Dylan Dog

Dylan Dog Old Boy n. 13, la nostra recensione

Intenzionato a difendere l'amore giovanile Tiffany, Dylan Dog indaga sul misterioso River Man, che si accanisce con le prostitute. Il secondo caso è proposto da una cliente che chiede di fermare il marito, presunto serial killer

È in vendita dal 15 giugno il tredicesimo volume della collana dedicata al Dylan Dog “classico”, pre-meteora. I racconti, come di consueto, sono due: Il morso del cobra è scritto da Alberto Ostini e disegnato da Francesco Ripoli, mentre Cortesie per le vittime è sceneggiato da Giovanni Di Gregorio e messo su tavola dall’inossidabile duo Montanari & Grassani.

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Trame di Dylan Dog Old Boy n. 13

Ne Il morso del cobra un misterioso killer, River Man, uccide le prostitute di Southeaven e le lascia nei corsi d’acqua. Una di loro, Tiffany, detta Sweet Blue, da giovanissima era stata una fiamma di Dylan Dog. E l’indagatore dell’incubo la raggiunge, perché trova dopo tanti anni un oggetto che le aveva regalato la ragazza. A quei tempi, la madre di Tiffany si prostituiva per pagarsi la droga, e Dylan, invano, aveva fatto promettere all’amica di non seguirne l’esempio.

Oltre all’indagatore dell’incubo, anche la visita alla casa in cui è cresciuta porta Tiffany a ricordare il passato, carico di drammi, ma con un giovane Dylan Dog che, per un’estate, le aveva dato amicizia, pietà e protezione. La polizia locale, finora cinica e poco collaborativa, risolve il caso e consente all’Old Boy di intervenire prima che sia troppo tardi.

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In Cortesie per le vittime, Natalie Bretley si rivolge a Dylan Dog perché convinta che l’ex marito Gustav Polster sia il killer gentile, che uccide vittime a caso dopo averle narcotizzate per assicurarsi che soffrano il meno possibile. L’indagatore diventa intimo della cliente più velocemente del solito. Bloch ritiene Gustav, stimato clarinettista della Royal Albert Hall, un insospettabile.

Dylan Dog chiede informazioni al direttore dell’orchestra, Wilkinson, che gli conferma il carattere pacato di Polster e l’impulsività e scarsa affidabilità dell’ex moglie. Una scoperta di Bloch consente un’evoluzione delle indagini: emerge come dietro gli omicidi ci sia una complessa dinamica in cui si mescolano amore, sovrannaturale e disperazione.

Sviluppo

Nella prefazione scopriamo che Il morso del cobra è ispirato al romanzo Sul lato selvaggio, incentrato su una famiglia disfunzionale in cui male e bene si intrecciano. La prima parte e tutti i flashback sono disegnati con tecnica tradizionale, il resto in digitale: il bianco e nero racconta il presente, mentre il passato è rappresentato a matita e con sfumature di grigio. Un metodo che aiuta la narrazione, mentre le variazioni di stile all’interno dello stesso contesto, in particolare nella fisionomia dei personaggi, lasciano talvolta un po’ spiazzati.

Tra echi de Il lungo addio e Memorie dall’invisibile, in un contesto sociale molto più drammatico in cui il protagonista è un barlume di umanità in mezzo a disperazione e cinismo, la storia ci porta nel passato e nell’intimo di Dylan Dog, molto più di quanto non facciano di solito i racconti dell’Old Boy.

Cortesie per le vittime offre un intreccio abbastanza originale, in cui è inizialmente complesso ipotizzare cosa porti il killer alla gentilezza. Montanari & Grassani adottano il consueto stile, le fisionomie e gli effetti ben noti ai lettori storici di Dylan Dog, e del “Maxi” in particolare. A movimentare lo stile consolidate e le griglie molto classiche, qualche vignetta dai bordi obliqui e l’uso (sporadico) di sfumature e toni di grigio (come già visto nell’ultimo Dylan Dog Magazine).

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Gli autori

Nei primi anni 90 Alberto Ostini lavora come vignettista insieme a Stefano Piani, firmandosi TiKe. Esordisce in Bonelli, sempre con Piani, con un numero di Nathan Never, cui faranno seguito 60 sceneggiature fra lo stesso Agente Alfa, Dylan Dog, Legs Weaver, Universo Alfa, Napoleone, Dampyr Greystorm.

Dal 2001 al 2005 con Antonio Serra ha insegnato Sceneggiatura per fumetti alla Scuola Holden di Torino, attualmente insegna Teoria della sceneggiatura a Roma, Milano e Malta.

Per la TV ha sceneggiato parte della seconda e terza stagione di Rex, quindi, ancora con Piani, il film-TV Gli occhi dell’assassino, la miniserie Sei passi nel giallo, la serie I segreti di Borgo Larici, infine con Fulvio Bernasconi il mockumentary Operazione Lombardia.

Per Francesco Ripoli questa è la seconda esperienza con Dylan Dog, dopo il n. 376 della serie principale, Graphic Horror Novel: il sequel! L’autore ha inoltre disegnato due volumi de Le Storie (Bonelli), il n. 11 Il lungo inverno e il n. 34 L’innocente, infine per Feltrinelli ha realizzato le tavole di Senza sangue. 

Giovanni Di Gregorio è già un veterano Dylan Dog, con 45 sceneggiature all’attivo, oltre a 10 numeri di Dampyr, 4 volumi de Le Storie e  5 di Creepy Past.

Montanari & Grassani non hanno bisogno di presentazioni per il pubblico di Dylan Dog, avendo disegnato 13 dei primi 47 numeri della serie principale: Le notti della luna piena, La Zona del Crepuscolo, Killer, La dama in nero e Il castello della paura (prima storia in due albi), Giorno maledetto, Il tunnel dell’orrore, Quando la città dorme, Ossessione, Incubo di una notte di mezza estate, Una voce dal nulla, Riflessi di morte, Scritto con il sangue.

I due, che dal 1972 lavorano prevalentemente assieme, per molto tempo hanno anche avuto una sostanziale esclusiva sui disegni del Maxi Dylan Dog.

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Supportata da una buona gestione delle tavole, la prima storia appassiona grazie al passato di Dylan Dog, i risvolti personali e sociali della storia, mentre la seconda, meno significativa dal punto di vista grafico, si avvale di una discreta originalità della trama.
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