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Prime Rose vol. 1 – La recensione

Due popoli in lotta, due ragazzi completamente diversi...o no?

Da una delle penne più osannate arriva Prime Rose. Osamu Tezuka è conosciuto nel suo ambiente come “il padre dei manga” e la sua storia spiega il perché. L’autore di Astro Boy, Kimba il leone bianco e La Principessa Zaffiro non può che muovere le folle quando annuncia un nuovo lavoro.

Vediamo subito la classica atmosfera fantascientifica e la grafica che ricorda i personaggi di Atom. Ma ci sono una nuova eroina e un nuovo mondo ad attendere i lettori. Vediamo come si presenta questo primo volume, sbarcato in Italia a inizio febbraio.

Prime Rose – la trama

Sedici anni prima dell’inizio della storia, il popolo dei Guromanni riuscì ad imporsi sul regno di Kukurit. Per sancire la pace, i due popoli decisero di scambiare due neonati delle famiglie reali: un principe kukuriziano, Pirar, e una principessa guromanna, Prime Rose.

I due crebbero in famiglie nobili, cresciuti nell’ottica aristocratica. La ragazza, protagonista della vicenda, a prima vista pare una qualsiasi liceale in preda alla fase di ribellione. Frequenta un compagno di classe odiato dai suoi genitori (Taro), svolge uno sport considerato inadatto  ed è capricciosa come pochi.

La vera passione di Emiya, questo il nome datole dalla famiglia adottiva, è la simulazione di combattimento con le spade, lo sword-play. La storia inizia infatti quando partecipando a un torneo innesca una serie di eventi che la porteranno in guai sempre peggiori.

Non ci sarà tempo per affezionarsi a Taro: spedito presso la colonia dal dispotico padre di Emiya (il conte Tachi) sarà la scintilla che farà scoppiare l’incendio. La colonia è una sorta di lager, dove i kukuriziani prescelti vengono spediti dopo i 19 anni per un lavoro spossante. Emiya, o meglio Prime Rose, cerca di salvare Taro infiltrandosi di nascosto, ma assiste impotente alla fucilazione del ragazzo.

Da lì in poi Emiya inizia a farsi sempre più domande sulla natura del conflitto fra kukuriziani e guromanni. Scopre così dei massacri perpetrati dal suo popolo di origine e decide di vendicarne le vittime. Con l’aiuto del maestro, un anziano signore molto abile nel combattimento, inizia il suo percorso da guerriera. Un vantaggio glielo conferisce già la sua origine guromanna. Quando è in pericolo, il suo corpo acquista una rigidità incredibile che le evita di subire danni fisici.

Purtroppo per lei aiutando uno scrittore ribelle attira sempre di più le attenzioni di Pirar, che inizia ad avere una strana ossessione per lei. E la cosa potrebbe evolvere.

In parallelo all’iniziazione della protagonista, c’è la prigionia di Gai Tambara, che consente di approfondire la nascita della colonia. Il ragazzo, catturato dalle guardie di Pirar, viene relegato nel terribile settore C, dove le persone non durano che pochi mesi. Qui scopre che la funzione dei prigionieri è realizzare degli idoli con uno strano fango magmatico, per tentare di realizzare la copia di un demone.

Prime Rose: eroina acerba

Ha solo sedici anni la principessa guerriera…e neanche li dimostra. Per quanto possa essere un asso nello sword-play (almeno così dice…) il vero combattimento è diverso. Emiya ha coraggio e determinazione, ma è infantile e impulsiva. Tanto che per evitare la polizia dà fuoco alla sua stessa camera per poi rischiare la morte asfissiata dal fumo.

In effetti, in questo primo volume Prime Rose ha talento nel…farsi salvare. Da Roy, dal maestro…persino da Pirar, in un momento di redenzione. Ma di suo, anche se involontariamente, espone chi le sta vicino a grossi rischi.

Una cosa curiosa è che Prime Rose/Emiya alterna momenti di estrema razionalità a piagnistei incontrollati. Si copre con due stracci a caso dopo essere stata scagliata senza vestiti giù da un grattacielo, ma poi si lamenta se deve andare a scuola.

Un esordio un po’ traballante quello di Emiya, che con l’aiuto della sua guida sta ancora esplorando il suo potenziale. Abbandonare la spada di plastica da sword-play per usarne una vera del resto richiede tempo.

In amore Prime Rose è tanto desiderata quanto portatrice di sventure. Dei quattro corteggiatori visti finora due muoiono in modo orribile, uno è sadico e uno schiavizzato in fondo a un vulcano.

Tanti sentimenti, ma solo di passaggio

La storia procede a ritmo incalzante, un po’ forzato. Emiya passa da ragazzina ribelle con una vita normale a ricercata con due lutti alle spalle entro la metà di questo primo volume. L’amore per Taro non viene approfondito, quello che poteva essere il compagno della ragazza muore dopo poche pagine. E Roy, che pare pronto a sostituirlo, fa la stessa fine poco dopo.

I due in pratica sono solo comparse, senza spessore. Vengono lasciate allusioni sul fatto che non si trattasse di “vero amore” per la ragazza, facendo presagire che arriverà più avanti. Ma non si ha il tempo di conoscerli, e a rimanere in scena alla fine del volume sono Emiya/Prime Rose, il maestro Jimba, Pirar e Gai.

 

 

 

 

Un esordio molto rapido, con tanta carne al fuoco. Emiya è un personaggio interessante, ma ci sono molte questioni aperte da approfondire perché la storia ingrani del tutto.

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