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Dylan Dog

Dylan Dog Speciale 35, la nostra recensione

L'annuale appuntamento con la saga del Pianeta dei Morti racconta le vicende di un bizzarro attore che sembra avere qualcosa a che fare con Dylan Dog

Lo Speciale n. 35 di Dylan Dog, Una risata vi resusciterà, è in edicola dal 22 settembre a euro 7.90, 160 pagine nel classico formato 16×21. Speciale di nome e di fatto: in questo numero dedicato al comico Waldo Winkilson, personaggio visto nel volume precedente, scopriamo elementi importanti del passato dell’indagatore dell’incubo.

I disegni di questo volume sono di Sergio Gerasi, la copertina di Marco Mastrazzo. Come di consueto, per la saga del Pianeta dei morti, soggetto e sceneggiatura sono di Alessandro Bilotta.

Dylan Dog

Trama di Dylan Dog speciale 35

L’attore Waldo Wilkinson si racconta a un giornalista: fiero della sua imitazione di Groucho Marx, lascia emergere la sua fame di riconoscimento artistico e la sua natura di bugiardo cronico. Quando il giornalista si congeda, scopriamo che l’articolo uscirà su una rivista molto meno prestigiosa di quello che pensava Waldo, mentre la casa modesta e la moglie sono una messinscena.

Waldo con la vera moglie Penelope e i figli, Jeremy e Dylan, va casa del suocero, il facoltoso David Carmichael, il quale comunica che non li manterrà più, ma si offre di farsi carico dei bambini.

Waldo parla di grandi spettacoli teatrali, di pièce in fase di scrittura, ma fa cabaret in un piccolo locale, il Mosquito Bar, quasi senza pubblico. L’agente, non particolarmente convinto del suo talento, gli propone un provino per il ruolo da protagonista in uno spettacolo dell’Irving Theatre.

Lo spettacolo è molto meno artistico del previsto, si basa su gag dozzinali: nel provino, il protagonista gli chiede la pistola, Waldo gliela deve lanciare in testa, ma l’arma arriva sempre in mano all’altro attore.

Scopriamo che Waldo ha una relazione con Dalia, madre di una bambina, disposta ad aiutarlo economicamente e a credere alle sue bugie, persino al fatto che lui la sposerà.

Stevie Wonder, George Michael, la Thatcher: pur presentando qualche episodio dell’epidemia che caratterizza la saga, buona parte della storia di Dylan Dog – Speciale 35 è ambientata negli anni ’80, in un periodo precedente al primo incontro tra Groucho e il Dylan classico: l’Old Boy pre-meteora ha iniziato in quel decennio a esercitare come indagatore dell’incubo, dopo aver lasciato Scotland Yard.

Una sera Waldo viene aggredito da un morto vivente. Si confida con il suo agente, che racconta il fatto a un poliziotto, sperando di ottenere celebrità per il suo cliente. Si scopre che anche alcuni poliziotti hanno avuto questi incontri: Gleeson e Dog, che “attira casi strani”.

Dylan Dog

Waldo contatta Lynwood, il giornalista che si occupa dei casi dei morti viventi: trova la conferma del coinvolgimento del  quartiere londinese di Peckham, dove Penelope vorrebbe andare ad abitare, approfittando del calo dei prezzi, e scopre che il responsabile potrebbe essere un santone di nome Vergerus.

Dalia, esperta di occultismo, gli rivela inoltre che è stato Vergerus a farli incontrare, e che ora gli vuole parlare. L’incontro avviene su un vagone ferroviario, ma non scopriamo subito come si svolge, né Waldo se lo ricorda. L’attore finisce in prima pagina con la storia dell’incontro con i morti viventi, e con la celebrità arriva un incontro con un importante produttore televisivo, Blackwood.

Penelope organizza una cena con un suo compagno di università, John Browning (assistente di Xabaras), e la moglie Sybil (primo personaggio a comparire sulla testata Dylan Dog). Dalia ha scoperto l’inganno di Waldo e gli lancia una maledizione. L’attore, sconvolto, non si presenta alla cena organizzata dalla moglie. Anche Penelope si insospettisce e scopre la doppia vita di Waldo.

La pièce di cui il protagonista parla da tempo, e che Blackwood gli fa portare in scena al Mosquito Bar, esiste davvero, ed è un elogio della bugia, in cui l’uomo interpreta diversi personaggi.

A questo punto torniamo al presente della saga, il futuro distopico in cui il mondo è travolto dal virus che riporta in vita i cadaveri: Dylan Dog sospetta che il suo amico Groucho, di cui ha sempre ignorato a vera identità, fosse Waldo Wilkinson, e sia ancora vivo.

Scopre inoltre che la sera dell’unica rappresentazione del suo spettacolo, senza pubblico ma divenuta celebre, avvenne il massacro in cui i morti viventi uccisero anche la moglie e i figli dell’attore.  Inoltre nel periodo in cui incontrò per la prima volta il suo amico, c’era in città un festival dei sosia di Groucho Marx che durò sei mesi.

SPOILER. Abbiamo infine la conferma che Vergerus è Xabaras, e che nel vagone del treno ordinò a Waldo e Dylan di legarsi uno all’altro, per sostenersi, e di dimenticare quell’incontro.

