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Saint Seiya – I cavalieri dello zodiaco: Otakult #33

Saint Seiya: un sogno infinito di Masami Kurumada

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Saint Seiya – I cavalieri dello zodiaco – La nascita di un mito. Hai mai sentito il cosmo dentro di te?

Per la rubrica Otakult oggi parleremo dei cavalieri dello zodiaco (Saint Seiya). Non sarà un Otakult tradizionale, d’altronde la trama la conoscete tutti a memoria, chi più e chi meno e soprattutto qui su iCrewplay è stata trattata molto bene. Oggi vi porterò dentro Saint Seiya soprattutto per quanto riguarda l’anime e parleremo anche del manga. Spero di portarvi notizie che non sapete…Prima di iniziare facciamo un patto: non voglio sentire lamentele sui nomi, andrò a sentimento, d’altronde parleremo anche di quello. Allacciate le cinture..si parte!

I Cavalieri dello zodiaco (聖闘士星矢セイントセイヤ Seinto Seiya?, Saint Seiya, lit. “Seiya il Sacro Guerriero”) è una saga di anime e manga creata nel 1985 da Masami Kurumada. Ha esordito con un manga omonimo di 28 volumi, a cui è seguita la produzione di un primo adattamento animato del manga per la TV prodotto dalla Toei Animation fra il 1986 e il 1989 con 114 episodi, denominato serie classicae; quattro lungometraggi d’animazione per il cinema oltre a numerosi videogiochi, modellini e un’infinità di merchandising, riferito soprattutto alla serie classica. (Wikipedia)

La nascita di un mito

All’inizio degli anni 80′, i classici di punta della Toei Animation, su robottoni e genere fantascienza, stavano perdendo di interesse tra il grande pubblico. I modellini vendevano sempre meno, ed era focale trovare un nuovo filone per poter fare gadget e action figure destinate alla vendita. Fu così che un giorno arrivò sul tavolo di Katsuji Murakami, allora direttore del dipartimento vendite Bandai, un’opera di un mangaka ancora poco conosciuto, chiamato Masami Kurumada: l’opera era Saint Seiya.  Kurumada aveva già fatto tre manga, ma non avevano riscontrato molto successo, fu così che decise di “virare” su un altro genere.

“…In questo momento nacque Saint Seiya, che trattava di un mondo di fantasia di cui nessuno aveva mai parlato, e centrava la sua storia sulla mitologia greca, sulle costellazioni e le galassie, su armature che si trasformavano nella figura mitologica della loro costellazione…Nemmeno le ragazze erano escluse, perchè la presenza della mitologia dava romanticismo alla storia”
-Masami Kurumada, tratto dalla “Taizen”traduzione a cura di Seb85-
“L’ispirazione per il manga venne da una formazione di stelle chiamata ‘Il gruppo di Meteore del Leone’. All’inizio volevo usare il Leone come costellazione del protagonista, ma dopo qualche tempo optai per Pegasus, perché Pegasus significa poter volare nel cielo e questo si addiceva al protagonista. L’idea originale del Gruppo di Meteore del Leone dopo fu modificata nel colpo che il protagonista usa. Il nome del protagonista venne dall’oggetto sacro della Freccia, ed in principio avrebbe dovuto essere Freccia Sacra, poi divenne Seiya, che significa Freccia Stellare, o Cometa.
-Masami Kurumada, da una intervista-

Murakami capì che l’idea che i Saint potessero indossare delle “cloth” poteva essere un successo commerciale, un vero e proprio “crack”. Fu cosi’ che Toei iniziò in fretta a lavorare per l’anime per metterlo in onda il prima possibile e raccolse intorno a sè un cast d’eccellenza in ogni ambito. Come character design venne chiamato  Shingo Araki, con la sua collaboratrice Michi Himeno: il top in quel periodo, inseparabili, con un legame tale da poter citare a paragone la coppia Mogol-Battisti. Alla regia venne chiamato Kōzō Morishita (i suoi lavori principali sono stati “Transformers” e “Dragonball Z”) il quale portò novità assolute alla serie.

