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Orochi

Orochi 1 – La recensione del manga

La recensione del primo volume di Orochi di Kazuo Umezz, edito da Star Comics

Orochi è una ragazzina come tante altre, che non riesce ad essere indifferente alle sofferenze altrui al punto tale da voler impegnare tutta se stessa per aiutare le persone in difficoltà, anche se questo spesso significa creare altrettanto disordine e confusione.

Raccontato in questo modo, il primo volume di Orochi, edito da Star Comics (ed acquistabile in fumetteria o attraverso il loro shop online), potrebbe sembrare un manga leggero e spensierato, ma le storie narrate in questo volume del maestro Kazuo Umezz (all’anagrafe Kazuo Umezu) si vestono di una tinta oscura e tetra, classica dei racconti dell’orrore del mangaka, immergendo il lettore in due storie incentrate sulla follia umana e sull’ossessione.

orochi

I racconti di Orochi

Questo primo volume di Orochi è una raccolta di storie brevi incentrate sulla misteriosa figura della sua protagonista, due storie scritte da Kazuo Umezz che sembrano essere scollegate tra loro a causa delle ambientazioni in cui sono narrate,  ma che presentano un filo rosso comune, quello della follia della mente umana, ossessionata da qualcosa a tal punto da far perdere la ragione ai suoi protagonisti.

In “Sorelle“, la prima storia che troveremo sfogliando il volume, ci verrà presentata la figura misteriosa di Orochi, che per entrambe le storie sarà la nostra guida e narratrice degli avvenimenti che scorreranno tra le pagine. Orochi è una ragazza all’apparenza normale, con qualche potere speciale che non viene raccontato al lettore, e che non riesce a fare a meno di aiutare le persone in difficoltà.

Nella prima storia Orochi entrerà per caso in una misteriosa villa, dove vivono in armonia due sorelle terrorizzate dall’idea di invecchiare per via di una maledizione che pare aleggiare sopra la loro dinastia. Il senso di orrore e paura narrato all’interno dell’intero volume, farà capire presto al lettore che quella non è una semplice storia di mistero e sovrannaturale.

Infatti la narrazione cambierà di registro non appena la madre delle due ragazze morirà, rivelando la vera entità dell’oscura maledizione, e portando l’attenzione sulla psiche delle due sorelle, che cambierà drasticamente mostrando tutta la loro violenza e cattiveria repressa, alla quale la nostra protagonista non saprà dare una spiegazione.

Simile, ma in un contesto completamente diverso è la seconda storia dell’albo, intitolata “Ossa“, che farà conoscere ad Orochi la storia di Chie una bambina cresciuta in grande povertà ed in un contesto sociale e familiare incurante della presenza della piccola. Chie ora è adulta, si è sposata ed è felice, ma un giorno suo marito subisce un grave incidente e muore tragicamente poco dopo.

Da quel momento la nostra protagonista farà di tutto per alleviare le sofferenze della donna, per poi capire che quello che stava compiendo, non era un gesto caritatevole ed amorevole, ma era semplicemente un assecondare la folle paura di una donna distrutta dal dolore.
Anche in questa storia, la magia ed il sovrannaturale si mescolano in un turbinio che creerà incredulità al lettore, fin verso la fine del racconto.

Orochi

I racconti di Kazuo Umezz rispecchiano una narrazione tipica dei manga horror anche per quanto ne riguarda i disegni. Ci troveremo spesso di fronte a tavole completamente nere, o dalla forte presenza di tinte scure per cercare di enfatizzare i momenti di incredulità legati alla pazzia dei protagonisti od all’orrore del sovrannaturale e spesso avremo intere pagine dedicate agli sguardi ed ai volti dei personaggi, per sottolinearne ancora una volta la forte carica emotiva di quest’opera.

La narrazione scorre fluida, alternando pagine di dialogo e di storia, con parti più concitate e lasciate senza nemmeno una didascalia, per accentuare un ritmo narrativo lento e tetro, che punta a far fermare il lettore sulle parole non dette per far riflettere sul significato dei gesti dei protagonisti.

Tuttavia, le storie raccontate in questo primo volume, sembrano voler restare dei semplici racconti dell’orrore, senza osare di più nella loro narrazione e rimanendo legate alla semplicità di questo genere di storie, che mischiano incredulità ed una grande morale, ma attraverso storie semplici e spesso non troppo innovative.

Molti sono i punti che resteranno oscuri al lettore alla fine del volume. Chi è Orochi, da dove viene, qual è il suo scopo, sono solo alcuni dei dubbi che resteranno impregnati nella mente di chi ha deciso di tuffarsi in questo volume dalle tinte horror, ed incentrato principalmente sul far riflettere sulla fragilità della psiche umana, dubbi tuttavia capaci di creare ulteriore curiosità dietro alla figura della sua protagonista e dei racconti di Kazuo Umezz.

Orochi è una ragazza apparentemente normale, ma con dei poteri particolare e con un grande spirito altruista che la spinge a tentare di aiutare sempre il prossimo. Questa sua voglia di aiutare le persone in difficoltà la accompagnerà all’interno delle due storie horror presentate al lettore. Storie oscure e tetre, votate a far riflettere sulla fragilità della mente umana e sulla violenza, raccontate attraverso disegni oscuri, pieni di nero ed incentrati su una narrazione fatta di atmosfera e tensione.

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