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le storie di guerra 8 piloti

Le Storie di Guerra di Garth Ennis 8 – La recensione

Le Storie di Guerra di Garth Ennis 8 - 1945 Germania / 1973 Golan

Nuove battaglie per Le Storie di Guerra di Garth Ennis. Questa volta arriviamo oltre la Seconda Guerra Mondiale.

Il volume è disponibile per l’acquisto in formato cartaceo, sullo shop digitale di Saldapress e su Amazon.

Ultimo atto della carrellata tra il 1939 e il 1973. Le storie riportate da Ennis si propongono di raccontare gli scenari di guerra più significativi del ventesimo secolo, nel modo più accurato possibile. Ispirandosi a fatti reali, Garth Ennis ricorda vittime e carnefici, eroi e traditori e persino i più oscuri protagonisti degli innumerevoli conflitti tra nazioni del ventesimo secolo.

le storie di guerra 8

Le battaglie di Le Storie di Guerra di Garth Ennis 8

Il primo punto di vista è quello dell’aeronautica inglese, impegnata nelle fasi finali della guerra a bombardare a tappeto la Germania nazista. Piccole formiche all’interno di un bestione enorme, congelati, in balia degli eventi atmosferici.

Percepiamo subito un fortissimo desiderio di vendetta da parte dei piloti, come il tenente Ronald Page, che controlla il bombardiere J come Jenny. Il suo intento è sempre lo stesso, fare più vittime possibili, per bilanciare le perdite in patria.

Nonostante le missioni abbiano spesso successo, il costo umano è considerevole. Da un lato e dall’altro. Ma sta agli ufficiali valutare le perdite su larga scala e l’opportunità di proseguire con la campagna.

Ai piani bassi ci si concentra su questioni molto più concrete, come la sottile linea che separa un soldato da un criminale di guerra. Le vittime tra i civili sono tantissime e qualcuno non riesce a sopportare questa situazione, pur continuando a fare il proprio dovere, per senso di responsabilità verso la propria nazione.

Non c’è molto tempo per esprimere la propria umanità, ma i soldati sanno che non c’è scelta, ognuno ha un modo diverso per riuscire a sopportare questo orrore. Anche il più sanguinario, nei momenti di difficoltà, non pensa a fare più vittime possibili, ma a salvare la sua pelle, e quella dei propri commilitoni.

Ci spostiamo poi sul confine nord di Israele, nel settembre del 1973. Questa volta seguiamo le giornate di un carrista, sopravvissuto alla caduta di Varsavia, al ghetto, ai campi di concentramento. Rinato in questo deserto, nel neonato stato di Israele. Da bambino era riuscito a salire su un Panzer, ma ora lo troviamo alla guida di un Centurion.

Siamo alle soglie della grande battaglia dello Yom Kippur e assistiamo a un esercito contaminato dalla politica, dove ogni scelta è giustificata dal passato e da un isolamento generato dall’occupazione di nuovi territori.

Insieme al nostro veterano troviamo molti riservisti, senza reale esperienza bellica.

Dopo essere sopravvissuti all’attacco, li vediamo impegnati in una rappresaglia, arginata soltanto da un cessate il fuoco, altra decisione politica.

Risulta evidente come si stia combattendo in realtà una piccola guerra fredda, con le due superpotenze che sostengono schieramenti opposti per provare a sbilanciare l’equilibrio.

E in mezzo, una moltitudine di vittime.

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L’opera

Questo volume, come tutta la serie, offre un racconto molto crudo, una visuale in prima persona sui pericoli e gli orrori a cui abbiamo dovuto assistere in momento cruciali della Storia.

Ennis usa un linguaggio molto tecnico, da appassionati e conoscitori di storia e tecnologia dell’epoca.

Il tono è molto neutro, da semplice osservatore, ma la scelta degli scenari di guerra ci mostra punti di vista simili, ma allo stesso tempo diametralmente opposti.

In entrambi i casi assistiamo a una rivincita dopo aver patito le pene dell’inferno, con un colpo d’occhio anche sugli avversari del momento, mostrati ovviamente come esseri umani e non come mostri.

Quello che cambia è il contesto, ma la rabbia e la disperazione sono le stesse.

Così come è uguale il distacco tra chi elabora le tattiche e chi le deve eseguire. E’ stato così per gli inglesi, con una serie di bombardamenti rivelatisi inutili e costosi, lo è stato altrettanto per i carristi israeliani, abbandonati nel deserto in spaventosa inferiorità numerica.

Si conclude così questa panoramica sulla condizione umana e sui capitoli più sanguinosi della nostra storia, affrontati da Ennis con grande intelligenza e attenzione ai dettagli. Molti dei piccoli e grandi problemi sul campo che abbiamo letto sono realistici, così come le motivazioni che spingono i personaggi a muoversi.

Un documento prezioso per i posteri.

le storie di guerra 8 carri

Scheda Tecnica

Formato: 17×26, colore

Pagine: 144

Storia: Garth Ennis

Disegni: David Lloyd, Tomas Aira

Traduzione:  Leonardo Rizzi

Uno sguardo crudo sulle situazioni peggiori in cui l’umanità si sia mai trovata. Un documentario che mette in luce difetti e contraddizioni della guerra

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