Prima di assumere la direzione di Saint Seiya, il regista aveva lavorato negli Stati Uniti, in un ambiente in cui l’animazione non aveva restrizioni di cel (i quadri utilizzati in ogni scena) come invece accadeva in Giappone. Moroshita “ruppe” questa abitudine e condusse la produzione con molta libertà e senza preoccuparsi delle consuetudini, usò quanti cel servivano (non in tutti gli episodi ma i cali di frame erano normali in ogni produzione all’epoca per via dei ritmi forsennati e di produzioni mastodontiche, per saint seiya parliamo di 114 episodi). Con Moroshita venne chiamato a collaborare lo storico Shigeyasu Yamauchi che lavorò poi anche nei lungometraggi e ad Hades.

Come compositore delle musiche venne chiamato Seiji Yokoyama che creò “tracce” memorabili, tra le più belle soundtrack di tutta la storia dell’animazione giapponese e per le quali ricevette parecchi premi.

Ho iniziato chiedendo le immagini a colori dei personaggi. Inoltre avevo appena letto il manga e ho incollato le immagini di Seiya, Saori, Ikki o Shiryu sulle pareti del mio ufficio, per poi comporre la musica che corrispondeva alla visione che mi avevano trasmesso. Sono contento di aver letto un po’ il manga originale, perché se avessi ecceduto nell’immergermi troppo nella storia, avrei finito per realizzare una musica di sostegno conforme semplicemente alla storia. Ma dal momento che io sono il tipo che desidera che la musica viva da sola, compongo le mie musiche dopo che l’immagine si è formata nella mia mente. Con mia grande gioia, Masami Kurumada ha sostenuto la mia musica, con lui ho avuto una lunga corrispondenza, in tante lettere mi incoraggiava e esprimeva la sua grande soddisfazione per i miei brani. Per quanto riguarda i film, ho ricevuto gli storyboard e mi sono basato su di loro per comporre la colonna sonora.
– Seiji Yokoyama, intervista presente nel Cygnus DVD Box –

Il doppiatore storico di Seiya, che come parecchi Seiyuu giapponesi, divenne famosissimo al pari di star come cantanti o attori, era Tōru Furuya. Per prepararsi alla parte gli fu dato molto materiale sul personaggio di Seiya e l’aiuto di Kurumada stesso, cosa piuttosto inusuale in una produzione anime dell’epoca.

La componente che fece “esplodere” la miccia, fu indubbiamente il duo Araki-Himeno. Un design innovativo, unico, con trovate stilistiche impressionanti e disegni di una eleganza unica (rispetto al manga sembrano quasi due serie diverse). Fu anche un lavoro immane perchè animare tutte le armature di volta in volta, fu un vero incubo come poi ammise un giorno Michi Himeno. Gli sforzi profusi diedero vita però al capolavoro che conosciamo. Per ammissione dello stesso Araki:

Saint Seiya è un lavoro davvero stupendo, e tutti noi che ci abbiamo lavorato sopra ci siamo divertiti molto nel farlo. Il nostro scopo ovviamente è realizzare disegni che piacciano agli spettatori, ma poter lavorare su una produzione di questo tipo per noi è una gioia.
– Araki Shingo, intervista del 2003 –

E ancora a chi gli chiedeva se Saint Seiya fosse, come considerato da critici e fan, un sunto delle sue capacità artistiche, lui ha risposto ammettendo:

Effettivamente Saint Seiya è nato con quell’intento. Se si guardano i Santi, si può notare come essi rappresentino i cinque modelli più ricorrenti nelle mie opere: Seiya (da noi Pegasus, NdR) è il tipo sanguigno come lo erano Takuna Ichimonji (da noi, Arin di Danguard, NdR) o Babil; Hyoga è il bellissimo come lo erano Tony Herken (in Italia Fritz Archen di Danguard, NdR) o Serge di Lulu dei fiori (come Herken, è un personaggio che deve molto alla mano di Michi Himeno, NdR); Shiryu (da noi Sirio, NdR) può essere il bello misterioso e freddo alla Daisuke Umon (da noi, Actarus di Goldrake, NdR) o Andre di Berusaiyu no bara; Ikki (Phoenix in Italia, NdR) è un personaggio maturo come Fersen e Shun (da noi Andromeda, NdR) infine, è un personaggio dal viso rotondeggiante e femminile, e che quindi, più che un uomo, può ricordare eroine come Maria Antonietta, Meg (da noi Bia di “Bia, la sfida della magia”, NdR) o Maria di Grendaiza.
– Araki Shingo, intervista marzo 1993 –

