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I Cavalieri dello Zodiaco Reboot di Netflix

Recensione del Reboot prodotto da Netflix

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Saint Seiya: i cavalieri dello zodiaco è un reboot della celebre e omonima saga prodotta da Netflix . La serie si sviluppa in 12 episodi divisa in 2 parti di 6 ciascuno, animato dallo studio MEIRIS  attraverso la tecnica della 3DCG.  L’opera vuole essere una trasposizione della vecchie serie ma Netflix ha apportato diversi cambiamenti.i cavalieri dello zodiaco

La Trama

Mentra nella serie originale de i cavalieri dello zodiaco il protagonista Seiya ci viene presentato in Grecia mentre si sta allendando per diventare cavaliere e conquistare l’armatura di Pegasus e imparando a utilizzare il cosmo dentro di sè, nella nuova serie lo troviamo come bambino che mentre si trova in casa con sua sorella Patricia vengono attaccati da dei militari e vengono salvati dal cavaliere dorato Aiolia del Leone che porta via Patricia e Seiya sopravvive e cresce in un orfanatrofio. Anni dopo durante una rissa Seiya, viene registrato e pubblicato sui social mentre utilizza il cosmo involontariamente così viene contattato da Alman di Thule per diventare cavaliere dello zodiaco. La trama qui si allinea a quella originale ma il tutto riassunto in pochissime puntate, Seiya si addestra per diventare cavaliere di Pegasus e combatte nelle Guerre Galattiche di Lady Isabel dove farà la conoscenza degli altri cavalieri. Durante i combattimenti il cavaliere di Phoenix ruba l’armatura di Saggiter e i quattro guerrieri di bronzo uniscono le forze per sconfiggerlo.

Shaun di Andromeda

Una delle scelte che più ha fatto inffiamare l’internet è stata quella di trasformare Shun di Andromeda in una donna chiamata Shaun. Andromeda nelle vecchia serie era un ragazzo androgeno che sembrava una donna che non amava combattere e lo faceva solo per legittima difesa. Il personaggio era stato creato per “rompere” lo stereotipo dell combattente forzuto ed enorme delle vecchie serie anime di quel periodo. Questa scelta inoltre ci ha fatto perdere una delle sottotrame più coinvolgenti della serie. I cavalieri donna nella serie originale e nel manga indossano maschere per nascondere il loro viso e se un avversario le riusciva a vedere il viso loro erano costrette a ucciderlo o a innamorarsi di lui e così succede tra Tisifone e Seiya che dopo averle rotto la maschera lei deciderà di ucciderlo ma dopo si innamorerà di lui.

Il doppiaggio Italiano

Netflix ha voluto mantenere le voci originali del primo doppiaggio italiano: Ivo De Palma è Pegasus, Marco Balzarotti è Sirio, Luigi Rosa è Crystal e Isabel è Dania Cericola ma a mio parere questa scelta di voler accontentare “i vecchi” fans non è stata una delle migliori. Il problema maggiore si nota con Pegasus che ha una voce molto adulta per appartenere a un ragazzo di massimo 20 anni.

Durante la serie si possono scorgere dei richiami alle vecchie canzoni della serie del 1986 e la sigla è  Pegasus Fantasy in lingua inglese.  Inoltre la serie è stata molto censurata in quanto su richiesta della Toei Animation i combattimenti sono brevissimi per rimanere in targer: per tutti.

 

Netflix ha sprecato una nuova occasione di riportare in auge una vecchia serie amata da tutti ma come si sa bene ci sono delle saghe che non possono essere “modificate”. La serie comunque scorre molto velocemente rischiando di non coinvolgere adeguatamente. Io personalmente non riesco ad accettare la computer grafica e sono nostalgica dei vecchi disegni dell’anime. Speriamo che avvenga un miglioramento con la seconda parte.

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