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Top #10 cartoni animati anni ’70 – ’80 – ’90

Scopriamo insieme una breve ma intensa lista di cartoni animati che vanno dagli anni '70 ai '90

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Bentornato al nostro appuntamento Top su ICrewPlay !
Oggi faremo un vero e proprio tutto nel passato, riscoprendo 10 cartoni animati che hanno segnato o attraversato anche solo per un breve momento la nostra infanzia. Personalmente, ho ritenuto opportuno lasciare fuori da questa classifica i nomi delle serie più gettonate come Dragon Ball, Cavalieri dello zodiaco, Gigi la trottola, Mazinga, Goldrake, Holly e Benji eccetera, così da lasciare spazio a nomi un pò meno citati ma sicuramente conosciuti. Di chi sto parlando?
Scopriamolo insieme!

#10 Tutti in campo con LottiTutti in campo con Lotti

Tutti in campo con Lotti (あした天気になあれ Ashita tenki ni naare, lett. “Speriamo che domani sia sereno”) è un anime giapponese prodotto nel 1984, diretto da Hiroyoshi Mitsunobu ed ispirato all’omonimo manga di Tetsuya Chiba che ha per protagonista Lotti, un giovane giocatore di golf.

Trama

Lotti è un adolescente giapponese dall’animo gentile e un po’ ingenuo, ma con una situazione familiare non molto serena; suo padre, un camionista, è morto in un incidente e sua madre, che gestisce un piccolo ristorante, fa molta fatica a provvedere ai fabbisogni di Lotti e dei suoi tre fratelli minori. Lotti, che già svolge dei lavoretti part-time per portare a casa un po’ di soldi, vorrebbe lasciare la scuola per dedicarsi interamente al lavoro e alla famiglia, ma sua madre è fermamente contraria, ed insiste perché il figlio arrivi quanto prima a crearsi una solida posizione.

Tra i vari lavori di Lotti c’è anche il servire bibite calde e spuntini a ricchi manager e uomini d’azienda che la mattina presto si allenano nel locale campo da golf prima di recarsi al lavoro. Un giorno il ragazzo, provocato da uno di questi signorotti presuntuosi, accetta una scommessa: riuscire a spedire la pallina a oltre centotrenta metri di distanza nonostante non abbia mai giocato a golf prima d’ora. Da quel momento Lotti capisce quale sia il suo vero destino, ovvero giocare a golf, con la speranza di poter anche aiutare la famiglia in futuro grazie ai cospicui premi in denaro dei tornei.

 

“Spa-ghe-tti!”
(citazione di Lotti prima di effettuare ogni tiro importante)

#9 Batticuore notturno – Ransie la Strega

Batticuore notturno – Ransie la strega (ときめきトゥナイト Tokimeki Tunaito) è un manga di Koi Ikeno, edito dalla Shūeisha in Giappone dal 1982 al 1995 e raccolto in 30 tankōbon, seguiti poi nel 2000 dallo speciale Tokimeki Tonight: Hoshi no Yukue (ときめきトゥナイト – 星の行方 Tokimeki Tunaito: Hoshi no Yukue, lett. Nei pressi di una stella) che conclude la serie.
Nel 1982 il Group TAC ne ha tratto anche un anime televisivo in 34 episodi, diretto da Hiroshi Sasagawa con lo stesso omonimo titolo.

In Italia l’anime è stato trasmesso negli anni ottanta con il titolo Ransie la strega, mentre il manga è stato pubblicato da Star Comics solo a partire dall’ottobre 2002, con il titolo riadattato in Batticuore notturno – Ransie la strega, unendo titolo originale e italiano, con cadenza mensile e rispettando la suddivisione in 30 volumi scelta per l’edizione originale.

Esiste anche un remake del manga, fatto dalla stessa autrice nel 2002 e pubblicato pure questo in Italia, con il titolo Batticuore a mezzanotte – Ransie la strega.