I TREDICI EPISODI MAGICI DI SHINGO ARAKI

Saint Seiya è passato alla storia, tra le altre, come un capolavoro di Araki-Himeno. In realtà vi sarete accorti anche voi che gli episodi sono piuttosto altalenanti non solo nelle animazioni ma soprattutto nel disegno. Questo perchè il charater designer dell’animazione dà il suo “imprinting” allo staff ma poi saranno i collaboratori a lavorare al progetto. Per questo di tutto Saint Seiya (serie classica) solo tredici sono gli episodi attribuibili al mitico duo (anche perchè durante lo sviluppo dell’anime, i due contemporaneamente stavano lavorando ai lungometraggi). Vediamo nel dettaglio quali sono gli episodi nello specifico:

1Pegasus l’invincibile 「よみがえれ! 英雄伝説」 – Yomigaere! Eiyu dentsetsu – Risorgi, Leggenda Degli Eroi!

16 –  L’attacco di Docrates 「巨大! ドクラテスの猛襲」 – Kyodai! Docrates no moshu – Gigantesco! Il Furioso Attacco Di Docrates

23Il Cavaliere d’argento 「シルバー聖闘士! 誇り高き刺客」 – Silver Saints! Hokori takaki shikaku – Il Santo D’Argento! Un Sicario Orgoglioso

30L’ira di Tisifone 「燃えあがれ! 愛のコスモ」 – Moegare! Ai no Cosmo – Ardi! Cosmo Dell’Amore

45 – L’altra dimensione 「恐怖! 異次元への漂流」 – Kyofu! Ijigen e no Hyoryu – Terrore! Alla Deriva In Un’Altra Dimensione

51Sorpresa alla quinta casa  「なぜだ! 牙をむいた黄金の獅子」 – Naze da! kiba o muita ogon no shishi – Ma Perché! Il Leone D’Oro Ha Mostrato Le Zanne

57Ritorno dall’Ade 無の恐怖! 目を開けたシャカ」 – Mu no kyofu! Me o aketa Shaka – Il Terrore Del Nulla! Shaka Ha Aperto Gli Occhi

60 – Il Terrore Del Nulla! Shaka Ha Aperto Gli Occhi 「氷河復活! この命かけて」 – Hyōga fukkatsu! Kono inochi kakete – La Rinascita Di Hyoga! A Rischio Della Vita

74I Cavalieri di Asgard 「極北の敵! 伝説の神闘士」 – Kyokuhoku no teki! Dentsetsu no God Warriors – Nemici Nel Profondo Nord! I Leggendari Guerrieri Divini

100 – Pericolo dagli abissi 「海皇ポセイドン! 聖戦ふたたび」 – KaiÔ Poseidon! Seisen futatabi   – Il Re Dei Mari Poseidon! Una Nuova Guerra Santa

105La ricomparsa di Excalibur 「聖剣! 右腕に宿るシュラの魂」- Excalibur! Uwan ni yadoru Shura no tamashii – Excalibur! L’Anima Di Shura Dimora Nel Braccio Destro

111 – Un aiuto giunto da lontano 「友よ! 死ぬ時は一緒だ」 – Tomo yo! Shinu toki wa issho da! – Amici! Nell’Ora Della Morte Saremo Insieme

114 – Il trionfo della giustizia 「輝け友情の星よ! 永遠の少年伝説」- Kagayake no hoshi yo! Eien no shounen densetsu – Brilla, Stella Dell’Amicizia! L’Eterna Leggenda Dei Giovani

Ed ecco di seguito i vari disegnatori dell’opera a confronto:

Beh…Povero Kawaii!!!

