressa, ma soprattutto dalle analisi risulta che gli scheletri ritrovati sono dei ragazzi.

Impressioni

Rispetto ad alcuni capitoli precedenti, i disegni di Fernando Proietti (capitoli 16 e 17) e Andrea Olimpieri (18) danno maggiore naturalezza alla storia, coerentemente con una minora presenza del soprannaturale nella trama. I capitoli sono stati assegnati ad artisti diversi per sfruttarne al meglio le caratteristiche, pur non generando discontinuità evidenti.

La composizione delle tavole risulta meno innovativa rispetto ai mesi scorsi, mentre la copertina di LRNZ concentra in un’immagine evocativa lo scontro tra i due grandi vecchi, Elvira e Aurelio, e l’inquietante abbinamento di un giovane (il misterioso dodicesimo?) e l’Omo di legno. La colorazione di Alessia Pastorello, seguendo la trama e l’ambientazione, privilegia i colori freddi nel primo capitolo, caldi nel secondo, raggiungendo un sostanziale equilibrio nel terzo.

Nella consueta sezione finale Oltre il confine, scopriamo le bozze delle tavole e parti di sceneggiatura, approfondendo numerosi aspetti della lavorazione del volume. Proietti, arruolato per il talento nelle scene di maggiore impatto visivo, si definisce uno di quei dinosauri che lavora ancora su carta: fogli di grande formato, pennello e pennino. Si ispira a Massimo Carnevale (e quindi a Carlo Ambrosini e Sergio Toppi), Jorge Zaffino e altri maestri della scuola argentina.

A Olimpieri spiega come abbia dovuto limitare la sua eccessiva predominanza dei neri sui bianchi. Gli è stato assegnato il capitolo finale per valorizzarne la maestria nella recitazione dei personaggi.

Masi e Uzzeo sottolineano l’incursione nel genere white horror (con i fatti peggiori che si svolgono in piena luce, come in Shining), la narrazione dei riti pagani boschivi, ispirati al film The Wicker Man e all’antropologia, e in più generale del folklore italiano, partendo da Fiabe Italiane di Italo Calvino.

Senza svelare troppo e senza aggiungere molta carne al fuoco, la narrazione rimane coinvolgente. Reparto grafico più realistico e meno sperimentale del solito, per un volume che conferma la qualità della serie.

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