Trama

Ransie Lupescu (Ranze Eto), una studentessa delle medie, apparentemente normale, che in realtà nasconde un grande segreto: è la figlia di un vampiro di nome Boris (Mori), scrittore di dubbio successo, e di una lupa mannara, l’aggressiva Shiira. Tutta la famiglia di Ransie proviene infatti da un universo sconosciuto ai terrestri, chiamato Mondo Magico (noto in Italia come “Regno Supremo” o “Inferno”), nel quale vivono appunto mostri e figure fiabesco/mitologiche di ogni genere, dotate di poteri soprannaturali.

Ransie ha come peculiarità fra le sue doti soprannaturali quella di assumere le sembianze delle vittime di un suo morso, lasciando lo sfortunato in stato incosciente, il tutto fino a quando Ransie non starnutisce riassumendo così il suo aspetto originario e facendo riprendere conoscenza al malcapitato di turno che tende a non ricordarsi di nulla.

Nonostante questo, Ransie viene comunque educata come una umana e frequentando come tutti la scuola arriva ad invaghirsi di un compagno di classe, Paul Cavor (Shun Makabe), destando in un primo momento l’ira dei suoi genitori che preferirebbero naturalmente un genero proveniente dal Regno Supremo e dotato di poteri soprannaturali. Inoltre c’è una legge del Regno Supremo che impedisce alle creature magiche (meglio note come creature infernali) di imparentarsi con i comuni mortali, onde mantenere pura la specie.

 

“Simpatica e carina, è una bambolina”
(cit. tratta dalla sigla di apertura cantata dai Cavalieri del Re)

#8 Daltanious – Il robot del futuroDaltanious

Daltanious – Il robot del futuro (未来 ロボ ダルタニアス Mirai Robo Darutaniasu ) è una serie televisiva anime di genere mecha prodotta in collaborazione dalla Sunrise e dalla Toei Company. Il nome del robot è ispirato a quello di D’Artagnan, il protagonista del celebre romanzo di Alexandre Dumas,  I tre moschettieri.

Trama

Nel 1995 la Terra subisce il massiccio attacco degli alieni Akron, che in breve tempo costringono sotto il loro dominio varie nazioni. Il Giappone in particolare è ridotto in rovina ed i sopravvissuti vivono una vita di stenti in baraccopoli di fortuna; quelli più fortunati sopravvivono tramite il mercato nero, mentre agli altri non rimane che la carità ed il furto.

A quest’ultima categoria appartiene il gruppo di bambini e adolescenti composto da Danji, Sanae, Mita, Jiro, Tanosuke, Manabu e guidato dall’audace Kento. Nel corso di un loro tentativo di furto, i sei si imbattono in una grotta che conduce ad una base sotterranea, dove giace in ibernazione il Dottor Earl. Accidentalmente, Kento e i suoi compagni lo risvegliano e portano alla luce la sua base, causando l’immediata ritorsione degli Akron. A questo punto, il Dottor Earl costringe Kento e Danji a mettersi alla guida rispettivamente del robot Antares e dell’aereo Gumper e i due, sorprendentemente, riescono a tener testa all’attacco e sconfiggere gli Akron sul campo di battaglia.

Questi ultimi non si danno per vinti ed inviano contro i ragazzi un mega-robot dall’aspetto mostruoso. Kento e Danji sono in grave difficoltà contro un simile avversario, ma proprio quando stanno per essere sconfitti giunge loro in aiuto il leone robotico Beralios. A questo punto, uno sbigottito Dottor Earl annuncia ai due ragazzi che i due mezzi e Beralios possono unirsi a formare l’invincibile mega-robot Daltanious, cosa che puntualmente avviene nel corso delle loro varie battaglie per la salvezza dell’intero pianeta.

 

” ti spacca in quattro lui, ci fa una croce su e tu non ci sei piu’ ”
(cit. presa dalla sigla cantata dai Super Robots e Rino Martinez)

#7 Carletto il principe dei mostriCarletto il principe dei mostri

Carletto il principe dei mostri (怪物くん Kaibutsu-kun) è un manga di Fujiko Fujio, autore anche di Doraemon. È stato pubblicato da gennaio 1965 a maggio 1969 da Shōnen Gahōsha sulle pagine di Shonen King e successivamente raccolto in 15 volumi tankōbon. In Italia è stato distribuito da J-Pop il 20 novembre 2019 in due volumi contenenti una selezione delle storie migliori con il titolo Il principe dei mostri.

