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Rocky Joe – Ashita no Jō: Otakult #39

Un vero e proprio romanzo di formazione, dove la boxe è una ulteriore metafora per il riscatto della gioventù del paese e del Giappone stesso.

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Dopo aver visto la mitica Lamù, Otakult oggi vedrà un vero e proprio mito, uno degli anime più belli di sempre, e il manga a mio modesto parere lo è anche di più: Rocky Joe.

«Non c’è più niente da bruciare, solo le bianche ceneri.»

ROCKY JOE

Titolo originale: Ashita no Joe
Regia: Osamu Dezaki
Sceneggiatura: Osamu Dezaki
Character Design: Akio Sugino, Shingo Araki
Musiche: Masao Yagi
Studio: Mushi Production
Formato: serie televisiva di 79 episodi (durata ep. 24 min. circa)
Iniziamo subito col dire che Rocky Joe è una traduzione piuttosto fuorviante e a posteriori pure infelice.  Anzi da amante del manga e per rispetto a ciò che è stato il fumetto, il messaggio, la forza dirompente di Ashita No Joe direi addirittura irrispettoso. Purtroppo per sfruttare il nome del famoso film Rocky Balboa si è voluto cercare un titolo di richiamo, questo però ha “oscurato” in primis il vero messaggio del manga, infatti il titolo vero è “Joe del domani“, dove il domani è il sogno, la speranza di tantissimi giovani che vivono in condizioni povere e appartengono agli strati sociali più bassi, il domani è il futuro dello stesso Giappone che usciva dalla seconda guerra mondiale in condizioni catastrofiche, umiliato e distrutto nel vero senso della parola da due bombe atomiche che rivedremo di “riflesso” in tantissime opere dell’animazione e dei manga giapponese per quella che sarà una ferita profonda, spesso silente, ma mai rimarginata del tutto. Il secondo problema del titolo è che fa pensare che sia un manga/anime incentrato sulla boxe, ma questo è solo un pretesto e lo sport di base servirà solo come ulteriore metafora per il messaggio degli autori.
L’opera originale di Ikki Kajiwara (che è uno pseudomino) di  Asao Takamori e Tetsuya Chiba, è uno dei lavori più importanti e iconici della Storia del fumetto giapponese, uno vero e proprio romanzo di formazione.

TRAMA

La storia racconta la vita di un ragazzo orfano dei bassifondi, il vagabondo Joe Yabuki, che affronta la miseria e le avversità in solitudine, facendosi strada con violenza e piccole truffe per sopravvivere. Vagando da un luogo all’altro come un cane randagio, attraverso le baraccopoli nei bassifondi della città incontra Danpei Tange, un vecchio pugile ed ex allenatore di boxe in pensione ormai ridotto ad una vita da barbone, sempre a vagabondare ubriaco nella periferia della città.

Conoscendo per caso Joe scoprirà in lui un talento d’oro nella boxe, ma i suoi tentativi di convincere Joe ad allenarsi al pugilato all’inizio saranno sempre rigettati al mittente. E la vita di Joe  non potrà che rotolare fino ai margini e alla disperazione totale, finendo in un brutto giro Joe sarà anche incarcerato per un anno in un riformatorio minorile. E qui la svolta.

Joe conoscerà Toru Rikiishi, boxeur fortissimo e pieno di talento, amato e rispettato da tutti..tranne da Joe inizialmente. Il suo desiderio di boxare sgorga improvviso: comincia allora ad accettare le lezioni per corrispondenza di Danpei (intitolate “Per il domani“), e ad allenarsi in cella. La rivalità tra i due sfocierà anche a un primo scontro fisico.

Uscito dal riformatorio ed istruito costantemente da Danpei, Joe inizia a dedicarsi alla boxe da professionista disputando i suoi primi incontri. Joe è un pugile dotato tecnicamente ma scorretto, violento, prova quasi piacere a fare male agli altri, ha un fuoco dentro che non riesce a convogliare nei modi corretti.