L’accoglienza in Italia e il doppiaggio storico

In Italia il primo ciclo di episodi fu trasmesso col titolo I Cavalieri dello Zodiaco a partire dal 26 marzo 1990 su Odeon TV.Tuttavia, per ben due volte, la trasmissione fu interrotta all’episodio 52, per poi ricominciare dall’inizio. Gli episodi successivi (comprese anche le saghe di Asgard e Nettuno) vennero acquistati dalla Fininvest che, dal 6 novembre dello stesso anno, li ritrasmise su Italia 7 con il titolo Il ritorno dei Cavalieri dello Zodiaco.
Successivamente la serie è andata in onda in replica su Junior Tv, dove venne nuovamente fatta ricominciare da capo una volta giunta all’episodio 52. Solo in seguito è stata riproposta la trasmissione di tutti gli episodi, già trasmessi da Odeon e seguiti da quelli di Italia 7, con le rispettive sigle italiane; su Italia 7 e JTV ci furono diverse repliche dell’intera serie. La serie è andata in onda anche su vari canali regionali. Tutte queste trasmissioni avevano alcuni leggeri adattamenti ma erano prive di censure. (Wikipedia)

In Italia la serie ebbe grande successo e, nota particolare, ebbe un doppiaggio e un adattamento stellare. Impossibile e aggiungo giustamente, replicarlo oggi, ma al tempo una serie di fattori fece sì che nascesse quello che molti conosco come Doppiaggio Storico. 

Il direttore del doppiaggio fu Enrico Carabelli, i doppiatori furono Ivo de Palma (Pegasus); Marco Balzarotti (Sirio il Dragone); Andrea De Nisco (Andromeda); Luigi Rosa (Cristal il cigno); Tony Fuochi (Phoenix); Dania Cericola (Lady Isabel), nominarli tutti è impossibile ma una particolare menzione va fatta a Orlando Mezzabotta (Cancer); Gabriele Calindri (Ioria di Leo); Felice Invernici (Virgo); Maurizio Scattorin (Gemini lato oscuro). All’adattamento Stefano Cerioni.

Le possibilità di avere maggiore libertà rispetto all’epoca, la mancanza a volte di testi completi dal Giappone o comunque tradotti dall’inglese, la voglia di creare e sperimentare, permise un “mix” inconsueto e irripetibile, come una volta disse lo stesso De Palma:

Molte delle ragioni presumo vadano ricercate nell’ambito della grafica e dell’animazione, a giudicare con competenza le quali, però, non sono certo l’interlocutore adatto. L’argomento mitologico, poi, e per di più legato ai segni zodiacali, ha sicuramente giocato un ruolo non indifferente, conferendo alla produzione tutte quelle caratteristiche “fantasy” di indubbia presa su un pubblico molto vasto (basti pensare a quante persone, su internet, scelgono alias di posta elettronica ispirati alla mitologia greca…). Ma un grosso contributo, in relazione al registro linguistico utilizzato nell’edizione italiana, lo abbiamo indubbiamente dato anche noi doppiatori, che all’epoca, su una serie nata per Odeon e poi acquistata da Canale 5 ma destinata ad Italia 7, non avevamo il fiato del committente sul collo, e abbiamo potuto, tra noi artisti e senza praticamente rendere conto a nessuno, elaborare uno spessore psicologico dei personaggi ben lontano da certe rozze, e alla lunga un po’ noiose, banalità della versione originale…

Lo stesso De Palma ci svela una cosa interessante, i nomi non furono cambiati in fase di Doppiaggio da Stefano Cerioni ma imposti dal committente:

 Questo fu l’unico pedaggio che dovemmo pagare alla committenza. Non ho mai capito, però, il motivo di tanto scandalo. Forse che non abbiamo sempre chiamato Donald Duck, con buona pace di tutti quanti, Paperino ? Mi sembra, in ogni caso, un’obiezione che arriva dagli appassionati più sfegatati. Io li stimo, sia ben chiaro, ma non sono certo loro (che sono pochissimi…) il target di audience privilegiato di un network televisivo commerciale…

Saint Seiya si concluse con la saga di Poseidone, in quanto in Giappone l’interesse per l’opera incominciava a scemare, forse anche a causa di molti filler infilati nell’anime, non sempre azzeccati. Fortunatamente a inizi anni 2000 Toei decise di concludere l’ultima parte del manga…ma questa è un’altra storia.

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