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Dylan Dog

Dylan Dog – Fantasmi – La nostra recensione

Pubblicate in volume brossurato quattro storie dell'indagatore dell'incubo, con i fantasmi di ogni genere

Il 25 febbraio Sergio Bonelli editore pubblica il volume brossurato Fantasmi, che raccoglie quattro spettrali storie di Dylan Dog: formato 16×21, 400 pagine in bianco nero, in vendita a 16 euro.

Il volume si apre con due classici a firma di Sclavi: Il fantasma di Anna Never, quarto numero della serie regolare, disegnato da un’altra colonna dylaniata, Corrado Roi,  e Totentanz, realizzato da Giampiero Casertano e pubblicato nel 1993 nel primo Dylan Dog Gigante. Dello stesso anno la storia successiva, Fantasmi, numero 85 della testata principale, con sceneggiatura di Claudio Chiaverotti  e disegni di Luigi Siniscalchi. Si chiude con l’unica storia relativamente recente (2008): La condanna di Casper, albo 260, di Michele Masiero e disegni ancora di Giampiero Casertano.

Dylan Dog

Trame

Non può mancare in questo volume Il fantasma di Anna Never, primo numero di Dylan Dog incentrato sul tema dei fantasmi.  Guy Rogers, attore amico di Dylan Dog, crede di aver visto uno spettro, una donna bellissima che lo chiama ma viene fatta a pezzi. Il giorno dopo Guy gira una scena molto simile a quella sognata, e vede arrivare sul set la donna del sogno, che dovrà recitare con lui: Anna Never, la cui sbadataggine distruttiva contende il primato di comicità dell’albo a un Groucho in gran forma.

L’attrice e l’Old Boy si innamorano, ça va sans dire. A corto di clienti e preoccupato per l’amico, Dylan indaga sulle cause della strana visione di Guy, per capire se la spiegazione è razionale, legata all’alcolismo o all’ipnosi cui ricorre l’attore per guarire,  o se davvero ci sono di mezzo i fantasmi.

Dylan Dog

In Totentanz Sclavi inserisce Dylan Dog in una sorta di Spoon River: in un cimitero, dopo aver incontrato la misteriosa Hope, l’indagatore dell’incubo ascolta le storie dei defunti che dormono sulla collina (come nella canzone di De André). Groucho, nonostante l’assenza, sfodera un bel po’ di repertorio. Un episodio dopo l’altro, l’indagatore si rende conto di aver conosciuto in vita diversi dei defunti che gli parlano.

La storia che condivide il titolo con il volume si ispira esplicitamente ai B-movie: 5 adolescenti evocano per gioco un fantasma non particolarmente benevolo, scatenando una serie di morti misteriose. Anche in Fantasmi non manca una pista razionale, ancora legata all’ipnosi e alle cattiverie umane, ma per fermare le violenze, Dylan Dog chiede aiuto all’amica medium Maria Trelkovski. Personaggio comparso per la prima volta nel numero 25, Morgana, ispirato alla russa Helena Petrovna Blavatsky, con cognome ispirato al protagonista de L’inquilino del terzo piano di Roman Polansky, la medium è una presenza ricorrente nelle storie dell’indagatore dell’incubo.

Ne Il fantasma di Casper torna appunto Maria Trelkovski e per una volta è coprotagonista: un gangster torna in vita e vuole uccidere i medium di Londra, a fermarlo provano appunto Dylan Dog e la sua amica sensitiva. Il problema si rivela più grave del previsto, mentre i due amici devono aiutare Casper, giovane nipote di una collega, investito di una enorme responsabilità.

Sviluppo

In apertura di volume, due interessanti approfondimenti di Franco Busatta e Guglielmo Maggioni che oltre a presentare storie e temi affrontati, analizzano la natura “spettrale” della sceneggiatura e del medium fumetto.

In un continuo alternarsi di sogno, realtà, finzione, che alla prima lettura spiazza il lettore, ne Il fantasma di Anna Never compare anche un mostro concreto, l’alcolismo, che affligge l’amico Guy e sarà invece tormento dello stesso Dylan Dog nella recente rivisitazione post-meteora del numero 4, Anna per sempre. Il tratto di Corrado Roi, evocativo come sempre, nonostante il tipo di storia è meno lugubre del solito.

Dal tedesco danza della morte o danza macabra, Totentanz è un’immagine usata spesso nell’arte, in particolare medievale, già utilizzata da Dino Battaglia per un breve racconto a fumetti. La storia di Sclavi colpisce, oltre che per le già citate atmosfere da Spoon River, per i disegni di un Giampiero Casertano in gran forma e per le tante suggestioni dei rimandi a opere affini.

Il titolo richiama l’omonimo brano di Franz Liszt e il saggio letterario Danse macabre di Stephen King, mentre La ballata degli impiccati di François Villon viene liberamente tradotta da Sclavi, inoltre due episodi sono dedicati al racconto Una modesta proposta di Jonathan Swift e alla tragica Carica dei 600 nella battaglia di Balaklava del 1854.

La collana annuale Dylan Dog Gigante, pubblicata dal 1993 al 2013, esordì con questa storia, seguita da Delitti d’amore e Il giorno del giudizio. Totentanz è dunque una storia importante anche dal punto di vista editoriale, una delle prime dell’Old Boy pubblicate in grande formato.

Anche in Fantasmi, come detto,  oltre agli spettri “classici” vanno in scena quelli metaforici, legati alla cattiveria di adulti e adolescenti. I disegni di Siniscalchi sembrano un po’ incerti nei volti e nelle anatomie ma trasmettono efficacemente l’angoscia e gli incontri spettrali.

Ne Il fantasma di Casper il tratto di Casertano, alternando realismo a varianti cartoonesche e distorsioni spettrali, ci accompagnano nel rapido percorso di crescita del ragazzo, al centro di una battaglia tra bene e male in cui i sensitivi londinesi sono nell’occhio del ciclone.

Quattro storie dove vediamo all’opera buona parte delle colonne storiche di Dylan Dog: il creatore del personaggio Tiziano Sclavi e Claudio Chiaverotti hanno scritto quasi 90 dei mitici primi 100 numeri della testata, Giampiero Casertano ha firmato, tra gli altri, Attraverso lo specchio, Memorie dall’invisibile, Dopo mezzanotte, Il cervello di Killex, Dopo un lungo silenzio, mentre Corrado Roi con il suo tratto inconfondibile ha caratterizzato albi celebri come lo stesso numero 4, Alfa e Omega, Dal profondo, Jekyll!, Partita con la morte e più recentemente l’arco narrativo che dal 399 al 402 ha portato Dylan Dog nell’universo post-meteora.

Una buona occasione per ripassare i classici e riscoprire due storie meno note

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