Dylan Dog

Dylan Dog Old Boy 14 – recensione

Storie scritte da Enna, Barbato e Boninsegni per il quattordicesimo appuntamento con la testata "classica" dell'indagatore dell'incubo

Uscito il 13 agosto, il Dylan Dog Old Boy 14 presenta due storie accomunate dal tema dei misteri della mente. Il posto delle ombre è scritto da Bruno Enna e disegnato dall’inossidabile coppia Giuseppe Montanari/Ernesto Grassani. Testi di Paola Barbato e disegni di Roberto Rinaldi per La gabbia ipnotica. La copertina, affidata a Bacilieri & Montanari da quando i Cestaro Bros sono passati alla serie principale, è colorata Vincenzo Filosa e si ispira a Ritratto di un artista di David Hockney. Il numero 15 sarà disponibile dal 14 ottobre e proporrà Malestorie e Il demone sciacallo.

 

Dylan Dog

Dylan Dog – Il posto delle ombre

Da piccola, Eleanor viveva nella Learney Manor, grande villa di famiglia, dove i fratelli Scott e Jason le feceri vivere un’esperienza traumatica legata a una stanza segreta. Trent’anni dopo si fa accompagnare da Dylan Dog, suo fidanzato, per tornare in quell’edificio. Crescendo, Scott e Jason non sono migliorati: il primo è decisamente classista, il secondo arrogante e maschilista.

Nell’introduzione, lo sceneggiatore Bruno Enna spiega di essere ispirato al mitico Gli uccisori, numero 5 di Dylan Dog, nonché a Get out e Us, pellicole di Jordan Peele. Arrivano direttamente dal film del 2018 il trauma infantile della protagonista che si trova di fronte a un suo doppio, il ritorno sul luogo dello shock trent’anni dopo, l’arrivo di persone identiche alle vittime, che si tengono per mano formando lunghe catene umane prima di passare all’attacco.

Prima della resa dei conti, scopriamo che la villa negli anni 30 era stata trasformata in ospedale psichiatrico, dove il rampolli dei Learney applicò pratiche apprese in India per separare l’inconscio dal corpo dei pazienti.

Come nelle loro ultime produzioni, Montanari e Grassani evidenziano efficacemente alcune scene con i toni di grigio. Gli interni sono molto dettagliati e, come accennato nell’introduzione, gestiscono egregiamente scene con tanti personaggi. Nonostante l’abilità dei disegnatori, il finale risulta un po’ confuso.

Dylan Dog – La gabbia ipnotica

Kaycee Raleigh a 7 anni ha assistito all’uccisione dei genitori quando aveva 7 anni, ma non ne ha alcun ricordo. 15 anni dopo decide di affidarsi all’ipnosi per recuperare la memoria dell’evento. Va incontro a grandi pericoli, ma al suo fianco ha Dylan Dog, con cui ha una relazione sentimentale. L’old boy indaga sulla vicenda, senza rivelarlo alla ragazza. Mentre Kaycee si sottopone all’ipnosi del dottor Gowl, Dylan Dog scopre dalle foto in possesso della polizia che tra le prove archiviate c’è Puddles, un pupazzo con una zampa insanguinata.

Durante l’esperimento, Kaycee esplora i suoi ricordi, ma Gowl perde conoscenza, mettendo a rischio il risveglio della ragazza, per il quale è necessario che lui utilizzi la parola d’ordine, nota solo a loro due. Nel sogno, l’assassino compare in forma mostruosa, e chiede il pupazzo alla ragazza, intanto scopriamo che cosa è successo il giorno dell’incidente. La creatura, in realtà il padre di Kaycee, spiega di essere un rettiliano, una razza che si nasconde tra gli uomini, e periodicamente cambia corpo, squarciando e liberandosi del precedente, costretto a iniziare una nuova vita.

