Naviga tra le sezioni

0

- La recensione

Recenziamo la nuova serie d'animazione di Netflix

love death and robots

Cos’hanno in comune un cacciatore di demoni che ripara treni, tre automi in gita di piacere in una città post-apocalittica, l’Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale e uno yogurt superintelligente? Semplice, fanno tutti parte di quella delirante e visivamente stupenda Love Death and Robots, serie animata che possiamo guardare su Netflix, diretta dal regista Tim Miller, che figura anche tra i produttori assieme a David Fincher (The Social NetworkIl curioso caso di Benjamin Button, House of Cards).

Trama

Ci si accorge fin dall’esordio che qualcosa non quadra rispetto agli standard: ogni episodio è infatti, poco più di un cortometraggio autoconclusivo, dove a volte i protagonisti non hanno nome né connotazione di background di alcun tipo, trovandosi (e lasciandoci) catapultati in panorami che rientrano nel verosimile. Troviamo in ogni episodio ambientazioni basate sulla fantascienza a scenari storici (alternativi) fino ad arrivare ad ambientazioni Horror che ricordano i racconti di Lovecraft.

Struttura dell’opera

La serie si caratterizza per il cambio continuo di stile grafico: spaziando dalle palette nitide di “Good Hunting” e “Zima Blue” per arrivare allo stile graffiato e sporco della CGI a bassa texture di “The Witness” (chiaramente ispirato a classici dell’animazione giapponese come Ghost in the Shell) e il caricaturale di “When The Yogurt Took Over” e “Alternate Histories“. Si arriva poi, a un panorama di spezzoni in motion capture accuratissimo e di livello quasi certosino per la potenza del dettaglio in episodi come “Sonnie’s Edge“, “Shapeshifters” e “Beyond the Aquila Rift“.

L’uso del cell shading, tecnica di animazione già nota a chi ha giocato alla saga di Borderland Tales o ha visionato certi episodi di Fringe, è altamente funzionale all’atmosfera, mostrandoci il profondissimo contrasto tra un’esistenza da venditore porta a porta. Parliamo di scelte grafiche audaci ma sempre azzeccate, che fanno quasi passare in secondo piano le musiche pur spettacolari che gli fanno da contorno, cosa non facile nell’attuale panorama dell’animazione sempre più improntato all’opposto.

Impressioni personali

In definitiva, è difficile spiegare con termini che rendano piena giustizia all’opera perché Love Death and Robots andrebbe vista da chiunque abbia un account Netflix, ma ciò che mi sento di dirti, Gentile Lettore, è: fallo. Fallo e basta. Fallo ed esplora quella parte di te che non credevi esistesse. Fallo e risveglia il Nono Senso, il Senso del Sublime.

In conclusione su

Love Death and Robots ti porta a immaginare cieli profondi e animi ancora più profondi. Ti mostra sentieri di rinnovata innocenza e tortuosi abissi di spiritualità inaspettata. Fatti un favore e guardalo.
avatar
  Sottoscrivi  
Notificami
Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Love Death and Robots ti porta a immaginare cieli profondi e animi ancora più profondi. Ti mostra sentieri di rinnovata innocenza e tortuosi abissi di spiritualità inaspettata. Fatti un favore e guardalo.
0