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- La recensione

Delle numerose serie dedicata al capolavoro di Masami Kuramada, questa è certamente quella che vi lascerà più senza fiato

lost canvas recensione
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Cari lettori di iCrewPlay, prima di iniziare la nostra recensione settimanale, vi ricordiamo che la volta scorsa abbiamo parlato di a Silent Voice, che potete Trovare a questo indirizzo!

Sono probabilmente in molti che conoscono Saint Seiya, in Italia denominato come I cavalieri dello zodiaco. Nella serie originale numerosi ragazzi si allenano per diventare dei cavalieri, che in seguito si scopriranno essere cavalieri dedicati alla protezione della reincarnazione della Dea Atena. La serie della quale andremo a parlare oggi è una serie legata all’ultimo arco narrativo dell’anime, ovvero quello della guerra contro Ade, il dio degli inferi che, nella serie originale, circa ogni 250 anni, intraprende una guerra per sterminare gli abitanti della terra e diventarne il padrone indiscusso. A contrastarlo, ovviamente, ci sono sempre i cavalieri di Atena.

Il manga The Lost Canvas è ambientato 243 anni nel passato rispetto alla serie canonica, nella precedente guerra sacra. Il manga, disegnato da Shiori Teshirogi, è composto da 25 volumi, che compongono la serie vera e propria, e da altri 16 volumi, che possono essere considerati dei gaiden e che trattano di episodi precedenti o successivi al manga. In particolare, i gaiden sono divisi così: uno per ogni cavaliere (includendo anche il gemello di uno dei cavalieri si arriva a 13 volumi). La storia di Sion è divisa in due volumi: il primo ambientato prima della guerra e il secondo ambientato alla fine del manga, con un mini capitolo che lo ricollega alla serie principale. Gli ultimi due volumi sono dedicati alla guerra sacra precedente a quella narrata in Lost Canvas, anche se ne viene trattata solo una piccola parte. Di questi volumi, verrà scritto un articolo in futuro.

La serie ha una trasposizione anime: due stagioni da 13 episodi l’una, che purtroppo non coprono l’intero arco narrativo, fermandosi a meno della metà dell’opera. Inoltre, seppur la serie si presenti in maniera molto fedele al manga, l’inizio della prima

Trama

La serie animata e il manga iniziano in due modi diversi: nel manga, nel primo capitolo si ha un episodio nel mezzo della guerra e in seguito viene dato inizio alla narrazione, partendo da due anni prima. Nell’anime, si inizia direttamente due anni nel passato e la scena che apre il manga la si ritrova nell’episodio 4. Per praticità, in questo sezione inizierò seguendo l’inizio dell’anime.

Siamo nel 1800, in Italia, dove assistiamo a una scena di bullismo ricevuta da Aron (uno dei tre protagonisti dell’opera, nonché pronuncia giapponese dell’aggettivo inglese Alone, solo) che decide di proteggere un cagnolino. A salvarlo arriva il suo amico d’infanzia Tenma (da notare i nomi italianissimi proprio), che riesce facilmente ad allontanare i bulli.

In Italia, però, stanno succedendo cose strane, in quanto è stato dato inizio al risveglio delle stelle demoniache, collegate ai soldati guidati da Ade, gli specter. Ad indagare sulla questione viene mandato un cavaliere d’oro, Dohko della bilancia. Un giorno, a causa della pioggia torrenziale, la parte alta della città (quella benestante) chiude le mura, lasciando i poveri a morire a causa dello straripamento del fiume. È proprio in quel momento, per spostare un masso, che Tenma risveglia il suo cosmo. Questo viene notato da Dohko, che dopo quell’episodio lo invita ad allenarsi nel tempio di Atena, in Grecia. Per la tristezza di Aron, Tenma lascia l’Italia, promettendo sul bracciale di fiori che adornava il suo braccio che sarebbe tornato come cavaliere.

In Grecia, Tenma incontra Sasha, sorella minore di Aron, che fu adottata qualche anno prima e che si scopre essere la reincarnazione della dea Atena. Passano gli anni e Tenma riesce a diventare il cavaliere di Pegaso, colui che, secondo la leggenda, fu l’unico in grado di ferire il vero corpo di Ade, che da allora iniziò ad utilizzare il corpo dell’umano più puro come suo contenitore. In Italia, nel frattempo, Aron continua a dipingere per la cattedrale, e ad un certo punto di rende conto che tutto ciò che viene ritratto da lui muore. Disperato, si reca nella cattedrale da lui visitata e si risveglia come Ade.

Poco dopo, Tenma viene mandato in Italia per poter combattere contro il dio degli inferi, e scopre, a malincuore, che si tratta del suo amico, che non si fa troppi problemi ad ucciderlo. Inizia così una specie di diramazione che si prolungherà per tutta la durata del manga. Prendendo in considerazione questo primo arco, da una parte si ha il salvataggio di Tenma dagli inferi, dall’altra di assiste al combattimento tra uno dei cavalieri d’oro ed un gruppo di specter che si sono recati in Grecia per poter attaccare il tempio.