Quando Dylan autorizza i paramedici a portar via Gowl, nonostante ciò possa mettere a rischio il ritorno  di Kaycee dall’ipnosi, inizia  la trasformazione: l’ipnotista è il papà della ragazza. Ha progettato l’incontro per farla vivere per sempre nel ricordo di infanzia “riappacificato” – ritenendo quel loop meglio della vita reale che condurrebbe – e per andare a morire in ospedale. Ma Dylan lo convince a liberarla, promettendogli di stare al fianco della ragazza. Il finale, un po’ frettoloso, regala una veloce comparsa dei servizi segreti prima di un ultimo colpo di scena.

Roberto Rinaldi realizza volti molto espressivi, è a suo agio con le scene più splatter, fa ampio uso del nero, per dare il giusto tono alle tavole, adottando anche altre tecniche come la retinatura.

Gli autori

Molto attivo in casa Disney, Bruno Enna scrive spesso per Topolino, soprattutto parodie: in particolare, ha firmato la trilogia gotica composta da Dracula di Bram Topker, Lo strano caso del dottor Ratkyll e di mister Hyde e Duckenstein di Mary Shelduck, realizzata con il disegnatore Fabio Celoni. Sua anche la storia Una ballata del topo salato, omaggio a Corto Maltese realizzato insieme a Giorgio Cavazzano. 

Enna ha scritto storie di Paperinik Trip (PK), inoltre ha ideato Paperino Paperotto e il suo mondo, Quack Town, piccolo centro agricolo fuori Paperopoli dove Paperino ha vissuto da piccolo con Nonna Papera (senza Ciccio).

Per Dylan Dog, Enna ha scritto Anima d’acciaio, Il guardiano del faro, Vite in gioco, Nel segno del dolore, Sulla pelle e Dove i sogni vanno a morire, numeri  248, 251 e 254, 284, 326 e 428 della serie regolare, oltre ai numeri 7 e 9 del Maxi e all’Oldboy n. 7.

Giuseppe Montanari ha disegnato molti episodi di Ken e Dan gli scatenati e di Alamo Kid per Lanciostory, nonché alcuni albi di Martin Mystère.

Giuseppe Montanari ed Ernesto Grassani formano da 35 anni un sodalizio fondamentale per l’indagatore dell’incubo, cui si devono albi storici: oltre al già citato Le notti della luna piena, i numeri 7, La zona del crepuscolo, 12, Killer!, 16 e 17, La dama in nero Il castello della paura.

Queste ultime costituiscono la prima storia doppia della serie regolare, classificata seconda nel sondaggio “I primi 100” (nono posto invece per La zona del crepuscolo). Per i primi 12 anni di pubblicazione i disegni del Maxi Dylan Dog, testata annuale da cui discende l’Oldboy, sono stati esclusiva del duo Montanari&Grassani.

Paola Barbato è una delle penne più prolifiche dell’indagatore dell’incubo: con oltre 40 storie scritte per la serie regolare, tra cui il recentissimo La variabile, è vicinissima al podio, dove troviamo Sclavi a 87, Ruju a 51 e Chiaverotti 43. Inoltre ha firmato la sceneggiatura di una ventina di storie pubblicate sulle altre testate di Dylan Dog. Apprezzata romanziera, nel 2020 ha pubblicato con Piemme il thriller L’ ultimo ospite. 

Roberto Rinaldi, grafico e cartoonist milanese, ha disegnato Pallino (Sanpaolo Edizioni), Cani Sciolti e, per quanto riguarda l’indagatore dell’incubo, La Fata del Male, n. 79, Feste di sangue, 87, La stirpe degli immortali e Il violinista (Almanacco della Paura 8 e 10), La Banda dello Zodiaco La voce negata (Dylan Dog Gigante 8 e 21), Il compagno di scuola, 205, Sonata macabra 235, I ritornanti, 319, Ouroboros (Color Fest 11), Il prezzo della carne, n. 358. 

0 0 voti
Voto
Le due storie, di taglio molto diverso, hanno come filo conduttore i misteri della mente
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commenti
0
in iCrewPlay diamo spazio al tuo pensiero! Commenta!x
Condividi su facebook
CONDIVIDI