Isole

Isole, di Lorenzo Palloni – Recensione

La graphic novel dell'autore di origine aretina, uscita il 28 aprile, affronta temi molto attuali

Uscito il 28 aprile, edito da saldaPress, realizzato come autore completo da Lorenzo Palloni, Isole è una graphic novel molto attuale, incentrata su guerra, pace e totalitarismi. Riflessioni molto lucide sui dilemmi etici e le contraddizioni della nostra società.  Il volume cartonato ha 128 pagine a colori in formato 19 x 27,5 cm ed è in vendita a € 19,90 (18,90 con lo sconto del 5% su Amazon).

Isole

La trama di Isole

In un futuro non troppo lontano, i regimi totalitari che governano il mondo si scontrano in un conflitto globale apparentemente senza fine. Un gruppo di disertori vive su un’isola dove non c’è la guerra. Ed è a questo punto punto che iniziano a combattere: liberano i soldati del sud catturati, rubano le armi al nemico, lo attaccano e lo neutralizzano.

Dopo qualche mesi di bombardamenti poco convinti, l’esercito rinuncia all’isola. I ribelli escono dai fortini e costruiscono un villaggio, riuscendo a raggiungere un equilibrio e un nuovo ordine. Oggi il figlio del fondatore Nyméas, Antol, è leader della comunità, marito di Meyra e padre di Elias e Danel.

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Un giorno arriva Kabè, un soldato di colore, disertore delle armate del nord, a chiedere ospitalità. Riemergono vecchie dinamiche e si solleva un dilemma etico: uccidere il soldato per proteggere l’ideale o accoglierlo rischiando di perdere quanto ottenuto?

Antol, dopo le perplessità iniziali, propone ai suoi di accoglierlo, ma incontra molte resistenze, soprattutto fra gli anziani. Uccidendolo non sarebbero migliori dei loro persecutori, e lasciandolo andare potrebbe essere catturato e mettere a rischio il villaggio: con questi argomenti, e proponendo di ospitare Kabè a casa sua, Antol convince la comunità. Meyra non è affatto convinta, influenzata dal padre Bunel, uno dei “falchi” della comunità, che in questi anni insieme all’anziano Modeio ha eliminato i soldati prima che arrivassero al villaggio.

Apprendiamo che Kabè non è esattamente chi dice di essere, e Antol racconta la storia dell’isola: 40 anni prima vi erano stati imprigionati i disertori e le loro famiglie. Approfittando di un incidente, Nymeas e altri riuscirono a evadere e poi a liberare l’isola dai soldati.

Kabè presta al piccolo Danel un libro non originario dell’isola e quindi proibito. Quando Bunel cerca di convincere il nipote a indagare sull’ospite, Danel scopre segreti del soldato ma – avendo stretto amicizia con Kabè – non li riferisce all’anziano. Li viene però a sapere Antol, che si sente tradito e decide di uccidere Kabè: messo alle strette, l’ospite rivela di essere una donna, di nome Naika, e di aver agito unicamente per evitare l’incubo della vita fuori dall’isola. Tra i due si accende la passione, ma il figlio Elias assiste e anche lui desidera Naika.

Scoperto il fucile di Naika sotto il pavimento, Bunel è deciso a ucciderla, ma la ragazza recupera una pistola e fugge. Antol riesce a catturarla evitando che venga uccisa dagli isolani più agguerriti. Durante una discussione familiare, Elias rivela che il padre ha avuto un rapporto sessuale con Naika.

Mentre le dinamiche familiari esplodono, il giovane libera la donna. Messo alle strette da Bunel perché riveli d0v’è Naika, il ragazzo scappa e nella foga, cade da un burrone. Bunel e Modeio decidono che la sua morte deve servire almeno a convincere la comunità a rifiutare il mondo esterno.

Intanto, Naika rivela ad Antol che i soldati che venivano in ricognizione sull’isola venivano sistematicamente uccisi dagli abitanti: il motivo del suo arrivo è che una delle vittime era suo fratello Kafya. La donna è decisa a scoprire la verità, che si trova nel forte sud: la fossa comune dei soldati uccisi. Arrivano gli anziani e continuano ad accusare Naika, che riesce a scappare.

L’ostinazione di Bunel e Modeio prima costringe Antol ad essere capro espiatorio e abbandonare l’isola, poi porta allo scontro violento con Naika, che chiede di abbandonare bugie e violenze. La donna ricoprirà un ruolo inaspettato e vedrà realizzate le sue speranze per il piccolo Danel.

Sviluppo

Lo stesso Lorenzo Palloni definisce Isole “un noir pieno di luce”, in cui le contraddizioni e le ipocrisie delle società, comprese quelle apparentemente utopiche, emergono con chiarezza, e l’essere umano rivela il suo lato ancestrale più crudele quando vede in pericolo la propria sopravvivenza.

Con il consueto e spietato realismo, l’autore aretino mette in scena la guerra e un’utopia che ha qualcosa da nascondere, in una commistione di generi che denuncia alcuni drammi attuali della nostra società.

Il titolo del volume, al plurale, si riferisce probabilmente alla condizione degli uomini: un rimando con più sfaccettature alla nota frase del poeta inglese John Donne secondo cui (nonostante tutto), nessun uomo è un’isola.

Tra i temi principali, l’ossessione per la sicurezza che reprime la libertà e la sicurezza. Anche i personaggi positivi tradiscono la fiducia dei propri cari, ma spesso per opportunismo più che per difendere l’isola e la sicurezza tanto care agli anziani.

Il volume si conclude con lo statuto dell’isola, scritto da Nymeas, e diverso materiale preparatorio: bozze di copertine, schizzi preparatori dei personaggi, prove colore, storyboard, una sorta di albero genealogico dei protagonisti.

L’autore

Lorenzo Palloni ha realizzato come autore completo La louve (pubblicato in Francia da Sarbacane, in seguito portato in Italia da saldaPress con il titolo La Lupa), Scary Allan Crow (Edizioni Inkiostro), Desolation Club 1 e 2 1 (Nuovo mondo antico e Senza freni, Salda Press), Emma Wrong (ancora con l’editore emiliano). Palloni ha realizzato integralmente le 3 storie del Dylan Dog Color Fest n. 39: Dio di corda e miseria, Amor(t)e I maestri dell’Oltreodio.

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L’ambientazione sull’isola è occasione per una buona storia dove l’avventura si mescola ai temi profondi, fiducia, libertà, sicurezza, mostrando dove porta l’ossessione per quest’ultima
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