il tormento di doom

Il tormento di Doom, la recensione

Sbarcano anche in Italia le storie della serie Marvel Untold, edite da Aconyte

Aconyte Books, celebre editore statunitense di novel collegate al mondo dei GDR, da un paio d’anni è arrivata anche in Italia grazie all’accordo con Asmodee che ne ha tradotto e importato i titoli.

L’intento principale di questa casa editrice è quello di ampliare i mondi da cui provengono i suoi romanzi; che siano celebri giochi da tavolo come PandemicArkham Horror o videogame come The Division, lo scopo è quello di raccontare nuove storie mai viste per dare ulteriore profondità a personaggi noti e universi ampiamente conosciuti dal grande pubblico.

Ancora da noi non abbiamo a disposizione l’intera line-up di Aconyte, ma cominciamo a vedere alcuni titoli interessanti, specialmente dedicati all’universo narrativo della Marvel.

Tra le varie serie dedicate alla Casa delle IdeeAconyte ha creato quella intitolata Marvel Untold che, come è facile intuire, contiene storie mai narrate e con presupposti diversi dai mondi di origine. E’ questo il caso de Il Tormento di Doom.

Un monarca e i suoi segreti

In questo romanzo, David Annandale abbandona le classiche scorribande del Dottor Destino per mostrarci un Victor Von Doom più tormentato, all’interno dei confini della sua Latveria.

Se negli albi Marvel il piccolo paese balcanico, di cui Doom è il monarca incontrastato, non ci viene quasi mai mostrato, stavolta tutta l’azione sarà concentrata all’interno della sua capitale Doomstadt; qui scopriamo come Victor Von Doom sia tormentato dalla fine della propria madre, che ricorda a stento, e che si sacrificò per il bene del suo popolo consegnandosi agli inferi.

In conseguenza di ciò, durante la Notte di Mezza EstateDoom si ritrova a combattere contro gli Inferi in una lotta impari che lo vedrà necessariamente sconfitto dal campione di Mefisto al termine di una battaglia che lo prosciuga e terrorizza gli abitanti della Latveria.

Conoscendo Victor von Doom, che oltre ad essere un supercriminale è indiscutibilmente un genio, non passa troppo tempo prima di scoprire che il monarca latveriano ha in effetti un piano, che per la sua riuscita necessita di due improbabili alleati: Maria von Helm, un’anziana strega amica della madre che ormai vive da eremita, e padre Grigori Zarbo prete che in gioventù aveva studiato geomanzia.

Grazie ai due Destino costruisce una macchina ibrido magica tecnologica a cui da il nome evocativo di Tormento, tramite la quale dovrebbe riuscire ad evocare gli Inferi quel tanto che basta per torturarli fino a trovare lo spirito della madre.

Tuttavia, la preparazione di questa speciale macchina non è rapida né semplice; innanzitutto Destino deve sconfiggere Purson, uno dei demoni inviati da Mefisto per la Notte di Mezza Estate, e non sarà cosa semplice per quanto alla portata del tiranno.

Inoltre, nell’anno che intercorre prima che il piano del tecnocrate sia ultimato, Doom si trova a dover fronteggiare i tentativi di rovesciarlo da parte dei ribelli capitanati da Fortunov; si tratta del figlio dell’ex sovrano deposto che, insieme a numerosi nobili caduti in disgrazia, cerca di riprendere il potere in Latveria e recuperare il potere sottrattogli. Naturalmente, ogni tentativo in tal senso è vano se consideriamo che anche eludendo la sorveglianza di Destino (che grazie alla tecnologia ha occhi e orecchie dappertutto), il suo efficiente corpo di guardia è in grado di disinnescare qualsiasi attacco.

Inoltre, la stessa popolazione latveriana teme il proprio monarca al punto di non prendere parte ad alcuna ribellione, circostanza che destabilizza Fortunov, senza tuttavia indurlo a desistere dai propri propositi nemmeno quando lo stesso Destino gli infligge una sconfitta tanto pesante quanto spettacolare durante il suo attacco più importante.

In effetti, per quello che leggiamo nel corso della storia, il supercriminale è si uno spirito tormentato ma anche un monarca attento a proteggere il suo popolo e a far prosperare il suo paese, motivo per cui riesce a mantenere il potere da tanto tempo senza opposizione.

Tuttavia, è proprio Fortunov l’ago della bilancia nel filone principale della storia de Il Tormento di Destino: infatti un ulteriore colpo di stato durante la Notte di Valpurga (una sorta di Halloween locale), proprio mentre Destino sta usando il Tormento per cercare lo spirito della madre, fa si che il ribelle distrugga la macchina del sovrano, liberando orde di demoni sopra Doomstadt.

A quel punto Doom è obbligato ad abbandonare il suo desiderio di trovare la madre per affrontare, e sconfiggere (con l’aiuto di padre Zarbo e, incredibilmente di Fortunov) le orde demoniache fuggite dagli Inferi  prima di affrontare lo stesso Tormento divenuto un demone esso stesso.

il tormento di doom

Segnali di Stile

La storia congegnata da David Annandale, un veterano di questo tipo di novel, è abbastanza interessante e ci svela dei lati sconosciuti e interessanti sul personaggio di Destino e sulla sua patria, la Latveria.

In alcuni passaggi la lettura non è del tutto scorrevole e si ha la sensazione che alcuni eventi siano un po’ stiracchiati per raggiungere un numero di pagine congruo ad un romanzo (290 pagine circa), tuttavia lo stesso autore ci informa alla fine di essere un grande fan del Dottor Destino e quindi possiamo anche perdonargli qualche passaggio a vuoto.

Complessivamente possiamo dire che si tratta di una storia interessante per gli appassionati Marvel, che vogliono approfondire l’universo narrativo creato da Stan Lee.

 

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Il Tormento di Destino costituisce una lettura interessante, che acquista qualche punto se si è fan del personaggio o dell’universo narrativo a cui appartiene. La storia è ben costruita e al netto di qualche rallentamento nello svolgersi delle azioni, merita di essere affrontata
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