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Dylan Dog

Dylan Dog Color Fest 37 – La nostra recensione

In vendita dall'8 maggio, Doppio Orrore propone una coppia di storie molto diverse, accomunate dai legami con il cinema horror classico, quello appunto delle doppie proiezioni in voga negli Usa fra gli anni '30 e i '50

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La tradizione del doppio spettacolo nacque nel teatro ottocentesco, quando veniva proposto al pubblico il double bill: due opere brevi in una serata per offrire un intrattenimento di una durata considerata accettabile. L’abitudine subì qualche modifica e ottenne un grande successo negli Stati Uniti della Grande Depressione: al costo di un unico biglietto lo spettatore poteva assistere alla proiezione di due film, normalmente uno di successo e un b-movie, spesso di genere horror. A questo modello, omaggiato dal Rocky Horror Show, si ispira il Dylan Dog Color Fest n. 37, intitolato appunto Doppio orrore.

Diego Cajelli dà un taglio fantascientifico a Quell’inutile complicazione, supportato dai disegni e i colori di Arturo Lauria, apprezzato pochi giorni fa sulla serie regolare dell’Old Boy, mentre La fossa degli angeli, esordio in Bonelli dello sceneggiatore Dario Sicchio, disegnato e colorato da Riccardo Toti, ci porta nelle atmosfere folk horror su cui a marzo si era soffermato il Magazine 2021.

Con copertina di Helena Masellis, Doppio orrore ha 98 pagine ed è in vendita dall’8 maggio a € 5,90. Il Dylan Dog Color Fest n. 38 sarà il Groucho e terzo uscirà il 6 agosto. Conterrà un inedito di Davide La Rosa e Luca Bertelè, e riproporrà due storie pubblicate nel Grouchomicon: una di Sio, l’altra scritta da Paola Barbato e disegnata da Luigi Piccatto.

Dylan Dog

Trama di Quell’inutile complicazione

Dylan Dog ha una relazione serie con Bea, separata e madre della quattordicenne Sandra: l’Old Boy inizia a pensare a una nuova vita, con una compagna stabile e una figlia.

Bullizzata dai coetanei, Sandra trova in un parco una scimmietta apparentemente indifesa, in realtà fuggita da un laboratorio dove cercavano di renderla un’arma micidiale. A casa, la ragazzina subisce un’aggressione ma viene salvata dal primate, cui dà il nome Rakom. Un nuovo episodio di bullismo scatena di nuovo la furia della scimmia, parzialmente placata dall’intervento di Dylan Dog. Il responsabile del progetto di Rakom fa intervenire i suoi uomini, interessato unicamente alla sua malefica ricerca e non attirare attenzioni sgradite.

Dylan Dog

Trama di La fossa degli angeli

La storia si svolge nella campagna dell’Essex, più precisamente a Jaywick, una delle zone più povere d’Inghilterra, come Dylan Dog spiega a Groucho all’arrivo in paese. La gente del posto non ama le visite e  Abner McGrath, con cui l’Old Boy dovrebbe parlare per un’indagine su richiesta di Scotland Yard, è particolarmente burbero e inospitale. A rendere il posto ancora meno ridente, il colore rosso sangue dell’acqua che affiora dal terreno, a causa di un’azienda siderurgica che ha riversato le proprie scorie nel lago.

L’indagine riguarda la scomparsa di un broker londinese di colore: Madame Trevkolvski ha percepito che l’uomo è stato ucciso da una misteriosa presenza in quella zona di Jaywick. Omettendo gli aspetti soprannaturali, Dylan Dog ha convinto la polizia locale della necessità di indagare nella fattoria. L’Old Boy scopre a sue spese che l’indicazione è corretta ma la situazione è ancora peggiore, a causa del fanatismo religioso e della follia di McGrath.

Dylan Dog

Impressioni personali

Quell’inutile complicazione è poco centrata su Dylan Dog e – coerentemente con la testata – piuttosto sperimentale nell’aspetto, soprattutto per quanto riguarda la colorazione. Tocca in modo efficace temi tristemente attuali e, nonostante la brevità, coinvolge facendo sfiorare e intrecciare le diverse trame fino a fonderle nel finale, ma forse le 48 pagine non danno tempo di empatizzare a sufficienza con i protagonisti, entrambi vittime. La bullizzazione è solo uno dei drammi cui Sandra va incontro nella vicenda, mentre Rakom è il risultato di esperimenti crudeli, che involontariamente hanno reso causa di violenza anche i legami emotivi.

Gli adulti hanno un ruolo negativo o sono quasi in disparte: Dylan Dog, pur determinante per introdurci nella vicenda e per risolverla, è spesso fuori scena, stesso discorso per la sua fidanzata Bea, che ha il merito di portare l’Old Boy  fuori dal ruolo dell’eterno ragazzino.

La fossa degli angeli sfrutta ancora meglio il formato breve, raccontando un orrore che va ben oltre le creature mostruose.  Il racconto, con disegni e colorazione più classici rispetto al precedente, crea una crescente suspense, man mano che scopriamo elementi inquietanti nella fattoria, e lascia il lettore inquieto alla fine della storia.

Gli autori di Doppio orrore

Diego Cajelli è alla terza esperienza con Dylan Dog, dopo Cattiva sorte (Color Fest 5) e Graphic Horror Novel: il sequel!, n. 376 della serie inedita. Ha  una lunga esperienza in Bonelli, in particolare con Dampyr, Martin Mystère, Napoleone, più sporadicamente con Tex, Zagor, Le Storie, Legs Weaver. Ha scritto inoltre numerose storie di Diabolik e per Edizioni SF: Pulp Stories, Randal McFly, Alan Dean, Milano criminale, Luciana Cassini.

Torna sull’indagatore dell’incubo Arturo Lauria, a pochi giorni dall’esordio sul n. 416 della serie regolare, Il detenuto. Ha disegnato per Orfani e per diverse testate di Inkiostro Editore: Colonus, Tom Bacardi Alfredo Petronio.

Dario Sicchio, all’esordio in casa Bonelli, ha scritto per Caput Mundi e Pietro Battaglia dell’editore Cosmo, Il Giro di Vite (n. 3 di Roberto Recchioni presenta: I Maestri del Mistero), ed è coautore con lo stesso curatore di Dylan Dog di 3 numeri di David Murphy 911 – Season Two.

Riccardo Toti si è cimentato più volte con i disegni dell’indagatore dell’incubo: La festa dei mostri (Maxi Dylan Dog n. 22), In fuga (Maxi Dylan Dog n. 26), Villa Serena (Dylan Dog Magazine n. 3), Il club dei suicidi (Maxi Dylan Dog n. 34), Per un pugno di like (di cui ha realizzato anche i testi – Dylan Dog Color Fest n. 30). Per Bonelli ha lavorato su 4 HoodsMartin Mystère, ha inoltre pubblicato su Comic Art e testate di Aura Editoriale (John Doe e Lanciostory).

Due storie di impostazione molto diversa, che sfruttano bene la brevità imposta dal formato. La sperimentazione che caratterizza la testata si concentra principalmente nei disegni e i colori della prima storia, mentre il secondo racconto è caratterizzato dalla suspense e dall’inquietudine.

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