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- La recensione

Sangue e passione per lo sfortunato cowboy

sergio bonelli editore deadwood dick
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Il selvaggio west non è sicuramente un ambiente ospitale, è impossibile evitare di mettere a rischio la propria vita. Con Deadwood Dick. Black Hat Jack viviamo la terza avventura del cowboy di colore nato dalla penna di Joe R. Lonsdale, i cui racconti sono diventati un fumetto grazie a Sergio Bonelli Editore, che lo ha inserito nella collana Audace.

Il volume, disponibile in libreria e fumetteria, è sceneggiato da Mauro Boselli con i disegni di Stefano Andreucci e contiene un’intervista allo scrittore texano, a cura di Luca Crovi e Seba Pezzani.

In Nero come la Notte, Rosso come il Sangue avevamo fatto conoscenza con il protagonista, Deadwood Dick, che riesce ad evitare un linciaggio soltanto arruolandosi nell’esercito statunitense, all’interno del quale ha diversi scontri con gli indiani ribelli.

Leggendo Fra il Texas e l’Inferno abbiamo visto Dick seppellire il vecchio Cramps, una scena che non si vede tutti i giorni, anche dopo la fine della guerra di secessione.

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La trama di Deadwood Dick. Black Hat Jack

Ci troviamo nuovamente in Texas, dove Dick ha deciso di accompagnare Jack in una battuta di caccia al bufalo. I due trovano riparo nella cittadina di Adobe Wells, già teatro di una sanguinosa battaglia, per riunirsi al resto della spedizione. La caccia non avrà mai luogo, perché l’insediamento viene presto preso d’assalto da un piccolo esercito di indiani.

Grazie ad un colpo di fortuna che sveglia gli uomini in piena notte, Deadwood Dick, Black Hat Jack e il piccolo gruppo di uomini riescono a chiudersi dentro il saloon, cercando di respingere le ondate di avversari pronti a far loro lo scalpo.

Durante il primo assalto Deadwood Dick riesce a intercettare Happy “mano-nei-capelli” Collins, americano che aveva scelto di vivere tra gli autoctoni, ma costretto a scappare per evitare di perdere la vita. Happy è a conoscenza della situazione: una coalizione di Comanche, Cheyenne, Kiowa e Arapaho è pronta a rivendicare quelle terre, dove l’uomo bianco sta compiendo una strage di bufali, la loro fonte principale di sostentamento.

Durante l’assedio compaiono due cavalieri in fuga dai nemici. Soltanto Dick si sente abbastanza incosciente da attuare un tentativo di salvataggio. Il recupero ha successo, per quanto si salverà soltanto Millie, mentre il fratello della ragazza cadrà sotto i colpi degli indiani, che a loro volta subiranno ingenti perdite.

L’assedio avrà fine diverse ore dopo quando, con un tiro molto fortunato da parte di Dixon, le truppe nemiche perderanno la volontà di combattere.

Deadwood Dick e Jack ripartono per nuove avventure, portandosi dietro Millie, ormai abbandonata a sé stessa. Ma le loro disavventure non sono terminate: un gruppo di indiani, frustrati dalla sconfitta, li insegue fino a provocare la morte dello stesso Black Hat Jack. I due superstiti saranno presi da un vortice di passione, ma dovranno tornare presto alla realtà. In quegli anni il divario sociale tra persone dalla pelle diversa è troppo grande.

Il cowboy riprenderà il suo cammino in solitaria, ma non senza prima rendere onore al suo grande amico Jack, morto per salvargli la vita.

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L’autore

Joe Richard Harold Lansdale è uno scrittore statunitense, la sua produzione comprende racconti, romanzi, fumetti, testi per la televisione e sceneggiature per il cinema. Nei suo racconti Soldierin, Hide and Horns e Black Hat Jack racconta in chiave romanzata la vita di Nat Love, cowboy di colore realmente esistito, le cui cronache sono riportate anche in alcuni racconti della fine dell’Ottocento. All’interno di una visione molto realistica di un segmento della storia americana, l’autore riesce a conciliare momenti carichi di tensione con le tematiche più profonde che hanno segnato il passato e continuano a permeare il presente degli Stati Uniti.

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L’opera pubblicata da Sergio Bonelli Editore

Deadwood Dick. Black Hat Jack è affidato alla coppia Boselli-Andreucci, che ha già lavorato insieme in diverse occasioni. Mauro Boselli è l’attuale curatore di Tex, nonché coautore di Dampyr, mentre Stefano Andreucci è uno dei migliori disegnatori del panorama italiano degli ultimi anni.

L’atmosfera è quella di una frontiera desolante, in cui la civiltà può essere definita tale soltanto guardandola dall’esterno. Il contesto ha una dimensione apocalittica ancora prima che scoppi la battaglia. Gli abitanti di Adobe Wells non sono altro che pionieri, cacciatori, tagliagole. È sorprendente immaginare che questi coloni siano sopravvissuti in un luogo in cui tutto è complicato, anche bere un whisky degno di questo nome. Un luogo dove accamparsi per poi ripartire per le proprie avventure.

Il linguaggio utilizzato è ruvido come l’ambiente in cui si muovono i personaggi, sempre consapevoli che la loro vita potrebbe finire da un momento all’altro. Contrariamente a quanto avviene in Tex, qui non ci sono eroi, ma soltanto gente che sopravvive alle avversità.

Se Deadwood Dick è consapevole della propria natura, che gli porterà sempre guai, Jack è più riflessivo. Dotato del dono dell’eloquenza, non perde occasione di dire la sua. Proprio a lui è affidato il messaggio di fondo dell’opera: la maggior parte dei coloni non ha niente contro gli indiani, ma in una situazione difficile come la vita di frontiera, è inevitabile arrivare a uno scontro.

Il fumetto è diviso nettamente in due parti. Quella dedicata all’assedio ha un forte ritmo, condito da personaggi che affrontano la morte in modo goliardico. La seconda parte è più distesa e riflessiva, una carrellata sulle atmosfere del west, che culmina con l’amara constatazione che in quel mondo non c’è posto per avventurieri come il nostro Dick.

Il finale è la naturale conclusione di una storia malinconica, che è diventata leggenda.

Scheda Tecnica

Soggetto: Joe R. Lansdale

Sceneggiatura: Mauro Boselli

Disegni: Stefano Andreucci

Copertina: Stefano Andreucci

Formato: 22 x 30 cm, b/n

Pagine: 200

Prezzo consigliato: 24,00 euro

In conclusione su

Deadwood Dick riesce a portare il lettore nelle praterie americane grazie a una narrazione brillante e a disegni graffianti. Un saluto a un improbabile eroe, che affronta con coraggio la vita nonostante le avversità.
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Deadwood Dick riesce a portare il lettore nelle praterie americane grazie a una narrazione brillante e a disegni graffianti. Un saluto a un improbabile eroe, che affronta con coraggio la vita nonostante le avversità.
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