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Rocketeer Alla Guerra! – La recensione

Nelle due storie di questo volume l'eroe pulp Rocketeer viene prima coinvolto nel secondo conflitto mondiale, per poi vedersela nel dopoguerra con gli effetti criminosi della mancata emancipazione femminile

rocketeer, alla guerra, saldapress
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Le due storie contenute in questo volume sono molto diverse tra di loro ed esprimono bene le due faccie del personaggio Rocketeer. Alla Guerra! è tutto sommato una gradevole storia d’azione vecchio stile e senza particolari pretese, che mette alla luce lo straordinario dinamismo del protagonista. La Banda del Rivetto, invece, esamina meglio il rapporto tra Betty e Cliff, l’uomo sotto il casco di Rocketeer. Di quest’ultimo vengono messi in luce non solo i difetti, ma anche la volontà di diventare una persona migliore e di imparare dai propri errori.
VOTO

Questa recensione tratta del quarto volume che la Saldapress ha dedicato a Rocketeer, personaggio creato da Dave Stevens nel 1982. Per conoscere meglio questa iniziativa editoriale puoi leggere qui l’articolo che abbiamo già scritto in proposito.

Il volume in questione raccoglie la saga intitolata Alla Guerra! scritta da Marc Guggenheim e disegnata da Dave Bullock e J. Bone a cavallo tra il 2015 e il 2016. In appendice, troviamo anche La Banda del Rivetto, un racconto scritto da Lisa Morton e originariamente pubblicato dalla IDW in Rocketeer: Jet Powered Adventures nel 2014.

Ma prima, ecco altre recensioni che potrebbero interessarti:

Alla Guerra! – Trama

All’inizio della storia troviamo Cliff Secord arruolato nell’esercito americano nel 1942. Il nostro protagonista, al momento del reclutamento,  ha offerto patriotticamente il proprio zaino-razzo agli ingegneri militari per la creazione di un intero reparto di uomini volanti. Nonostante ora sia un semplice soldato, Secord rischia comunque la vita in un paio di occasioni: per salvare una pilota della R.A.F., il tenente Molly “Roxy” O’Hara, e per impedire a una spia tedesca, Lo Spettro, di rubare preziosa tecnologia bellica dalla sua base.

In seguito alle sue coraggiose azioni, il presidente Eisenhower gli chiede di indossare ancora una volta i panni di Rocketeer per una missione top secret: sventare un attacco nazista già pianificato ai danni di un’importante città americana.

Nel frattempo Betty, la fidanzata di Cliff, si arruola nelle United Service Organizations, partecipando a numeri di ballo dedicati al sostegno delle truppe in guerra. Durante uno di questi spettacoli viene però rapita dai nazisti, intenzionati a usarla come merce di scambio con Rocketeer.

Diretto a castel Kriegstein, la base operativa nemica, Rocketeer viene colpito da un carro armato. All’ultimo momento viene però salvato da Molly O’Hara, che da qui in poi lo accompagnerà nella missione. Camuffati da ufficiali tedeschi, i due riescono a entrare nel castello e a scoprire gli assi nella manica dei nazisti: un aereo equipaggiato per un viaggio intercontinentale armato con un letale raggio di energia e Kapitän Blitzkrieg, una copia teutonica di Rocketeer.

Cliff e Molly stanno per far saltare in aria l’aereo tedesco quando i nazisti rivelano di tenere in ostaggio Betty. Per salvare la sua fidanzata, Rocketeer lascia che l’aereo parta illeso, diretto verso New York. Cliff, Betty e Molly partono quindi all’inseguimento, decisi a impedire a tutti i costi l’imminente massacro.

La Banda del Rivetto – Trama

In questo racconto l’azione si sposta invece a Los Angeles, nel 1946. Cliff accompagna Betty a una festa nella villa di Robert E. Gross, proprietario dell’azienda aeronautica Lockheed. Poco dopo la villa diventa teatro di un furto. Dopo un’iniziale inseguimento per le vie della città, Rocketeer viene però messo K.O. dai ladri, che lo colpiscono con una strana arma che spara rivetti.

Grazie all’aiuto della giornalista Dahlia “Scoop” Danvers, Betty rivela a Cliff che la responsabile è la famigerata banda del rivetto, che da un po’ di tempo terrorizza la città. Betty aggiunge che la banda potrebbe essere composta anche da donne, fatto che Cliff rifiuta categoricamente e che genera un piccolo litigio tra i due.

La situazione precipita quando la banda criminale non solo riesce a scoprire la vera identità di Rocketeer ma anche a seguirlo nell’officina  dove si trova il suo nuovo jet-pack, su cui riesce a mettere le mani. Durante la collutazione che ne deriva, però, Cliff si rende conto di essersi sbagliato. La gang è infatti composta esclusivamente da donne.

