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Il confine

Il Confine 5, la recensione

Nella serie di Masi e Uzzeo è il momento di conoscere meglio i ragazzi della scolaresca dispersa

È uscito Quella notte di dicembre, quinto episodio de Il Confine, di Giovanni Masi e Mauro Uzzeo.

La serie, incentrata sulla sparizione di una classe in gita, arriva al dunque, focalizzando il racconto sui ragazzi. Finora infatti gli autori, Giovanni Masi e Mauro Uzzeo, hanno raccontato principalmente le vicende dei genitori e dei due problematici investigatori: Laura Denti, agente sospeso ma richiamata in servizio perché esperta nella ricerca di persone scomparse e Antoine Jacob, guardia alpina francese che conosce benissimo quelle montagne e ha molto a cuore la soluzione del mistero, forse non altrettanto la sorte dei ragazzi.

Nelle puntate precedenti de Il Confine

Seguono spoiler sui primi quattro numeri della serie. Se non li hai letti, meglio saltare questi paragrafi.

Gli autori ci portano subito in medias res: la vicenda si apre con le indagini in corso sulla misteriosa scomparsa del pullman di una gita scolastica, vicino al confine tra Italia e Francia. I due investigatori, Laura e Antoine, si incontrano per la prima volta quando la morte del giovane Marco porta al ritrovamento del pullman, in un punto inaspettato: sul mezzo non ci sono persone, ma macchie di sangue e uno strano simbolo.

Compare anche l’autista, in stato confusionale, che afferma che non c’è più il confine. Viene informato Aurelio, un vecchio e invalido aristocratico, che non sembra contento che sia sopravvissuto qualcuno.

In tutti i diari recuperati, oltre a ricorrere il simbolo trovato sul bus, la grafia “collassa” nel foglio del 4 dicembre. I disegni tracciati dall’autista nella stanza d’ospedale convincono Antoine ad esplorare l’antico arco sul monte, dove scopre che presso il confine la realtà e il tempo si incrinano.

La narrazione torna indietro di un secolo: un gruppo di reduci della prima guerra mondiale gira tra i paesi raccontando le proprie imprese, affascinando in particolare il piccolo Aurelio e la giovane Maria. La ragazza propone ai soldati di derubare la ricca famiglia del ragazzino, ma qualcosa va storto. Scopriamo che la follia affligge il paese già da molto tempo.

Nel presente, Laura cerca di coinvolgere nelle indagini Aurora, che non ha partecipato alla gita e secondo molti sa più di quel che dica. Aurelio impedisce al figlio Libero e al sindaco un affare che coinvolgerebbe il bosco. Antoine trova dodici scheletri vicino all’arco: durante il sopralluogo, dalla neve emerge la professoressa scomparsa. Antoine insiste nel dire che la montagna e i sentieri sono cambiati, che il tempo si è rotto. L’autista gli annuncia che la poliziotta farà una brutta fine.

Trama del n. 5

Rispetto ai numeri scorsi de Il Confine, ci spostiamo indietro di un mese. Osserviamo i compagni di classe nei giorni precedenti alla gita, scopriamo le coppie, gli innamoramenti, le problematiche personali e familiari. Le dinamiche sono chiarite anche dai messaggi scambiati via chat. Quasi tutto sembra ruotare intorno a Pierre, oggetto del desiderio di tante compagne, Luca, figlio del sindaco, Aurora e Benedetta. Sanno già qualcosa di ciò che succederà in gita.

Pierre, legato ad Aurora, ha una relazione segreta con Daniela Santino, la docente che parteciperà alla gita: entrambi usano il simbolo misterioso che sarà rinvenuto sul bus. Il ragazzo riceve ordini da personaggi misteriosi e desidera fuggire dal paese. Insieme a Luca, organizza una festa che porta la compagnia presso il Confine, con conseguenze drammatiche ancora da chiarire.

Nel presente, il paese partecipa al funerale di Marco, il figlio dell’albergatore. “Morivano in dodici, ridevano in tredici” ripeteva l’autista: i due investigatori cercano di collegare l’apparente delirio dell’uomo con il ritrovamento di 12 scheletri, e il fatto che delle 13 persone partite, solo 11 restino disperse, dopo il ritorno della professoressa Santino. La risposta sembra arrivare poco dopo sul cellulare di Laura, contro la quale tramano il sindaco e Libero.

Impressioni

La trama è piacevolmente complessa, non conoscere il contenuto dei numeri precedenti non pregiudica la lettura anche se i “flash” iniziali sono più picchi emotivi che riassunti delle puntate precedenti.

La narrazione, che si ispira dichiaratamente alle serie TV, è avvincente grazie anche a un sapiente alternarsi di misteri svelati e nuovi interrogativi. I cambi di registro, genere e stile, così come il salto temporale del terzo numero, testimoniano ulteriormente la bravura di tutti gli autori.

Ai disegni si alternano due artisti: Francesca Ciregia firma il capitolo 13, più realistico, Alessandro Giordano caratterizza i due successivi con fisionomie più sfuggenti, quasi un anticipo del surrealismo cui assistiamo sul Confine. L’omogenerità della narrazione è garantita dai colori di Alessia Pastorello (che nei volumi precedenti si è alternata con Adele Matera) ma soprattutto dai layout impostati da Federico Rossi Edrighi, che garantisce una composizione delle tavole molto varia e interessante. LRNZ, titolare delle copertine de Il Confine, coniuga l’estetica con l’anticipazione dello stile e del tema della storia: non più un’indagine ma una storia di ragazzi, tra amicizie, chat, facce scomparse.

Anche questo numero si chiude con una corposa postfazione: interviste agli autori, studi, sketch, dietro le quinte, versioni alternative. Il Confine n. 5, 80 pagine a colori, in formato 22×29,7, è disponibile dall’8 ottobre a 16 euro in libreria, fumetteria e negli store on line.

Il numero della svolta, in cui veniamo a conoscere i protagonisti, non delude le attese. Il racconto è avvincente, i pochi misteri svelati vengono sostituiti da nuovi interrogativi

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