Una delle immagini più riconoscibili di Kiki – Consegne a domicilio, la giovane strega che vola ascoltando una radio, ha un’origine sorprendentemente familiare: Eiko Kadono racconta che sua figlia, allora dodicenne, disegnò una strega in volo con una radio. Quel dettaglio entrò nel romanzo da cui Hayao Miyazaki avrebbe tratto il film dello Studio Ghibli. Non è una leggenda dei fan: lo ha spiegato la scrittrice in un’intervista pubblicata dall’Università Waseda nel 2020.
Prima del film c’era una bambina che disegnava una strega
Nel 1985 Kadono pubblicò in Giappone il primo romanzo di Majo no Takkyūbin. La protagonista era una strega di tredici anni che doveva imparare a vivere lontano da casa, affidandosi al proprio talento per volare. Il film del 1989, diretto da Miyazaki, avrebbe reso quella storia celebre nel mondo, ma il seme narrativo era nato prima e molto più vicino alla vita quotidiana dell’autrice.
Nell’intervista a Waseda, Kadono ricorda che sua figlia aveva dodici anni quando immaginò una protagonista di età simile. Racconta inoltre che nel disegno della ragazza compariva una strega che volava ascoltando la radio: per questo diede una radio alla sua Kiki. Non significa che il disegno contenesse già l’intera trama del romanzo; documenta, più precisamente, l’origine di uno dei dettagli del personaggio.
La svolta: una strega con un solo potere
La scelta successiva di Kadono fu altrettanto importante. Non volle una protagonista capace di risolvere ogni problema con formule magiche. Come spiega nella medesima intervista, decise che Kiki avrebbe avuto un solo vero potere: volare sulla scopa. Limitare la magia rendeva necessario inventare soluzioni, fare esperienza e affrontare gli imprevisti.
Questo cambia il significato dell’immagine della strega con la radio. Kiki non è soltanto un personaggio fantastico: è una ragazza che porta con sé un oggetto comune, ascolta il mondo e deve scoprire da sola come diventare indipendente. Il suo fascino nasce anche da questo contrasto fra quotidianità e magia.
Dal romanzo allo Studio Ghibli
Quando il progetto divenne un lungometraggio animato, Miyazaki rielaborò il materiale narrativo. Lo Studio Ghibli accredita Kadono per l’opera originale e Miyazaki per sceneggiatura e regia. La scrittrice, in un’altra intervista, ha spiegato di aver accolto il film come un lavoro distinto dal proprio libro, pur riconoscendone il mondo.
Il passaggio dalla pagina allo schermo non cancella quindi il retroscena del disegno: un piccolo elemento domestico è sopravvissuto alla trasformazione della storia in un film conosciuto internazionalmente. Per approfondire il rapporto fra autrice e adattamento, abbiamo raccontato le tre condizioni che Kadono pose per il film.
Perché questa storia conta oggi anche in Italia
La voce di Kadono restituisce alla protagonista una dimensione che la fama del film potrebbe far dimenticare: prima di essere un’icona Ghibli, Kiki era una bambina immaginata attraverso la vita di un’altra bambina. Il disegno, la radio e la limitazione del potere magico aiutano a leggere il racconto come una storia sull’autonomia anziché come una semplice favola di streghe.
Il collegamento con il presente è concreto: Kiki torna al cinema in Italia in 4K il 19 novembre 2026, secondo il calendario riportato nella nostra guida dedicata. È un’occasione per riscoprire sul grande schermo quel dettaglio nato molto prima del film e capire quanto un’immagine privata possa diventare parte dell’immaginario collettivo.
Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.