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Questo film ha la capacità di trasmettere grandi emozioni, grazie a storie in cui il mito ed i sogni sono liberi di esprimersi

Salve a tutti, benvenuti nel quarto episodio de “Lo Studio Ghibli“. Oggi andremo ad analizzare “La Principessa Mononoke“, film d’animazione uscito in Giappone nel 1997, diretto dal regista giapponese Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli (appunto).  In Italia questo film arrivò nel 2000, distribuito da Buena Vista International sotto marchio Miramax Films, ma venne riproposto nel 2014 da Lucky Red.

La versione 2014 è stata ritradotta e ridoppiata, dato che nella precedente era stato fatto un pessimo lavoro di adattamento dei dialoghi, cambiando sia quel che si diceva sia come lo si diceva

Il film racconta in chiave di mito Giapponese l’inevitabile scontro tra Uomo e Natura, un’avventura esotica che spinge lo spettatore a guardare e a riflettere su quanto l’uomo possa spingersi oltre, tanto da distruggere e far male all’ambiente circostante.

La storia parte con uno spirito-cinghiale gigantesco, trasformato dal rancore in un demone, e con il nostro protagonista Ashitaka, un giovane guerriero bandito dal suo villaggio dopo aver ucciso il demone, il quale gli causerà una ferita che porta con sè una maledizione. Egli inizia quindi un viaggio in cui conosce gli spiriti della foresta: uomini, donne e soprattutto la Principessa Mononoke, figlia umana del Dio Lupo, della quale egli si innamora.

L’anime riscosse un notevole successo, tanto che, fino all’uscita di Titanic qualche mese più tardi, fu il film che guadagnò più di tutti nei cinema

La principessa Mononoke è il simbolo della lotta per la salvaguardia della natura contro l’avanzare implacabile e distruttrice della tecnologia. Quando la Città del Ferro viene attaccata, dopo che la popolazione si spinge nelle terre sacre degli Dei-Animali per estrarre il ferro, dichiarerà guerra agli spiriti e Ashitaka si trova in mezzo tra i due fronti.

La guerra che si svolge è davvero feroce, con ingenti perdite da entrambi le parti sia umane che animale che spirituali. Durante lo scontro, i due cercheranno di placare l’ira degli Dei, ma nel processo la maledizione che Ashitaka porta con se inizia ad espandersi sempre più rapidamente, tanto che raggiunge anche Mononoke. Una volta che l’ira degli Dei fu placata, la guerra si fermò, la maledizione dal corpo dei due scomparve e la terrà tornò a germogliare.

Mononke torna nella foresta, non potendo perdonare gli uomini per ciò che avevano fatto, ma lei e Ashitaka si dichiarano reciprocamente, promettendosi che un giorno si rincontreranno

Nonostante il film sia pensato per un pubblico giovane, i personaggi sono complessi, mostrano comportamenti contraddittori che spesso si riflettono nella caratterizzazione grafica e tutto ciò ci mostra ancora l’incredibile genio di Miyazaki. Per quanto questo genere di film non sia dei miei preferiti, riconosco la mano e la mente di un personaggio come Miyazaki.

Ho voluto fare una trasposizione con il minor numero possibile di spoiler per darvi modo di scoprirlo da zero e farvi vivere un’emozione del tutto nuova.

Bene, anche questo articolo si conclude qui. Spero vi sia piaciuto e ci ritroviamo qui la settimana prossima. Ciao Ciao!

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