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Lettura: The One Piece e l’anime originale: 7 differenze già confermate
 
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The One Piece e l’anime originale: 7 differenze già confermate

WIT Studio riparte dal manga con episodi più lunghi, ritmo accelerato e animazioni moderne, senza sostituire la serie Toei.

Massimo 2 ore fa Commenta! 10
 
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The One Piece racconterà nuovamente l’inizio del viaggio di Luffy, ma non sarà una semplice riedizione in alta definizione dell’anime trasmesso dal 1999. Il progetto Netflix affiderà la storia a WIT Studio, adottando una struttura, un ritmo e un modello distributivo differenti rispetto alla serie di Toei Animation.

Contenuti
1. The One Piece sarà prodotto da WIT Studio2. Gli episodi dureranno più del doppio3. Il remake procederà molto più velocemente4. The One Piece ripartirà direttamente dal manga5. La prima stagione non completerà East Blue6. Gli episodi usciranno tutti contemporaneamente7. Il remake non sostituirà l’anime originaleQuale versione di One Piece conviene guardare?

La prima stagione arriverà nel febbraio 2027 e sarà composta da sette episodi, pubblicati contemporaneamente. Complessivamente durerà circa 300 minuti e adatterà i primi 50 capitoli del manga di Eiichiro Oda, fermandosi nelle prime fasi dell’arco del Baratie.

Alcune differenze sono già state confermate, mentre altre potranno essere valutate solamente quando gli episodi saranno disponibili. Ecco cosa cambierà sicuramente tra The One Piece e l’anime originale.

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1. The One Piece sarà prodotto da WIT Studio

The One Piece durerà 300 minuti, ma non rifarà tutta East Blue

La differenza più evidente riguarda lo studio responsabile dell’animazione. L’anime originale di One Piece è prodotto da Toei Animation, che accompagna Luffy dal 1999 e continua a raccontare gli archi più avanzati del manga.

Il remake è stato invece affidato a WIT Studio, conosciuto per le prime tre stagioni de L’Attacco dei Giganti, Ranking of Kings e Spy x Family, quest’ultimo realizzato insieme a CloverWorks.

Alla regia troviamo Masashi Koizuka, mentre Taku Kishimoto si occupa della composizione della serie. Kyoji Asano e Takatoshi Honda sono stati scelti come character designer e direttori principali dell’animazione.

Non cambierà quindi solamente la qualità tecnica. The One Piece avrà una diversa identità visiva e registica, costruita da una squadra creativa indipendente da quella che realizza settimanalmente l’anime Toei.

Il progetto resta comunque ufficiale: alla produzione collaborano anche Shueisha, Fuji Television e Toei Animation, insieme a Netflix e WIT Studio.

2. Gli episodi dureranno più del doppio

La serie originale utilizza il tradizionale formato televisivo giapponese, con episodi da circa 24 minuti che includono sigla, riepilogo, anticipazioni e titoli.

La prima stagione di The One Piece avrà sette episodi per circa 300 minuti complessivi. Dividendo la durata totale per il numero delle puntate, si ottiene una media vicina ai 42-43 minuti per episodio.

Netflix non ha ancora comunicato la durata precisa di ciascuna puntata. È quindi possibile che alcuni episodi siano più lunghi di altri, in base alla parte di storia raccontata.

Questa maggiore libertà permetterà a WIT Studio di chiudere una sequenza narrativa senza essere costretto a raggiungere ogni volta la durata standard della televisione giapponese. L’episodio potrà terminare nel punto più efficace, senza dover necessariamente spezzare uno scontro o prolungare una scena.

Abbiamo analizzato più nel dettaglio la struttura della stagione nel nostro approfondimento su cosa significano i 300 minuti di The One Piece.

3. Il remake procederà molto più velocemente

La prima stagione adatterà 50 capitoli del manga in sette episodi, con una media superiore ai sette capitoli per puntata. Il dato rende evidente che il remake avrà un ritmo più serrato rispetto all’anime originale.

Questo non significa necessariamente che la storia verrà raccontata in modo superficiale. Gli episodi più lunghi consentiranno infatti di includere diversi capitoli dentro un’unica struttura narrativa.

L’anime di Toei nacque come una produzione televisiva continuativa. Con il passare degli anni, la necessità di non raggiungere il manga ha portato ad ampliare reazioni, combattimenti e passaggi di collegamento. Il remake viene invece progettato quando la parte di storia da adattare è già completa.

WIT Studio potrà stabilire in anticipo:

  • quali capitoli inserire in ogni episodio;
  • quali scene collegare direttamente;
  • dove collocare il momento culminante della puntata;
  • quali passaggi del manga richiedono maggiore spazio;
  • dove terminare ogni blocco narrativo.

Non sappiamo ancora quali scene dell’anime originale verranno escluse. È però confermato che la stessa quantità di storia sarà raccontata in un numero molto inferiore di episodi.

4. The One Piece ripartirà direttamente dal manga

The One Piece durerà 300 minuti, ma non rifarà tutta East Blue

Il remake non prenderà l’anime Toei come modello da ridisegnare. La nuova serie sarà un’altra trasposizione del manga di Eiichiro Oda, ricominciando dal primo capitolo e dall’infanzia di Luffy nel Villaggio Foosha.

