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I fratelli Dracula – La nostra recensione

Cullen Bunn e Mirko Colak reinterpretano il mito di Dracula

I fratelli Dracula
I fratelli Dracula
L’approfondimento storico viene contaminato da un elemento di novità: le origini di Dracula raccontate in modo diverso, con risultati interessanti
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Cullen Bunn e Mirko Colak, dopo aver realizzato insieme Unholy Grail, scelgono l’ambizioso compito di raccontare in modo originale il mito di Dracula, adottando una strategia efficace: approfondiscono un aspetto storico poco conosciuto e vi innestano un elemento di fantasia.
Saldapress pubblica I fratelli Dracula in volume cartonato, 128 pagine a colori in formato 16,8×25,6, in vendita a € 19,90. Al fondo del libro, una serie di studi sulla fisionomia dei personaggi.

Gli autori

Raggiunta la fama grazie al fumetto indipendente, Cullen Bunn ha scritto per Marvel (X-Men, Magneto, Deadpool), e DC Comics (Lobo), proseguendo però l’attività su serie ideate da lui e mantenendo il legame con editori come la Aftershock, con cui ha pubblicato gli ultimi due lavori horror.

Anche Mirko Colak ha lavorato per le due big, in particolare per la Casa delle Idee ha disegnato Punisher e Secret Warriors. In apertura del volume I fratelli Dracula, Bunn spiega come sia stato Colak a proporre il tema:

‘Ehi…sai chi mi è sempre piaciuto? Quel bastardo succhiasangue di Dracula!’ (solo che lo ha detto con l’eloquenza tipica di Mirko) ‘Forse dovremmo fare una storia di vampiri!’”

I fratelli Dracula – la vera storia

Vlad e Radu erano i figli minori di Vlad II Dracul, tra il 1436 e il 1447 sovrano della Valacchia (l’attuale Romania meridionale). Nel 1442 i due furono rapiti dal sultano dell’Impero Ottomano Murad II, che li tenne in ostaggio nella fortezza turca di Egrigoz per garantirsi la fedeltà del padre. I due ragazzi vengono educati all’arte della guerra. Vlad era più agguerrito, Radu più remissivo e sembrava accettare di buon grado la limitazione della libertà.

Nel 1448 toccò al fratello maggiore sedersi sul trono del padre: ostentò crudeltà per intimorire gli avversari e divenne famoso come Vlad III Țepeș, l’impalatore. Bram Stoker ne trasse ispirazione per creare Dracula, il personaggio horror più carismatico e rappresentato di sempre. Successivamente avrebbe regnato sulla Valacchia anche il fratello minore di Vlad, con il nome di Radu III il Bello.

La versione di Bunn e Colak

I fratelli Dracula inizia con Radu che va a trovare Vlad, preoccupato sulle voci secondo le quali il fratello, divenuto sovrano, è in preda alla follia e alla malvagità. La conferma arriva già alle soglie del castello, circondato da una moltitudine di persone impalate. Vlad non accetta prediche e giustifica il suo operato ricordando quel che è successo vent’anni prima.

La narrazione diventa un lungo flashback sulla gioventù dei fratelli, a partire dal rapimento da parte del sultano, accettato senza grandi resistenze da parte del padre dei ragazzi. L’atteggiamento dei due giovani è molto diverso: Vlad combatte con piacere, medita vendetta e diventa sempre più duro, mentre Radu rimane positivo e sembra sperare in una vita diversa.

L’elemento di fantasia è rappresentato dal ruolo svolto dai due giovani durante la prigionia: vengono infatti addestrati come guardie del corpo del figlio del sultano, Mehmed, che eredita dal padre il compito di uccidere i temibili vampir, ma ben presto si rivela poco coraggioso, al contrario di Vlad, che diventa un eccezionale cacciatore delle creature malvagie.

Sviluppo

L’elemento “alternativo” innestato nell’approfondimento storico funziona, anche se ci si sarebbe potuti aspettare un maggiore coinvolgimento da un racconto che in qualche modo umanizza il personaggio. I  Fratelli Dracula riesce solo in parte a far appassionare ai personaggi, pur risultando intrigante, grazie all’intreccio e ai colpi di scena.

Lo stile di Mirko Colak è decisamente adatto alle atmosfere gotiche e alle scene sanguinose raccontate da Bunn, come già visto in Holy Grail, la versione horror del mito di Artù. Valorizzate dai colori di Maria Santaolalla, le tavole rendono bene il dinamismo delle scene d’azione, l’espressione dei personaggi, l’orrore delle esecuzioni. I dettagli più macabri sono quasi sempre trattati senza compiacimento, evitando che lo splatter prevalga sul gotico.

Un’opera di buona qualità, sicuramente consigliata agli amanti del genere horror, in particolare a chi apprezza gli aspetti psicologici e gli approfondimenti storici.

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