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dragonero sangue chiama sangue

Dragonero: Sangue Chiama Sangue, la recensione del fumetto

Una caccia difficile e pericolosa dal passato di Ian

Dragonero torna a farci rivivere le avventure dell’eroico Ian Aranill con questo volume speciale intitolato Dragonero: Sangue Chiama Sangue, sempre edito dalla storica  Sergio Bonelli Editore (e disponibile sullo store online della casa editrice). In questo volume, sceneggiato da Luca Enoch e disegnato da Walter Trono, il lettore verrà accompagnato da Ian e dal fidato amico Gmor nei meandri della foresta vicina al reame boscoso di Frondascura.

Si dice infatti che di recente diversi cacciatori siano stati sorpresi da un possente animale, capace di predare e distruggere senza lasciare alcuna traccia del suo passaggio. Tra la paura generale dei cacciatori, nascosta abilmente dalla loro spavalderia, ed il malcontento generale, Ian accetterà la proposta di indagare su questo misterioso animale.

Tuttavia nessuno può ritenersi abbastanza fortunato da poter raccontare di essere sopravvissuto ad un incontro con quest’essere. E se non si trattasse di un semplice animale in preda ad una fame assoluta?

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La trama di Dragonero: Sangue Chiama Sangue

La storia di Luca Enoch inizia con una scena semplice di vita quotidiana: un cacciatore intento a tornare al rifugio, con i suoi fidati segugi, insospettito dall’eccessivo silenzio del capanno e dei suoi colleghi verrà assalito da un enorme animale dal quale non avrà scampo. Una scena semplice che serve a Enoch per introdurre il clima teso ed impaurito delle pagine seguenti.

Per quanto i cacciatori siano spavaldi e pieni di sé, la forza indomabile ed inspiegabile di questo animale ha fatto si che nessuno osi più avventurarsi nella foresta intorno a Frondascura dopo il tramonto. L’arrivo di Ian e Gmor, con il carico di armi mandate a supporto dei cacciatori, si tramuterà nella scintilla di speranza per iniziare una spedizione contro l’ignoto, che si rivelerà essere piena di mistero e di spunti fantasy.

All’interno della foresta vivono alcuni uomini in totale sintonia con essa, i quali accompagneranno il gruppo alla scoperta di una tana dove i più grandi sospetti del gruppo diventeranno vividi. Non si tratta infatti di un semplice animale, bensì di una creatura misteriosa dalla forza sovrumana. Questo renderà inevitabilmente più rischiosa e pericolosa l’avventura del sangue di drago, che dovrà far fronte a tutte le sue risorse (e ad un pizzico di fortuna) per riuscire a scampare al peggio.

Dragonero sangue chiama sangue

Nella magia dei disegni di Dragonero

Come sempre, anche in questo volume i disegni giocano un ruolo fondamentale nella narrazione di Dragonero. Sangue Chiama Sangue è un volume classico, che non azzarda troppo nell’uscire dagli schemi canonici del fumetto bonelliano, ma è capace di raccontare la maestosità del suo mondo magico attraverso immagini piene di vita e di dettagli.

La foresta sembra viva nei disegni di Trono, e la paura della preparazione della spedizione prendono i toni scuri e cupi della colorazione ad opera di Paolo Francescutto e Alessandra Baccaglini, creando un mix avvincente che accompagnerà il lettore per tutte le sue pagine. Forse, per rendere il volume ancora più avvincente e coinvolgente, ci sarebbero volute alcune pagine in più di combattimento per rendere giustizia alla potenza di questo misterioso essere.

Tuttavia la narrazione è buona ed il volume scorre bene, fino ad arrivare a quella piccola parentesi a fine volume che spiega la natura della creatura contestualizzandola e impreziosendo ancora la narrazione di questo Sangue Chiama Sangue. Per non rovinare a nessuno il piacere della lettura sorvolerò sui dettagli di questo piccolo racconto, capace in poche pagine di raccontare una bella storia e di aumentare lo spessore di questo volume.

Dragonero: Sangue Chiama Sangue è un volume classico, che racconta una spedizione di caccia che porterà Ian ed il fidato amico Gmor a seguire le tracce di un animale misterioso, sorprendentemente forte ed imprevedibile. Un racconto che non esce di molto dagli schemi classici della serie bonelliana, ma che è capace di trasmettere molto attraverso i disegni e la loro colorazione scura e cupa.

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