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MODOK

MODOK 1×10, recensione e riferimenti ai fumetti

La stagione di MODOK si chiude con un ritorno inaspettato

La decima e ultima puntata della serie animata di MODOK (di cui non è ancora confermata una seconda stagione) si intitola Days of Future MODOKs! Disponibile sul canale Star di Disney+, MODOK non si svolge nell’MCU “classico” ma in un universo narrativo a sé, Terra-1226

Vediamo che cos’è successo e quali fumetti Marvel sono stati citati. Si possono recuperare sia le storie più importanti da leggere per conoscere il personaggio sia le nostre analisi degli episodi precedenti: primasecondaterza, quarta, quinta, sesta, settima, ottava e nona puntata.

Trama di Modok 1×10

Arriva finalmente Bar Mitzvah di Lou. Durante le prove dei canti ebraici, il ragazzo duetta con la sua copia robotica. Per non metterlo in imbarazzo, MODOK ha fatto in modo che non fossero amici invitati, ma Jodie gli spiega che quando non arriverà nessuno Lou sarà mortificato.

Il protagonista va in un centro commerciale con la figlia Melissa per convincere qualche giovane con l’inganno: il trucco della ragazza, fingere l’audizione di uno spettacolo televisivo, sembra funzionare, ma i modi dello scienziato vanificano gli sforzi. Il piano B è richiamare i villain incontrati nelle puntate precedenti: arriva il gruppo del bar senza nome, il Super Adattoide, i Ciegrimiti, i goblin asgardiani.

I Lou non sembrano contenti. MODOK crede che chiamando qualche prostituta la situazione possa migliorare. Ma i due giovani spiegano che a loro non interessano gli ospiti della festa: vogliono l’attenzione del padre, e ballare con lui. MODOK, che finora non ha badato a loro, li porta sulla pista da ballo.

A questo punta Melissa è gelosa, finché non scopre da Whirlwind che il padre si vanta delle sue abilità nel pattinaggio. Jodie, ballando con MODOK, gli spiega che non è ancora pronta per tornare alla normalità della coppia, ma lo vuole vicino a sè.

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Irrompe YODOK, che indossa la tuta Mech che avevamo visto in fase di sviluppo. Il giovane, che si definisce l‘Anomalia, spiega che quello squartato da Jodie era l’ennesimo robot.

L’Anomalia utilizza i cristalli che ha sulla fronte per rallentare il tempo. Ha esplorato ogni linea temporale e dimensione che riguardasse MODOK: in tutte lo scienziato muore, tranne in una, dove ha rinunciato alla famiglia e ha conquistato il mondo. Una sorta di versione distorta dell’esplorazione di milioni di possibilità fatta dal Dottor Strange nel film Infinity War, con la quale aveva scoperto che l’unico scenario vincente richiedeva la morte di Iron Man.

YODOK spiega dunque che sacrificare la famiglia è l’unico modo per dominare il mondo e cambiarlo con l’utopia da sempre sognata, andando incontro al destino di conquista. Consapevole del fatto che la sua versione adulta non voglia provvedere, lancia alcuni razzi contro la famiglia del protagonista, congelata nel tempo. MODOK assiste in lacrime ma senza opporsi.

Nell’utopia annunciata e realizzata dall’Anomalia, MODOK ha vinto ed è circondato da oggetti degli avversari battuti: lo scudo di Capitan America, il Mjolnir di Thor, gli archi di Occhio di Falco, la maschera di Iron Man e il Guanto dell’Infinito. Tuttavia, lo scienziato non vuole rinunciare alla famiglia, perciò tortura la sua versione giovane perché gli riveli un modo per tornare nel passato e salvare la famiglia. Ma YODOK muore, e il protagonista rimane solo con il suo amarissimo successo.

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Sviluppo

Negli ultimi due episodi avevamo assistito prima a un riavvicinamento del protagonista a tutta la famiglia, poi a una risoluzione della maggior parte delle criticità, con l’apparente eliminazione di YODOK e Austin, l’indebolimento di GRUMBL, la “liberazione” dell’AIM con il coinvolgimento di Monica.

Il tutto richiedeva per la puntata finale un colpo di scena che rimettesse in discussione la stabilità. Come già ipotizzato, lo scenario più probabile era che lo YODOK eliminato fosse solo una delle tante copie robotiche viste nell’ottavo episodio.

Non sono mancati ulteriori sviluppi nelle dinamiche famigliari: Lou ha dichiarato la sua ammirazione e il suo bisogno di attenzioni da parte del padre, Melissa ha scoperto con piacere che il genitore è fiero delle sue performance nel pattinaggio, e Jodie ha rivelato di non essere ancora pronta a un ritorno alla normalità di coppia.

Apparentemente il piano di YODOK ha spazzato via questo scenario, insieme a una parte del percorso di crescita di MODOK, rimasto passivo di fronte all’esecuzione, probabilmente perché frenato dal desiderio di potere e convinto di poter avere tutto. Inizialmente ostile a questo sviluppo drammatico, lo showrunner Jordan Blum ipotizza una seconda stagione e spiega il finale:

“Davvero, i problemi del protagonista e tutta la serie riguardano i suoi sogni. È questa la stella polare che guida lo show. MODOK vuole avere tutto. Raccontiamo un personaggio che combatte il suo passato e scopre ciò che vuole nel suo futuro. Ma il futuro si rivela un incubo, tranne che in una situazione.