Questo dettaglio è importante perché l’anime originale apportò alcune modifiche alla successione degli avvenimenti, soprattutto nei primi episodi. Il rapporto tra Luffy e Shanks, per esempio, non venne presentato subito nello stesso modo del manga.

The One Piece potrà ristabilire la struttura originale dell’opera, anche se WIT Studio conserverà inevitabilmente una certa libertà nell’adattamento. Un remake non è una riproduzione meccanica delle tavole: regia, montaggio, recitazione, musiche e durata delle scene continueranno a influenzare il risultato.

Netflix descrive il progetto come un’esperienza nuova ma familiare, realizzata attraverso tecnologie visive contemporanee. Le informazioni ufficiali sulla prima stagione sono disponibili nella presentazione di The One Piece pubblicata da Netflix.

5. La prima stagione non completerà East Blue

La serie Toei accompagna Luffy attraverso tutto East Blue prima di raggiungere la Rotta Maggiore. Nel remake, invece, la prima stagione si fermerà molto prima.

I sette episodi copriranno i primi 50 capitoli, comprendendo indicativamente:

  • l’infanzia di Luffy e l’incontro con Shanks;
  • Alvida e Koby;
  • l’ingresso di Zoro;
  • Orange Town e Bagy;
  • il villaggio di Usopp;
  • la partenza sulla Going Merry;
  • l’arrivo al Baratie;
  • l’incontro con Sanji.

Restano fuori dalla prima stagione la conclusione del Baratie, Arlong Park e Loguetown. Anche l’ingresso definitivo di Sanji nella ciurma dovrebbe essere rimandato al blocco successivo.

Questo distingue il remake anche dal live action Netflix, che nella sua prima stagione ha raggiunto la conclusione di Arlong Park. Le tre versioni di One Piece seguiranno quindi suddivisioni narrative differenti.

La nostra precedente notizia dedicata alla durata e ai primi 50 capitoli di The One Piece raccoglie l’annuncio iniziale del formato scelto da Netflix.

6. Gli episodi usciranno tutti contemporaneamente

The One Piece

One Piece è nato e cresciuto come appuntamento televisivo settimanale. Anche dopo oltre venticinque anni, l’uscita del nuovo episodio continua a essere un momento condiviso dai fan.

The One Piece seguirà il modello Netflix: i sette episodi della prima stagione saranno disponibili contemporaneamente nel febbraio 2027. Gli spettatori potranno quindi guardare l’intero blocco in una sola volta, per un totale di circa cinque ore.

Questa distribuzione cambia anche il modo in cui viene costruita la tensione. La serie non dovrà necessariamente ricordare ogni settimana ciò che è accaduto nella puntata precedente e potrà essere concepita come un racconto continuo.

Allo stesso tempo, la pubblicazione completa ridurrà la durata della conversazione settimanale intorno ai singoli episodi. Netflix sembra puntare soprattutto a rendere l’inizio di One Piece più accessibile a chi non vuole affrontare centinaia di puntate.

7. Il remake non sostituirà l’anime originale

La differenza più importante è anche quella che genera maggiore confusione. The One Piece non prenderà il posto dell’anime Toei.

Le due produzioni continueranno a esistere contemporaneamente, ma svolgeranno funzioni diverse. La serie originale proseguirà negli archi più recenti della storia, mentre il remake ripartirà dall’inizio per offrire un nuovo ingresso nel mondo creato da Oda.

Chi segue già l’anime non dovrà abbandonarlo per passare alla versione WIT Studio. Allo stesso modo, chi non ha mai visto One Piece potrà iniziare dal remake senza dover recuperare immediatamente oltre mille episodi.

Non è stato ancora confermato fino a quale punto del manga arriverà l’intero progetto. Netflix ha presentato ufficialmente solamente la prima stagione e non ha comunicato né il numero complessivo delle stagioni né quello degli episodi necessari per adattare tutta l’opera.

Quale versione di One Piece conviene guardare?

The One Piece durerà 300 minuti, ma non rifarà tutta East Blue

La risposta dipende da ciò che si cerca. L’anime Toei resta la versione storica, con doppiatori, musiche e momenti che hanno definito l’immaginario della serie. Offre inoltre una quantità enorme di contenuti ed è molto più avanti nella storia.

The One Piece sarà invece la scelta più immediata per i nuovi spettatori, grazie a una narrazione concentrata, a episodi più lunghi e a un comparto tecnico realizzato da zero.

Il remake non cancellerà la serie originale e non renderà inutile guardarla. Sarà piuttosto una seconda interpretazione animata del manga, pensata per una generazione che potrebbe essere interessata a Luffy ma intimorita dalla durata dell’adattamento Toei.

Il confronto definitivo potrà iniziare soltanto nel febbraio 2027. I dati già confermati mostrano però che WIT Studio non vuole limitarsi a ridisegnare One Piece: vuole ricostruirne il viaggio adottando un formato completamente diverso.

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