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.hack//SIGN: Otakult #96

Riuscirà Tsukasa a uscire fuori dal videogioco online The World?

Sei appassionato di anime, manga o fumetti? Vorresti parlarne all’infinito ma i tuoi amici non ne possono più? Desideri leggere volumi in anteprima o partecipare alle fiere? Allora hai bisogno di noi!

.hack//SIGN è una serie animata sci-fi prodotta da Bee Train nel 2002 e composta da 29 episodi. L’anime fa parte del franchise multimediale .hack nato inizialmente come una serie di videogiochi e andandosi poi ad ampliare per includere anche romanzi e numerosi anime e manga.

Tutti i prodotti condividono l’ambientazione del gioco di ruolo online The World, all’interno del quale i vari personagi vivono le loro avventure. In Italia è stato trasmesso nel 2008 sul canale satellitare AXN.

Prima di proseguire, ecco altri otakult che potrebbero interessarti:

Trama

Il protagonista è Tsukasa, l’avatar di un MMORPG chiamato The World che in un futuro non lontano è frequentato da milioni di utenti. Un giorno Tsukasa si ritrova in un dungeon senza alcun ricordo della sua vita al di fuori del gioco e senza riuscire a fare il log-out.

Nel frattempo i Cavalieri Scarlatti, un gruppo che controlla e punisce il comportamento scorretto dei giocatori, danno la caccia a un misterioso avatar illegale con la testa di un gatto che sembra aver avuto contatti con Tsukasa.

.hack//sign, otakult

Al centro dei misteri che si nascondono in The World sembra esserci una bambina fluttuante di nome Aura che vive in una stanza segreta del gioco a cui solo Tsukasa può accedere.

Ad aiutarlo a sopravvivere lungo il suo viaggio e a risolvere il mistero che lo costinge a rimanere intrappolato all’interno del gioco saranno i player Bear, Mimiru, BLT a cui poi si unirà anche Subaru, il capo dei Cavalieri Scarlatti.

Impressioni personali

L’intreccio di fondo di .hack//SIGN, ovvero il concetto che un videogiocatore possa entrare e rimanere intrappolato in un mondo virtuale, non è certo nato nel 2002. Possiamo risalire almeno a Tron, il film Disney del 1982.

In questi ultimi anni sembra però essere tornato di moda grazie al rinnovato interesse per la realtà virtuale. Basti pensare, oltre al sequel di Tron e a film come Ready Player One, al successo del franchise di Sword Art Online, che deve molto all’anime di Bee Train. È  interessante analizzare come questi due anime siano però profondamente diversi.

Sword Art Online ha un approccio decisamente shonen. Nel suo universo narrativo sono tutti i giocatori di un MMORPG a non potersi più disconnettere. Viene quindi dato molto spazio alle dinamiche di gruppo e ai combattimenti.

.hack//SIGN, invece, tratta l’argomento in maniera diversa, più matura. Tsukasa è il solo a restare in trappola nel videogioco e questo enfatizza il suo senso di isolamento nei confronti degli altri giocatori. Durante le puntate, che hanno un ritmo lento e dove i combattimenti hanno un ruolo abbastanza marginale, viene esplorata sempre più a fondo la sua interiorità.

Emerge per esempio in maniera sempre più chiara il suo rapporto conflittuale con il mondo esterno, quello reale.

Da un lato è vero che Tsukasa non può lasciare The World perchè il programma non glielo permette. Dall’altro però manifesta paura nei confronti del mondo reale a causa delle sue passate esperienze, e non è del tutto chiaro se viva questa sua condizione attuale come una maledizione o come una benedizione.

Una condizione che Tsukasa condivide con molti altri giocatori, che vedono nei giochi di ruolo online un modo facile per fuggire temporaneamente dalla propria vita e ignorare per un po’ i problemi del presente invece di affrontarli.

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Che ne pensi? Preferisci .hack//SIGN o Sword Art Online? Faccelo sapere nei commenti qui sotto!

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