Trama

Il piccolo Carletto, principe di un Paese abitato dai mostri noto come Mostrilandia, decide di venire ad abitare sulla Terra, a Tokyo, insieme ai suoi aiutanti, Conte Dracula, Frank e Uomo Lupo, per poter avere un po’ di tranquillità, per ordine di suo padre il re che si preoccupa per il futuro. Carletto diventa presto amico di Hiroshi, un bambino intraprendente che vive con sua sorella Sis in un piccolo appartamento vicino alla vecchia casa dove i mostri si sono stabiliti. Nel corso della serie, Carletto non solo incontra dei mostri un po’ buoni o un po’ cattivi e fa amicizia con gli uomini, ma deve anche aiutare Hiroshi e rendere più felice la sorella.

In tutti i vari episodi, Carletto e il suo trio, soprattutto in compagnia di Hiroshi, vivono un’avventura dopo l’altra in cui mostri e umani si affrontano, si capiscono, si combattono e diventano amici, ma soprattutto mirano alla salvezza del mondo da pericoli mostruosi e demoniaci, nonostante il mondo non sia più popolato da mostri come una volta.

 

” E Carletto chi è? È un bimbo che si allunga 7 metri e 33! ”
(cit. presa dalla sigla di chiusura cantata da I Mostriciattoli)

#6 Ugo il Re del JudoUgo il Re del Judo

Ugo re del judo (いなかっぺ大将 Inakappe taishō) è una serie televisiva animata nippo-statunitense prodotta da Tatsunoko, la casa produttrice di Yattaman, Calendarman, La macchina del tempo e altre serie molto famose. Fu trasmesso in patria a partire dal 1970/1971, mentre in Italia sbarcò con più di un decennio di ritardo, nel 1984, quando fu trasmesso per la prima volta sulla rete privata Telereporter

Il protagonista fa la sua comparsa anche nell’episodio 68 di Coccinella, altra serie prodotta dalla Tatsunoko in quello stesso periodo.

Trama

Ugo, un vivace ragazzino in abiti tradizionali giapponesi proveniente dalla campagna, si dirige assieme ad un gruppo d’animali verso Tokyo, con l’obiettivo di diventar un esperto di tecniche marziali. Deve andare a far visita ad un amico del padre defunto per farsi insegnare il Judo: farà amicizia con la giovane figlia del maestro e col gatto. Pur essendo ancora molto giovane, la ragazzina conosce già molte tecniche e trucchi di combattimento, imparati dal padre: mentre il gatto è capace di far capriole e giravolte triple in aria! Entrambi si dimostreranno esser maestri degni di Ugo.

Tra le tante caratteristiche e qualità che lo contraddistinguono, Ugo ha la divertente abitudine di ballare in perizoma ogni qual volta sente suonar della musica. Anche se di tanto in tanto mostra un aspetto clownesco, è sempre molto popolare tra le persone che gli stanno intorno e cresce forte e scaltro, per diventar un futuro campione di arti marziali. Alla fine della storia, dopo tanti ostacoli e guai, Ugo tenterà di sposarsi, dopo aver saputo che il maestro partirà in America, dove potrà diventare il maggiore campione del judo e realizzare così il suo più grande sogno.

 

“Evviva evviva Ugo, il più simpatico ed allegro Re del Judo”
(cit. presa dalla sigla cantata da I cavalieri del Re)

#5 La princessa Zaffiro

La principessa Zaffiro (リボンの騎士 Ribon no kishi, lett. “Cavaliere del nastro”) è una serie manga di Osamu Tezuka (conosciuto come il creatore di Astro Boy), successivamente trasposto in animazione dalla Mushi Productions, società di proprietà dello stesso Tezuka. È il primo shōjo manga che è diventato un anime nella storia dell’animazione, nonché uno dei primi prodotti a colori.

