Per quasi trent’anni è esistita una Sailor Moon che quasi nessuno aveva visto davvero. Nel 1994 un gruppo di produttori americani preparò un pilot che mescolava attrici in carne e ossa e animazione occidentale, pensando a una versione di Sailor Moon costruita per la TV statunitense. Il progetto non arrivò mai in onda, scomparve dagli archivi pubblici e finì per diventare una leggenda del fandom.
La svolta è arrivata nel 2022, quando la ricercatrice e content creator Ray Mona ha rintracciato alla Library of Congress due videocassette depositate per copyright nel 1994. Dentro c’erano proprio il materiale promozionale e il pilot della versione americana perduta.
La Sailor Moon americana che doveva essere metà live action e metà cartone
Il progetto venne sviluppato da Renaissance-Atlantic, Toon Makers e Bandai. L’idea era molto diversa dall’anime che il pubblico conosce oggi: la vita quotidiana di Usagi e delle altre ragazze sarebbe stata interpretata da attrici reali, mentre le battaglie contro il male sarebbero passate all’animazione.
La Library of Congress descrive il concept come un incrocio tra una teen comedy americana e una serie fantasy animata. Il materiale sopravvissuto comprendeva un proof of concept di circa dieci minuti e un breve video musicale costruito per presentare la serie a emittenti e distributori.

Perché tutti la chiamavano “Saban Moon” se Saban non c’entrava?
Per anni il pilot è stato soprannominato dai fan “Saban Moon”. Il nome nasceva da un’associazione apparentemente logica: Renaissance-Atlantic aveva lavorato nell’ambiente produttivo che ruotava anche attorno a Power Rangers, e lo stile del progetto ricordava molto la televisione americana per ragazzi dei primi anni Novanta.
Ma proprio la ricostruzione della Library of Congress ha chiarito uno dei dettagli più interessanti della storia: Saban Entertainment non era coinvolta nel progetto. Quel nome, diventato popolarissimo nel fandom, era in realtà una pista sbagliata rimasta in circolazione per anni.
Il progetto fallì e il pilot diventò quasi un lost media
I produttori realizzarono il materiale per proporre la serie alla televisione statunitense, ma il progetto non venne acquistato. La Sailor Moon americana non entrò quindi in produzione e l’opzione più semplice divenne distribuire e adattare l’anime giapponese originale.
Di quella versione alternativa rimasero soltanto frammenti e racconti. Un breve video venne mostrato anni dopo a una convention, alimentando la curiosità dei fan, ma il pilot completo continuò a essere considerato irraggiungibile.
La svolta: due VHS erano conservate alla Library of Congress
La ricerca di Ray Mona ha cambiato tutto. Seguendo il titolo di lavorazione “Project Y”, i nomi dei produttori e le registrazioni di copyright, la ricercatrice ha individuato due depositi del 1994: Sailor Moon — music video version e Sailor Moon — story summary.
Le videocassette erano state consegnate all’U.S. Copyright Office e poi conservate alla Library of Congress. Per poter ottenere una copia, Mona ha dovuto rintracciare il titolare dei diritti e ottenere l’autorizzazione necessaria. Solo allora il materiale è stato digitalizzato e reso accessibile.

La parte più sorprendente: non era una semplice copia dell’anime
Il pilot non cercava di ricreare scena per scena l’opera di Naoko Takeuchi. Voleva trasformarla in un prodotto televisivo americano autonomo, con una struttura, un’estetica e una messa in scena differenti. Il mondo scolastico era affidato al live action, mentre la dimensione supereroistica passava all’animazione.
È proprio questo che rende il progetto interessante oggi: mostra quanto l’industria occidentale degli anni Novanta fosse pronta a riscrivere un anime invece di limitarsi a doppiarlo. Se quella versione fosse stata acquistata, una parte del pubblico americano avrebbe potuto conoscere Sailor Moon attraverso un’opera molto diversa dall’originale giapponese.
Perché questa storia torna attuale nel 2026
Sailor Moon è tornata sotto i riflettori perché il franchise sta entrando nel ciclo del 35° anniversario. Il sito ufficiale ha già confermato che il 3 dicembre 2026 verrà presentato un nuovo progetto celebrativo, anche se al momento non è ancora stato specificato se si tratterà di anime, film o altro.
Su anime.icrewplay.com abbiamo raccolto i dettagli nell’articolo sul nuovo progetto per i 35 anni di Sailor Moon. Per chi vuole invece recuperare il franchise senza perdersi tra serie classica, Crystal, Eternal e Cosmos, c’è anche la nostra guida all’ordine di visione di Sailor Moon.
Cosa ci racconta davvero il caso “Saban Moon”
La storia non è soltanto quella di un pilot fallito. È il racconto di un progetto che per decenni è sopravvissuto quasi esclusivamente come voce di fandom, finché documenti di copyright e nastri d’archivio non hanno permesso di separare la leggenda dai fatti.
Il fatto documentato è questo: nel 1994 venne realizzata una proposta americana di Sailor Moon con live action e animazione; il progetto non fu venduto, le cassette finirono negli archivi della Library of Congress e furono recuperate quasi trent’anni dopo. Anche il nome “Saban Moon”, quello con cui la storia era diventata famosa, si è rivelato parte della leggenda più che della produzione reale.



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