L’idea è che l’ego di MODOK è il suo peggior nemico. Crede di poter avere tutto. Accetta quel sacrificio che in tanti non farebbero, credo, e questa scelta lo rende unico. È un supercriminale. Una cosa spaventosa ma quella giusta per il personaggio. Ecco perché questo è uno spettacolo su MODOK e non su Iron Man o qualcun altro”.

Una scelta coraggiosa, in linea con la natura di supervillain, ma che rischia di ridurre l’empatia del pubblico nei confronti del personaggio.

La puntata più triste della stagione ha regalato anche qualche risata: in particolare, quando il filtro utilizzato da Melissa sul telefono ha reso MODOK un pupazzo con il volto di Patton Oswalt, l’attore che doppia il protagonista.

Restano un po’ irrisolte le questioni di Hexus the Living Corporation e GRUMBL (indebolite ma non sconfitte) e naturalmente il tentativo di riportare in vita la famiglia.

La serie ha regalato divertimento e tanti riferimenti ai fumetti Marvel, focalizzandosi sulle dinamiche famigliari e lo sviluppo dei personaggi, spesso a discapito della trama orizzontale: un esperimento coraggioso, sostanzialmente riuscito, che meriterebbe un rinnovo per la seconda stagione.

Riferimenti ai fumetti

Uno dei casi più evidenti in cui il titolo della puntata richiama un fumetto Marvel famoso: il riferimento è al notissimo arco narrativo Days of Future Past, pubblicato nel 1981 su X-Men n. 141 e The Uncanny X-Men n. 142.

Days of Future Past racconta un futuro distopico (2013) in cui le Sentinelle hanno imprigionato e neutralizzato i mutanti, controllano il Nord America e stanno per invadere il mondo, che reagirà con attacchi nucleari. Gli X-Men inviano la mente di Kitty Pryde indietro nel tempo per avvertire la squadra del 1980 dell’imminente attentato della Confraternita, che scatenerà la guerra ai mutanti. Dell’arco narrativo è stata realizzata una trasposizione cinematografica nel 2014.

L’armatura di MODOK, vista in fase progettuale nell’episodio 6, è stata ideata da Mike Friedrich, Keith Pollard e Arvell Jones ed è comparsa per la prima volta nei fumetti nel 1973, in Incredible Hulk n. 167.

Il siparietto comico tra Whirlwind e Melissa cita tre note supereroine e una un po’ più di nicchia:

  • Wasp: creata da Stan Lee, H.E. Huntley e Jack Kirby Janet van Dyne, compare nel 1963 in Tales to Astonish n. 44. Grazie alla tecnologia del marito Hank Pym, Ant-Man, la donna diventa l’eroina Wasp: entrambi in grado di modificare le proprie dimensioni e sono fondatori degli Avengers (nome suggerito dalla stessa Janet). Wasp può volare grazie ad ali d’insetto biosintetiche ed emette scariche d’energia
  • She-Hulk: ricevuta una trasfusione dal cugino Bruce Banner, Jennifer Walters acquisisce una forza immensa e un elevato fattore rigenerante. Creata da
    Stan Lee e John Buscema, compare nel 1980 in The Savage She-Hulk n. 1 e con John Byrne diventa uno dei primi personaggi Marvel ad abbattere la quarta parete. Sarà interpretata da Tatiana Maslany nella serie TV Disney+.
  • Storm: Ororo Munroe, creata da Len Wein e Dave Cockrum, compare in Giant-Size X-Men n. 1 del 1975, parte di quella di Seconda Genesi che ha affiancato ai membri originali della squadra nuovi eroi, provenienti da altri Paesi. Nata in Kenya, durante la giovinezza ha sviluppato il potere di controllare il tempo atmosferico, venendo adorata come una dea.
    Membro storico degli X-Men (ha anche curato l’istituto per i giovani mutanti dopo la morte di Xavier), ha fatto parte dei Vendicatori ed è stata sposata con Pantera Nera.
  • She-Thing: creata da Mike Carlin e Ron Wilson, Sharon Ventura assume diverse identità, tra cui Ms. Marvel e, appunto, She-Thing, in Fantastic Four n. 310 nel 1988. Unitasi ai Fantastici Quattro, durante un combattimento nello spazio contro il terrorista elettronico Fasaud, è stata bombardata da raggi cosmici insieme a La Cosa.
    All’atterraggio in Wakanda, Ben si è ritrovato ulteriormente mutato, mentre Sharon ha acquisito una forma e poteri simili a La Cosa, adottando l’identità di She-Thing.
Un finale un po’ amaro e un po’ troppo aperto per una serie che, divertendo e regalando molti gustosi riferimenti ai fumetti, ha sottovalutato la trama orizzontale in favore dello sviluppo dei personaggi. Non è ancora in programma una seconda stagione

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