Ha avuto tra il 1953-1968 quattro diverse trasposizioni cartacee. Infine nel 2008 è iniziata su Nakayoshi la serializzazione di un remake disegnato da Pink Hanamori su testi di Natsuko Takahashi.

Il manga in Italia è stato pubblicato in 3 volumi da Hazard Edizioni (basata sull’edizione giapponese del 1963). A Lucca Comics & Games 2019, J-Pop annuncia la nuova edizione, comprensiva del sequel La principessa Zaffiro – futago no kishi.

Trama

La storia è impostata all’interno di un universo fiabesco, laddove si svolge interamente: la giovane principessa che deve fingere con tutti i mezzi d’essere un maschio così da poter ereditare il trono, perché le donne non hanno diritto di farlo in quanto nel reame di Silverland vige la lex salica. Quest’inganno ha inizio nel momento stesso della sua nascita, difatti il re, consigliato in ciò dai più stretti collaboratori, annuncia al popolo che è finalmente nato un bambino, quindi suo legittimo successore.

La ragione principale che ha spinto il re a quest’inganno è che il più prossimo in linea di successione, il duca suo fratello, è un uomo profondamente malvagio che sicuramente opprimerebbe il popolo se prendesse il potere: per questo motivo il re è disposto a tutto pur di cercar d’impedirglielo.

A causa dell’errore commesso dall’angelo Tink (Choppy nella versione giapponese), Zaffiro è nata col corpo di una ragazza ma con l’animo di un ragazzo. Dato che non c’erano discendenti maschi per ereditare il trono del “Regno di Silverland”, si decise che la principessa sarebbe stata cresciuta e allevata in tutto e per tutto come fosse un principe.

Zaffiro crescerà abituata ad abbigliarsi come un uomo, fino a quando raggiunta la prima adolescenza non incontrerà il principe d’un regno vicino al suo, di cui perdutamente s’innamorerà: lei e il principe dovranno combattere contro il male di chi vuol avere il potere per oscuri motivi personali e, dopo varie difficoltà e lotte, giungeranno a sconfiggerli e a sposarsi.

Ma il crudele ministro cerca di smascherarla per salire al potere al suo posto: impossibilitata a farsi giustizia da sola, data la sua posizione, Zaffiro agisce quindi come “Princess Knight” e diventa una specie di paladino della giustizia: indossa allora una maschera sullo stile di Zorro e, così abbigliata, combatte i soprusi del duca durante la notte.

“Riuscirò a sbarazzarmi dei miei nemici con le mie forze”
(cit. di Zaffiro nel corso della storia)

#4 Superkid eroe bambino

Superkid

Superkid eroe bambino (Pāman パーマン?) è un manga creato nel 1983 da Fujiko Fujio (pseudonimo adottato dalla celebre coppia di artisti Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko) da cui sono state tratte due serie anime (di cui la seconda è nota in Italia con il titolo Superkid) ed alcuni film. La casa produttrice è la  Shin’ei Doga.

Questa serie,che in Giappone non ha avuto lo stesso successo delle altre realizzate dagli stessi autori, giunse in Italia quasi in sordina, al punto che non venne realizzata una sigla italiana,ma vennero utilizzate le due sigle originali giapponesi.

Trama

Mitsuo Suwa è un bambino stravagante, che riceve dal misterioso supereroe Birdman uno speciale elmetto che gli fornisce un’incredibile forza e lo rende capace di volare. Diventa così un supereroe, Perman (Superkid nella versione italiana dell’anime anni ’80) e si dedica a combattere i criminali e le ingiustizie. In questa missione, Mitsuo non è solo.

Infatti a lui si aggregano un bambino ciccione, una bambina e una scimmietta che posseggono un kit speciale composto da un casco che conferisce loro la forza, un mantello per volare e una ricetrasmittente a forma di P che, oltre a tenerli in contatto, consente anche la trasformazione.

La cosa divertente è che hanno anche un robot che, se gli viene premuto il naso, si trasforma nella persona che ha spinto il pulsante prendendo così il suo posto; viene allora usato per fare le faccende di casa o andare a scuola ingannando i genitori, ignari di tutto questo.

