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sailor moon eternal

Sailor Moon Eternal – la nostra recensione

Oggi vi parleremo del film a breve disponibile su Netflix

Benvenuto in questa nuova recensione!

Oggi parleremo di un anime che è sulla cresta dell’onda da molto tempo: si tratta di Sailor Moon Eternal, il nuovo film del franchise di Sailor Moon. Ci eravamo già interessati dell’uscita del film, cosa che puoi trovare al seguente link.

Come molte altre opere, anche questa ha subito diversi ritardi a causa della diffusione del covid.

Il film è creato da TOEI e il titolo originale è Bishoujo Senshi Sailor Moon Eternal. In italiano il film si intitola ufficialmente Pretty Guardians Sailor Moon Eternal il film.

La trama di Sailor Moon Eternal

L’arco narrativo è quello che è stato narrato nella quarta stagione classica di Sailor Moon.

La storia vede come protagoniste le guerriere Sailor che combattono contro i membri del Dead Moon Circus, un circo magico apparso durante l’eclissi lunare più spettacolare di sempre. A gestire i guerrieri del circo, principalmente le quattro Amazzoni, c’è Zirconia, un’anziana servitrice della regina Nehellenia, il cuoi scopo è quello di far sprofondare la Terra nell’oscurità, riempendola di incubi.

Alla comparsa del circo c’è anche un’altra entità che appare: un misterioso cavallo alato che chiede l’aiuto di Usagi, Mamoru e Chibiusa.

Inizia così la nuova avventura delle guerriere Sailor.

La struttura del film Sailor Moon Eternal

Il film è diviso in due parti, ognuna delle quali dura poco meno di un’ora e venti minuti.

La prima parte del film vede come protagoniste le guerriere Sailor del sistema solare interno, inclusa anche Chibiusa che per diversi motivi non riesce a tornare nel suo tempo originale.

La seconda parte del film, invece, si incentra inizialmente sulle guerriere del sistema solare esterno, inclusa anche Hotaru che è cresciuta a vista d’occhio, arrivando quasi alla sua adolescenza.

Impressioni su Sailor Moon Eternal

La storia del film si presenta come semplice e lineare, ma non per questo meno avvincente.

Un personaggio che ho molto apprezzato questa volta è stato proprio Mamoru, che, anche se “inutile”, era consapevole di questa sua inutilità, e comunque alla fine riesce a fare qualcosa. Altro personaggio estremamente interessante è quello di Chibiusa, che si dimostra estremamente matura, seppur siano presenti scene nella quale è ancora infantile.

Altro punto di forza è la profonda caratterizzazione di tutti i personaggi, anche quelli secondari che fanno solo una breve apparizione, come Hawk Eye.

Inutile dire che anche in questo film Elios è un personaggio da adorare e che qui è proprio impossibile non immaginarlo con Chibiusa.

La particolarità che caratterizza maggiormente questo film è che, per la prima volta in assoluto, viene mostrata la trasformazione di Sailor Saturn. Una caratteristica che rende il film decisamente imperdibile per tutti coloro che seguono l’opera sin dalle origini.

Critiche su Sailor Moon Eternal

L’unica critica vera e propria che mi sento di muovere riguardo al film è la scelta traduttiva adottata da Netflix nei confronti dei suffissi (-chan, -kun, -sensei) che sono stati mantenuti sia per quanto riguarda il doppiaggio che per quanto riguarda i sottotitoli.

La scelta è nei miei confronti inadeguata per via del vastissimo range di età a cui il film si rivolge, che varia presumibilmente dai 6/7 anni ad un pubblico anche di 40/50 anni, dai fan che hanno sempre seguito la storia della prima ragazza magica combattente ai bambini che hanno iniziato ad appassionarsi da poco. L’utilizzo di questi suffissi, che non sono utilizzati nella lingua italiana, non aggiungono alcun valore né aggiungono un significato, potendo risultare anche fastidiosi.

Personalmente, ritengo che la scelta traduttiva più giusta sarebbe stata tradurre il -chan, che indica un certo grado di amicizia con l’abbreviazione del nome, il -kun, che indica una maggiore distanza, con il nome completo e il -sensei, utilizzato una sola volta per Michiru dai bambini che andavano a fare lezione di violino con lei, semplicemente con la parola maestra.

Un altro aspetto, sempre dal puto di vista traduttivo, è il mix di lingue che è stato fatto: Chibiusa viene chiamata small lady, gli attacchi delle amazzoni vengono lasciati in giapponese (quando potrebbero essere tradotti) e i nomi dei malvagi vengono dapprima tradotti in giapponese e, dopo la trasformazione, in inglese.

Distributore italiano: Netflix

Un’opera decisamente senza tempo che non fa altro che far continuare ad appassionare tutti coloro che decidono di vederlo. Assolutamente da guardare, sia per tutti gli appassionati che per chi ha una minima conoscenza della storia.

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2 risposte

  1. La grande pecca di questo film sarà l’assenza del cast storico italiano, che non regge proprio il confronto con quello scelto per Crystal. Elisabetta Spinelli E’ SailorMoon così come Deborah Magnaghi SailorMercury, ecc fino a Danja Cericola, stupenda come Nehellenia. E prima che partano le sirene sulla diversità del prodotto e le strenue difese del nuovo cast, ricordo che in Giappone hanno mantenuto la voce di Usagi mentre il chara design di questo film è di Kazuko Tadano, che ha lavorato alle prime due serie anni ’90, Quanto alla trama, la quarta serie nel manga era già decisamente superiore all’anime. Mi ha sempre stupito l’abisso narrativo tra la versione cartacea e quella televisiva, carina ma ripetitiva e priva di colpi di scena (si salva solo nelle ultime puntate).

    1. Purtroppo non tutto può essere perfetto. Anche io ho seguito la storia dal debutto, e devo ammettere che fa strano sentire Usagi con una voce diversa, tuttavia ciò non influisce sulla qualità del prodotto. Il film rimane comunque bello ed avvincente e fornisce una luce diversa rispetto alla narrazione animata degli anni ’90.

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