Anche Rikiishi, continua i suoi incontri e allenamenti per poter incontrare Joe, ma c’è un problema: è di tre classi superiore a Joe, in pratica è troppo grande, e prende la drastica decisione quindi di diminuire di peso per arrivare a potere disputare nuovamente un incontro con Joe nella sua categoria, quella dei pesi gallo, e batterlo in maniera  ufficiale. Affronta così un programma intensivo di calo di peso: la dieta intrapresa da Rikishi è drammatica, cessa quasi di mangiare, tanto da diventar quasi pelle e ossa. Per poter meglio resistere ai morsi della fame si fa perfino rinchiudere a chiave nel magazzino della palestra dove si allena. Arriverà anche quando l’incontro sarà ormai prossimo a non bere per non rischiare di pesare di più e non poter disputare l’incontro.

Alla fine i due grandi rivali combattono tra di loro, il momento della verità tanto atteso è finalmente giunto: si affrontano e, nonostante la debolezza, Rikiishi dimostra un’indubbia superiorità, per tecnica, forza, e intuito. Joe è sconfitto, ma mentre è in procinto di stringergli la mano e congratularsi con lui per l’ottimo incontro disputato Rikiishi, anche a causa dei tremendi colpi ricevuti, delle cadute e dell’esaurimento generale, MUORE.

Joe da questo momento in poi non sarà piu’ lui, e inizia a vagabondare senza meta come se nulla al mondo gli importasse. Questo segna la fine del primo arco narrativo (anche se la prima serie continua fino all’incontro con Carlos).

IMPRESSIONI PERSONALI

In Joe del domani, non solo il disagio giovanile, ma specialmente il contrasto tra il Giappone post-bellico ancorato alla tradizione, povero ma ancora ricco di valori come il cameratismo e il senso di comunità, e quello più vicino agli ideali occidentali e di conseguenza all’individualismo, e al consumismo. I disegni sporchi ed espressivi di Tetsuya Chiba contribuiscono efficacemente a delineare il senso e il contrasto di tali tematiche.  Joe ,eroe dei bassifondi che a prezzo di immani sacrifici, umiliazioni e sconfitte troverà un riscatto almeno morale nel mondo della boxe, creando un ponte verso un “domani” glorioso per lui e per tutti i disadattati e i perdenti nella stessa condizione.

Per dare l’idea di quale fosse il sentimento popolare rispetto a questo manga “sui generis” basta ricordare due episodi.
Dopo la pubblicazione dell’episodio in cui il principale antagonista di Jo, Tooru Rikishi, benché vincitore dell’incontro trova la morte sul ring per mano del protagonista, in Giappone fu organizzato un vero e proprio funerale a cui parteciparono centinaia di persone.
Due anni dopo, nel corso di un dirottamento di un volo della Japan Airlines a opera di un gruppo di terroristi giapponesi, i dirottatori dichiararono in un comunicato via radio: “Noi siamo tutti Ashita no Jo“. (da il sessantotto di Rocky Joe)

Joe avrà una seconda serie, non finirà bene..come si può immaginare. Il triste epilogo della serie fa trasparire la disillusione dell’autore rispetto alla possibilità di cambiare il proprio destino. Divenuto simbolo dei giovani giapponesi del Sessantotto, pieni di ideali e coraggio, alla fine non è riuscito a sconfiggere l’inesorabile destino di una società divenuta e che diverrà sempre più insensibile e implacabile.*

* Interessante come il finale anticipi di molti anni la vittoria del capitalismo su tutto, annunciando e prevedendo una società con individui piu’ benestanti in genere ma piu’ soli.

 

E’ uno dei mie anime/manga preferiti, a livello di messaggio il migliore, spero lo abbiate visto altrimenti correte!!!
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E’ uno dei mie anime/manga preferiti, a livello di messaggio il migliore, spero lo abbiate visto altrimenti correte!!!
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