 

#3 Fantazoo

Fantazoo (titolo originale in giapponese: Geragera Būsu Monogatari (げらげらブース物語) è una serie televisiva a cartoni animati realizzata da Studio Telescreen Japan, Teleimage e Meander Studio.

Si tratta di una co-produzione nippo-olandese basata su una serie olandese di fumetti a strisce, ancora oggi pubblicata da diversi quotidiani e settimanali dei Paesi Bassi, intitolata Ox Tales (traducibile letteralmente dall’inglese come I racconti del bue) e creata da Wil Raymakers e Thijs Wilms.

Trama

Le storie di Fantazoo ruotano attorno alle buffe, esilaranti e surreali vicende quotidiane di Alvaro (o Alvaruccio), un bue gestore della sua fattoria in un mondo naturale ed incontaminato affollato da animali di ogni specie (che spesso Alvaro chiama “Amici della Foresta”). Alvaro veste con una tutona rossa e con gli zoccoli di legno tradizionali olandesi ai piedi, ed è affiancato dalla sua migliore amica, la tartaruga Camilla (talvolta affettuosamente chiamata ‘Gnappetta’).

Nel doppiaggio italiano, per caratterizzare meglio i due protagonisti del cartone, Alvaro e Camilla parlano due diversi dialetti italiani, rispettivamente il romano e il fiorentino.

 

“Te possino ammazzarellatte”
(cit. di Alvaro in ogni puntata)

#2 Magico Dan, super campioneMagico Dan

Magico Dan, super campione (炎の闘球児 ドッジ弾平 Honoo no Toukyuuji Dodge Danpei) è un anime shōnen del 1991 di genere sportivo, inerente al gioco del Dodgeball.

È tratto dall’omonimo manga del 1989 scritto da Tetsuhiro Koshita, autore del più noto Let’s & Go – Sulle ali di un turbo; il manga venne pubblicato per la prima volta sulla rivista Bessatsu CoroCoro Comic.

In Italia l’anime è stato trasmesso nel 1996 su Junior Tv, per poi venire replicato su varie reti locali. Dan, il protagonista dell’anime, è doppiato da Veronica Pivetti.

Trama

Il protagonista dell’opera è Dan (Danpei Ichigeki nella versione giapponese), un minuto ma abile giocatore di palla schivata, figlio di un defunto campione di tale sport.

Grazie all’amico Chicco e al capitano Mickey riesce ad entrare nella squadra di Dodgeball nonostante la giovane età e, dopo durissimi allenamenti, riesce a stabilirsi come giocatore fondamentale della squadra.

Il suo obiettivo è quello di riuscire ad emulare il “Lancio di fuoco”, tecnica speciale che aveva reso suo padre celebre in ambito sportivo. Nel corso della serie, incontrerà tantissimi rivali che poi diverranno suoi amici, come Taylor, Marco e Ricky.

Con alcuni di essi, arriverà a confrontarsi addirittura in un torneo internazionale, formando un team che include tutti i giocatori più forti del Giappone.

 

“Palla!”
(cit. di Dan e di tutti i giocatori ad ogni lancio)

#1 Rocky JoeRocky Joe

 

Rocky Joe (あしたのジョー Ashita no Jō, lett. “Joe del domani”) è un manga pubblicato dalla Kōdansha dal 1968 al 1973 (in Italia dal 2002 dalla Star Comics) scritto da Asao Takamori (con lo pseudonimo di Ikki Kajiwara) e disegnato da Tetsuya Chiba. La storia è stata suddivisa complessivamente in 20 tankōbon.

Dal manga sono stati tratti due anime televisivi (il primo nel 1971, a manga ancora in corso, composto da 79 episodi, il secondo realizzato nel 1980 e composto da 47 episodi). I primi 12 episodi della 2ª serie sono un riassunto dell’ultima parte della prima serie, reso necessario dai quasi dieci anni intercorrenti tra le due serie.