Messo nuovamente al tappeto, Cliff si risveglia in ospedale un paio di giorni dopo. Sui giornali campeggia la notizia che Rocketeer, o qualcuno che si fa passare per lui, sta collaborando con i criminali. Dahlia aiuta ancora una volta Cliff offrendogli una pista in cambio della sua partecipazione alle indagini. I tre si dirigono allora a casa di Doris McAuliff, una scienziata sospettata di lavorare in combutta con la banda, e mentre Dahlia aspetta in macchina Cliff e Betty entrano passando per una porta aperta.

All’interno trovano ad aspettarli non solo la refurtiva ma anche la banda al completo. Cliff scopre così di conoscere già la donna che impersona la versione criminale del suo alter-ego, autonominatasi Miss Rocketeer. Si tratta di Millie Marker, una sua ex-collega. Con una pistola puntata contro, Cliff e Betty ascoltano le motivazioni delle criminali. Tutte loro avevano trovato lavoro durante la guerra, ma una volta finito il conflitto erano state rimandate a casa solo perchè donne. La banda del rivetto quindi lega i due e scompare portando con sé il bottino.

Qualche giorno dopo, in occasione dell’inaugurazione dell’aeroporto di Los Angeles, Cliff viene ingaggiato per uno spettacolo aereo. Il pezzo forte dello show sarà però la presentazione del Bell X-1, primo aereo in grado di superare la velocità del suono, trasportato a bordo di un Boeing B-29 Superfortress.Quest’ultimo risulterà essere anche il nuovo obiettivo della banda del rivetto. E sarà proprio contro questo letale veicolo militare prima, e contro Miss Rocketeer subito dopo, che il nostro eroe dovrà vedersela nello scontro finale.

Struttura dell’opera

Come nelle storie originali di Dave Stevens, anche in quelle raccolte in questo volume sono numerosi i riferimenti alla cultura popolare degli anni ’30 e ’40 e ai personaggi famosi in quel periodo.

Alla Guerra! omaggia i media di propaganda bellica statunitense degli anni ’40, come i film patriottici realizzati da registi hollywoodiani o i fumetti di Capitan America. Inoltre prende ispirazione dalle numerose teorie che circondano le armi segrete quasi fantascientifiche alle quali Germania e Giappone stavano lavorando durante il secondo conflitto mondiale. In particolare il Ku-Go, o raggio della morte giapponese, che si basa sulle ricerche di Nikola Tesla, e l’Amerikabomber, aereo progettato per attaccare la Grande Mela ma mai effettivamente realizzato.

La banda del rivetto è invece un racconto vero e proprio che richiama lo stile delle pulp fiction degli anni ’40 e ’50, storie che venivano pubblicate in riviste stampate su carta molto economica ed erano quindi molto popolari. L’ispirazione qui è la celebre Rosie the Riveter, l’operaia protagonista di un poster nato per una campagna bellica e diventato nel tempo un vero e proprio manifesto femminista.

Impressioni personali

Alla Guerra! è sicuramente una storia d’azione piacevole da leggere. L’ambientazione bellica ha consentito agli autori di mettere in spettacolare risalto le acrobazie di Rocketeer, alternando manovre evasive tra mitragliate di aerei nemici a frenetici zig zag in strettissimi corridoi.

Di qualità inferiore è invece il banale triangolo amoroso che si viene a creare tra Cliff, Betty e Molly e che sembra un po’ forzato. La caratterizzazione del protagonista non convince, il poco spessore psicologico non va al di là del suo senso dell’umorismo e del suo patriottismo.

Più interessanti sono i personaggi di Molly e Betty. Nonostante la rappresentazione stereotipata delle donne nelle fonti di ispirazione del fumetto, di sicuro queste due non sono semplici fanciulle in pericolo. È vero che entrambe vengono salvate almeno una volta ciascuna da Rocketeer, ma il loro contributo narrativo non si limita a questo. Spesso anzi le due ricambiano il favore e sono loro a salvare lui, non hanno paura di combattere e ognuna di loro ha un propri obiettivo e una propria bussola morale.

La banda del rivetto segue e approfondisce questa tematica, proponendo una riflessione esplicitamente femminista e storicamente accurata. Qui il personaggio di Cliff viene maggiormente messo in risalto attraverso un arco di crescita interiore che lo porterà, infine, ad affrontare il proprio maschilismo.

Betty ha un ruolo più importante all’interno della vicenda, è rappresentata come una donna indipendente che tiene testa a tutti quelli che hanno scarsa considerazione della parità di genere. Insieme a Dahlia Danvers, costituisce un polo femminile positivo che si oppone a quello negativo della banda del rivetto.

Ma la situazione in realtà è più sfumata di come appare. Le appartenenti della banda hanno infatti occasione di raccontare le loro storie e le motivazioni che le hanno condotte a scegliere il crimine come forma di protesta contro un sistema che le ha emarginate, toccando temi ancora attuali come il gender pay gap. Forse questo non basta a redimerle del tutto ma sicuramente porta il lettore a guardare alle loro vicende con maggiore empatia.

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