Sviluppo

L’albo potrebbe essere straniante per il lettore abituale di Dylan Dog. Per buona parte del volume, seguiamo esclusivamente le complesse vicende di Waldo Wilkinson, cabarettista e aspirante attore, bugiardo cronico.

La saga del Pianeta dei Morti continua a proporre punti di vista e impostazioni nuove e spesso sorprendenti, pur rimanendo ambientata nel mondo distopico dove il virus trasforma i morti in ritornanti e un Dylan Dog di mezza età conduce una vita amara, con il senso di colpa per aver contribuito all’epidemia per non eliminare l’amico Groucho.

Diversi elementi del numero 35 riprendono lo speciale dell’anno scorso: ritorna Waldo, che diventa protagonista, così come il passaggio tra diverse epoche, sebbene più ravvicinate rispetto alla storia di Bethany, che partiva dall’anno 1110. Anche in questo volume, vicende apparentemente scollegate e lontane nel tempo si rivelano decisive per il “presente” di Dylan Dog.

Alessandro Bilotta affronta un terreno inesplorato e affascinante: il passato di Groucho, di cui non conoscono il vero nome nemmeno l’amico fraterno Dylan né la polizia. Lo fa con grande maestria, rivelando a poco a poco la verità che inizialmente sembra troppo assurda per essere accettata (anche perché Waldo è un bugiardo patologico che inganna e fa soffrire le persone che lo amano).

A dare maggior fascino alla vicenda, c’è il ritorno di Xabaras, che, come abbiamo visto, ha messo lo zampino anche nell’incontro e il legame indissolubile tra Dylan e il futuro Groucho.

In un numero molto basato sulla finzione e le miserie umane più che sulla spettacolarità, Sergio Gerasi mette su tavola efficacemente le varie espressioni di Waldo, che alterna la comicità allo sconforto personale e professionale alla falsità più sfacciata, risultando spesso grottesco.

Anche le donne che amano il protagonista offrono al disegnatore la possibilità di spaziare su atteggiamenti e toni molti diversi, passando da una giovale e ingenua fiducia in Waldo al duro disprezzo, una volta scoperti gli inganni.

Gli autori di Dyan Dog – Speciale n. 35

Da anni collaboratore di Sergio Bonelli Editore, il romano Alessandro Bilotta è uno dei grandi talenti del fumetto italiano contemporaneo. L’esordio è avvenuto nel 1999, a 22 anni, con Povero Pinocchio, disegnato da Emiliano Mammucari e pubblicato da Star Comics.

Bilotta è inoltre autore delle graphic novel La Dottrina, manifesto futurista del fumetto italiano disegnato da Carmine Digiandomenico, con cui ha realizzato anche Le strabilianti vicende di Giulio Maraviglia e Romano, edito da Vents d’Ouest e molto apprezzato dalla critica francese.

Per Star Comics, l’autore romano ha inoltre creato la serie a fumetti Valter Buio. Ha ricevuto numerosi premi nel 2018/2019 per la serie Mercurio Loi: Micheluzzi, Gran Guinigi, U Giancu, ANAFI, Boscarato e Romics d’Oro. Nel 2019 ha inoltre ricevuto il Romics d’oro per i 20 anni di carriera. Per Bonelli ha scritto sei numeri de Le Storie.

Nell’ambito di Dylan Dog ha creato l’acclamata saga Il pianeta dei morti: nel 2008 il primo racconto autoconclusivo per la testata “sperimentale” Color Fest, ipotetica conclusione della serie sul personaggio, ha ottenuto un notevole successo.
L’idea viene sviluppata sul Color Fest n. 10, sul Dylan Dog Gigante n. 22, trovando poi collocazione sullo Speciale Dylan Dog a partire dal n. 29, la cui testata viene appunto integrata con il nome Il pianeta dei morti.

Sergio Gerasi ha esordito nel mondo del fumetto nel 2000 con Lazarus Ledd (Star Comics), di cui ha disegnato 14 numeri. Ha realizzato inchieste a fumetti per programmi televisivi nazionali (in particolare Servizio Pubblico di Michele Santoro), mentre per Bonelli ha disegnato la serie Mercurio Loi e l’albo L’ultima trincea, all’interno della collana Le Storie. 

Nel 2009 Gerasi ha realizzato con Davide Barzi il libro a fumetti G&G, dedicato a Giorgio Gaber. Come autore completo ha disegnato Le Tragifavole (ReNoir Comics), quindi con Bao Publishing sia In Inverno le mie mani sapevano di mandarino sia Un romantico a Milano, premio Andrea Pazienza 2018, infine, di recente, L’Aida (ancora per Bao).

Attivo anche in altri ambiti artistici, Gerasi nel 2003 ha fondato il gruppo punk rock 200 Bullets, in cui suona la batteria e scrive i testi, e con il duo Formazione Minima porta sul palco spettacoli di teatro-canzone ispirati a Giorgio Gaber.

Una vicenda straniante ma coinvolgente, porta nel mondo distopico del Pianeta dei morti novità e rivelazioni che sconvolgono quel che sappiamo di Dylan Dog e dei suoi affetti

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