Nel 1981 ne è stato anche realizzato un film, Rocky Joe – L’ultimo round, mentre nel 1990 è uscito il videogioco Legend of Success Joe, basato sul manga. Un live action per il cinema ha infine visto la luce nel 2011 dal titolo Ashita no Joe con Tomohisa Yamashita nella parte del protagonista.

Trama

Il protagonista è Joe Yabuki (letteralmente “piedi piccoli”), un giovane tormentato il quale ha trascorso gran parte della sua ancor breve vita negli orfanotrofi statali (non ha difatti mai conosciuto i suoi genitori); riesce infine a scappare da quello di Tokyo. Vagando da un luogo all’altro come un cane randagio, attraverso le baraccopoli nei bassifondi della città incontra Danpei Tange, un vecchio pugile ed ex allenatore di boxe in pensione ormai ridotto ad una vita da barbone, sempre a vagabondare ubriaco nella periferia della città.

Per Danpei il ragazzo diventa come un figlio: smette quasi del tutto di bere, ricomincia a lavorare in qualità di muratore specializzato, e fa i lavori più duri e pesanti, questo per potere continuare a mantenere entrambi. Però la notizia delle molteplici bravate di Joe lo fa trasecolare, rimane basito: non si era reso conto di quale briccone avesse tra le mani.

Ma con ferrea determinazione sarà lui stesso a snidarlo dal nascondiglio in cui s’era rifugiato e a consegnarlo così alle autorità, perché possa mettersi in regola con la legge e maturare, prendendo finalmente coscienza di sé ed assumendosi la piena responsabilità per le azioni commesse.

Quello che sembra capace di tenergli fin dall’inizio testa, si dimostra esser Tooru Rikiishi, un prodigio della boxe che sta finendo di scontar la sua pena; una grandissima rivalità si sviluppa immediatamente fra di loro. Il suo desiderio di boxare sgorga improvviso: comincia allora ad accettare le lezioni per corrispondenza di Danpei (intitolate “Per il domani“), e ad allenarsi in cella.

Usciti entrambi dal carcere, sia Rikiishi che Joe proseguono il cammino nel mondo della boxe, incontrandosi infine sul ring da professionisti e dando vita ad un incontro estremamente cruento e mozzafiato, dalla quale Rikiishi uscirà vincitore ma perderà la vita a causa delle privazioni fisiche alla quale si era sottoposto per rimanere nella stessa categoria di Joe.

Il ragazzo subirà uno shock che gli impedirà di combattere per diverso tempo e solo quando incontrerà Carlos Rivera, il re senza corona, ritroverà lo spirito e la voglia di battersi senza essere più divorato dai fantasmi che la morte dell’amico/rivale gli ha causato.

I due si scontreranno e Joe riuscirà a prevalere su Carlos, che in seguito verrà reso invalido dall’attuale campione del mondo Jose Mendoza. A Joe quindi non rimane che affinare le sue capacità e sfidare il campione del mondo, per vendicare il suo compagno e per dimostrare una volta per tutte che ha la stoffa per diventare un vero e proprio campione.

Al termine dello scontro, che Mendoza vincerà per votazione degli arbitri e che lo proverà al punto che apparirà vecchio e con i capelli bianchi, Joe siederà al suo angolo e finalmente privo di ogni peso interiore, abbandonerà la sua vita col sorriso sulle labbra, così come un vero e proprio campione avrebbe fatto.

 

“Non c’è più niente da bruciare, solo le bianche ceneri.”
(cit. di Rocky Joe)

Con quest’ultimo capolavoro nipponico si conclude la mia personalissima Top#10 degli anime anni ’70 -’80-’90.
Se anche tu, come il sottoscritto, hai avuto il piacere e la fortuna di passare i tuoi pomeriggi assieme a questi personaggi animati o di provare interminabili volte a riprodurre il leggendario lancio di fuoco, allora direi che entrambi abbiamo avuto non solo un’infanzia felice, ma soprattutto coloratissima!

Al prossimo articolo.

Ti è piaciuta la Top di questa settimana? Anche a te è venuta voglia di rispolverare uno di questi 10 cartoni animati e guardarlo nuovamente? Facci sapere qual’è il tuo preferito lasciando un commento!
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