Struttura dell’opera

Sostanzialmente l’opera è abbastanza lineare, a volte leggermente ridondante, o meglio, ha un ritmo che diviene scontato e che viene scombussolato solo alla fine dell’opera. Mi spiego meglio (si avvisano i lettori che se non vogliono spoiler della serie principale di saltare questa parte e passare al prossimo paragrafo): la storia non si focalizza solo sui protagonisti, per fortuna, ma ci rende in grado di conoscere anche i vari cavalieri d’oro che partecipano alla battaglia. L’unico problema è che la regola generale dice che appena compare un cavaliere d’oro, allora questo è il prossimo a morire. Detto francamente, non è nulla di sorprendente, considerando il fatto che chi segue la serie classica sa già che gli unici due sopravvissuti sono Sion e Dohko, però questo ritmo può dare fastidio ad alcuni in quanto fin troppo scontato.

Eccezion fatta per questo ritmo iniziale così scontato, devo dire che deve essere stato difficile per l’autrice trattare le battaglie tutte allo stesso modo, senza dare una maggiore importanza a Tenma solo perché è il protagonista. Inoltre, tutti i personaggi, nessuno escluso, sono ben caratterizzati, hanno una loro storia e per la prima volta si assiste a dei cavalieri d’oro che hanno effettivamente lo stesso livello di forza (parlando di dislivello estremamente evidente nella serie originale, basti pensare proprio alla prima parte dell’ultimo arco narrativo, nel quale Mu da solo riesce tranquillamente a tenere testa a due cavalieri d’oro, riuscendo persino a batterli, e Shaka ne tiene a bada tre, per giunta tra quelli considerati tra i più forti tra le schiere di Atena).

La storia in sé, inoltre, non è affatto scontata: infatti, vengono introdotti numerosissimi elementi che risultano essere del tutto assenti nella serie originale, come nuove divinità e nuovi specter, che non vengono affatto trattati come dei pezzi giusto per fare numero e cercare di far progredire la serie, ma anche loro sono spesso trattati come i personaggi principali, con una loro storia e dotati di un certo spessore.

Anche se il finale dell’opera è ovvio (in fondo lo si conosce dall’inizio per chiunque abbia visto l’originale) si riesce a rimanere sempre con il fiato sospeso e non si riesce a fare a meno di finire di leggerla.

Parere personale

Penso di aver già fatto trapelare il mio parere favorevole per la storia. Leggendo su internet, ho anche letto che questa serie ha conquistato il parere favorevole  di moltissimi fan, che sono considerati una nicchia molto stretta che difficilmente accetta le novità proposte da altri autori che non siano il creatore della serie. Questa ragione va senz’altro data alla grandissima abilità di Shiori Teshirogi, che è stata in grado di caratterizzare tutti i personaggi e finalmente rendere fieri tutti coloro che appartengono alla costellazione del cancro e dei pesci.

Iniziamo proprio dal cavaliere dei pesci: sinceramente io non so chi di voi abbia pensato che Aphrodite fosse veramente il cavaliere più bello dei cavalieri d’oro, ma a me non piaceva per niente. Infatti, esteticamente parlando preferivo quasi tutti gli altri cavalieri d’oro a lui. Mentre per quanto riguarda Albafica, credo che l’obiettivo sia stato centrato e che sia effettivamente il più bello tra i cavalieri disegnati dalla Teshirogi.

Parlando di Manigoldo, il cavaliere d’oro del cancro, anche per lui tanto di cappello. All’inizio potrebbe stare antipatico a molti, però la sua storia è veramente toccante e il legame con il suo maestro è a dir poco toccante.

Non solo i cavalieri d’oro: a volte sono stati magnificamente caratterizzati anche i cavalieri d’argento e gli apprendisti dei cavalieri d’oro (come per il cavaliere del toro).

Parlando dei personaggi principali, sono tutti degni di nota. Lady Isabel (l’Atena dell’opera originale) è una donna alquanto insopportabile, mentre Sasha è una ragazza decisamente migliore. È dolce, davvero gentile e soprattutto combatte anche lei, rendendosi attiva nella guerra e non la donzelletta da proteggere. Aron è un personaggio decisamente più difficile da analizzare, dato che diviene il cattivo principale della guerra. Come ogni cattivo è in grado di diventare insopportabile agli occhi di chi parteggia per i buoni, tuttavia è anche un personaggio decisamente degno di nota, e chi legge il manga fino alla fine è in grado di capire la sua vera personalità. Infine, Tenma, il vero protagonista della storia, è un personaggio in continua evoluzione, che cresce non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Inizia con l’essere un ragazzo estremamente sprovveduto, e finisce con l’essere un vero e proprio uomo. Non è fortunato perché è il favorito di Atena, ma guadagna con grandissima fatica tutto quello che ottiene, non solo allenandosi duramente, ma anche attraverso i legami che costruisce con i suoi compagni. Inoltre, anche la sua storia personale (che si scopre solo nel manga) è davvero inaspettata.

Proprio per questi motivi, vi consiglio assolutamente di leggere il manga.

 

In conclusione su

Si tratta di un manga che bisogna assolutamente leggere! Non lasciatevelo sfuggire
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