The villainess reverses the hourglass, la recensione mhanwa

Quest'oggi parleremo di un mhanwa che si sta avviando alla conclusione

Bentornato in questa nuova recensione!

Quest’oggi parleremo di un mhanwa la cui storia principale si è recentemente conclusa, intitolato The villainess reverses the hourglass.

The villainess reverses the hourglass è un mhanwa coreano che trae vita dalla versione romanzata. Ant Studio si è occupato della versione grafica.

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E adesso iniziamo la recensione!

La trama di The Villainess reverses the hourglass

Aria sta per essere uccisa per decapitazione quando, poco prima del fatidico momento, le si avvicina la sorellastra Mielle che la informa che è stata lei l’assassina della madre.

Capendo di essere stata raggirata, prima della sua morte Aria desidera vendetta… e si risveglia da dodicenne, nella casa del suo patrigno, con una clessidra che le consente di far tornare indietro il tempo, anche se solo per cinque minuti.

Decisa a non ripetere più le stesse stupidaggini commesse nella sua prima vita, Aria pianifica una lenta e crudele vendetta nei confronti di Mielle, la sorellastra che l’aveva tanto fatta soffrire, solo perché Aria ha la colpa di essere la figlia di una prostituta di basso borgo e lei non accettava che una forma di vita così infima potesse fare parte della sua famiglia.

Nella sua seconda vita Aria non cambierà solo il suo passato, ma anche quello di altre persone con le quali prima di quel momento non aveva mai avuto a che fare.

Impressioni su The villainess reverses the hourglass

Quest’opera isekai è certamente una della prima avanguardia e presenta delle caratteristiche comuni a quelle di molte altre opere. La protagonista ottiene un potere del quale decide di non parlare con nessuno e, nonostante fosse considerata in precedenza una persona cattiva, decide di ripercorrere quella strada ma in una maniera molto più subdola.

Passa da essere una bambina capricciosa e una molto più disponibile e alla mano, iniziando però la sua lenta vendetta nei confronti della sorellastra, dapprima provando a rubarle il fidanzato (un ragazzo che nei confronti di Mielle in realtà non prova alcun tipo di affetto), poi suscita (seppur in maniera involontaria) l’interesse del fratellastro. Con il passare del tempo gli schemi di Mielle si fanno sempre più vili e sempre più evidenti, questo fino alla fine dell’opera, con l’epilogo della sua storia da cattiva.

La storia non parla di redenzione, bensì di vendetta.

Un punto a favore è lo sviluppo anche temporale, che non è né lento né veloce. Inoltre, è possibile denotare una visibile crescita, specialmente da parte di Aria, che passa da bambina ad adulta (i cambiamenti invece non sono visibili in personaggi già adulti, come il conte o la madre di Aria).

Interessante anche l’indipendenza che la ragazza ottiene in maniera autonoma, sfruttando le conoscenze della sua vita precedente.

Lo sviluppo romantico della storia è lento, ma mai preponderante, se non verso la fine. Rispetto ad Aria, Asher è disegnato con molti meno dettagli, ma non per questo è meno piacevole alla vista della protagonista.

Interessanti sono anche le origini di Aria e come lei scopre quali sono. Le emozioni positive che si trova a vivere per la prima volta in vita sua le risultano persino troppo belle, e difficili da accettare dato il suo ruolo di cattiva.

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Voto
Ottima storia, con un bello sviluppo. Alcuni dei colpi di scena sono imprevedibili e il fatto che ci siano dei continui rinnovamenti dei personaggi rende l’opera decisamente più piacevole. Denotata con una vena di comicità anche la parte romantica.
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