Il problema non è capire se i cartoni animati funzionino ancora in televisione. La vera domanda è quanto spazio Italia 1 sia ancora disposta a concedere loro.
Gli ascolti registrati sabato 11 luglio 2026 mostrano infatti una fascia animata tutt’altro che irrilevante. Nonostante la collocazione nelle prime ore della mattina e una programmazione ormai limitata quasi esclusivamente al fine settimana, Tom & Jerry, Scooby-Doo e I Simpson hanno ottenuto risultati capaci di competere con le serie trasmesse subito dopo.
Numeri che non raccontano un fenomeno di massa, naturalmente, ma che rendono difficile sostenere che il pubblico non sia più interessato all’animazione.
Gli ascolti dei cartoni di Italia 1 dell’11 luglio

La mattina di sabato si è aperta con The Tom & Jerry Show, seguito da 141.000 spettatori e dal 4,30% di share.
Subito dopo, il film animato Scooby-Doo va ad Hollywood ha raccolto 133.000 spettatori, con uno share del 3,20%.
I risultati migliori sono arrivati con I Simpson. Il primo episodio ha raggiunto 181.000 spettatori e il 4,40%, mentre il secondo è salito a 203.000 spettatori, conquistando il 5,20% di share. (BUBINO)
Nel dettaglio:
- The Tom & Jerry Show: 141.000 spettatori e 4,30%;
- Scooby-Doo va ad Hollywood: 133.000 spettatori e 3,20%;
- I Simpson: 181.000 spettatori e 4,40%;
- secondo episodio de I Simpson: 203.000 spettatori e 5,20%.
Il dato più interessante è proprio quello dell’ultimo episodio de I Simpson, arrivato oltre il 5% nonostante l’orario mattutino.
I Simpson quasi alla pari con le sitcom successive
Per comprendere meglio il risultato bisogna osservare anche quello che è accaduto immediatamente dopo.
Il primo episodio di The Middle ha ottenuto 209.000 spettatori e il 5,30% di share. La distanza dal secondo episodio de I Simpson, fermo a 203.000 spettatori e al 5,20%, è quindi minima. Gli episodi successivi di The Middle hanno registrato rispettivamente 184.000 spettatori con il 4,50% e 200.000 con il 4,80%.
Questo non significa che ogni cartone animato garantirebbe automaticamente ascolti elevati. Un solo sabato non è sufficiente per dimostrare che una grande fascia quotidiana avrebbe successo.
I numeri, però, smentiscono almeno una convinzione: l’animazione televisiva generalista non è necessariamente un prodotto senza pubblico. Anche con titoli in replica, poca promozione e una collocazione periferica, riesce ancora a ottenere percentuali dignitose.
I cartoni restano confinati al fine settimana

La programmazione di Italia 1 continua a proporre animazione durante il weekend, con The Tom & Jerry Show, gli speciali di Scooby-Doo e I Simpson collocati nelle prime ore del mattino. La stessa struttura risulta confermata anche per sabato 18 luglio.
Durante la settimana, invece, il palinsesto della rete lascia maggiore spazio a serie televisive come NCIS, MacGyver, Chicago Med e FBI: Most Wanted.
È una scelta editoriale comprensibile dal punto di vista della gestione del catalogo: le serie crime offrono molti episodi, possono essere replicate facilmente e garantiscono una programmazione continua.
Il rischio, però, è quello di rendere Italia 1 sempre più simile a numerosi altri canali, rinunciando gradualmente a una parte importante della propria identità.
Italia 1 non deve tornare agli anni Novanta, ma potrebbe osare di più

Chiedere maggiore spazio per i cartoni non significa pretendere un ritorno integrale alla televisione degli anni Novanta. Il pubblico, le abitudini e il mercato sono cambiati, mentre bambini e ragazzi consumano animazione soprattutto attraverso piattaforme streaming e servizi online.
Italia 1 potrebbe comunque costruire una fascia più stabile, riconoscibile e meglio promossa. Non servirebbero necessariamente intere mattinate: basterebbero appuntamenti regolari, una maggiore rotazione dei titoli e qualche acquisizione capace di affiancare i classici.
Tom & Jerry e Scooby-Doo continuano a essere riconoscibili, mentre I Simpson conservano una forza televisiva evidente. Lasciare questi programmi in uno spazio sempre più ristretto significa rinunciare a un pubblico che, quando riesce a trovarli, continua a guardarli.
I dati di sabato 11 luglio non rappresentano una rivoluzione negli ascolti. Sono però un segnale abbastanza chiaro: i cartoni animati su Italia 1 non sono morti. È il palinsesto che sembra aver smesso di credere davvero in loro.