Rebecca poteva non esistere in Cyberpunk: Edgerunners. Il retroscena è reale, ma la versione diventata virale negli anni è più semplice della storia vera: CD PROJEKT RED non era convinta di aggiungere un nuovo personaggio quando le sceneggiature erano già state impostate, mentre Studio TRIGGER spinse perché Rebecca entrasse nella crew. Il risultato fu uno dei personaggi più riconoscibili dell’anime.
Il dettaglio torna interessante oggi perché Cyberpunk: Edgerunners 2 arriverà su Netflix il 20 ottobre 2026 con una nuova storia e un nuovo cast. Prima di tornare a Night City, vale quindi la pena ricostruire come un personaggio nato fuori dal nucleo iniziale del progetto finì per diventare centrale nell’identità della prima serie.
Rebecca non faceva parte del progetto iniziale
Durante la produzione della prima serie, Studio TRIGGER propose Rebecca quando una parte del lavoro narrativo era già stata definita. Questo è il punto decisivo del retroscena: la resistenza iniziale di CD PROJEKT RED non riguardava semplicemente l’aspetto del personaggio, ma anche l’idea di inserire una nuova figura in sceneggiature già esistenti.
La vicenda esplose online nel 2022 dopo una diretta in cui una componente del team creativo di CD PROJEKT RED raccontò di aver votato inizialmente contro l’inclusione di Rebecca. Nella stessa ricostruzione veniva ricordato anche il contrasto sul suo design molto distante dall’estetica che il team polacco associava a Night City.

Il chiarimento di Rafal Jaki cambiò il senso della storia
Poco dopo, il produttore esecutivo Rafal Jaki precisò il contesto. CD PROJEKT RED era stata contraria soprattutto perché TRIGGER voleva aggiungere un personaggio nuovo a copioni già impostati. Quando il team vide il primo design di Rebecca, però, la posizione cambiò: Jaki la definì poi una parte molto importante della storia e uno dei suoi personaggi preferiti.
È quindi fuorviante ridurre tutto alla frase diventata meme secondo cui Rebecca sarebbe stata rifiutata soltanto perché troppo “anime” per Night City. Quella battuta fotografa il tono di una discussione creativa, ma il nodo produttivo era più concreto: TRIGGER stava chiedendo di cambiare una storia già in costruzione per fare spazio a un personaggio che non era previsto all’inizio.
Perché TRIGGER volle tenerla
Rebecca introduce una presenza che rompe l’equilibrio visivo e caratteriale della squadra di Maine. È piccola, aggressiva, imprevedibile e immediatamente leggibile in mezzo a personaggi più massicci e realistici. Proprio questo contrasto, che all’inizio poteva sembrare incompatibile con l’estetica del videogioco, finì per renderla memorabile.
La scelta di TRIGGER mostra anche quanto l’anime non sia stato una semplice estensione promozionale di Cyberpunk 2077. Lo studio giapponese portò nel progetto una grammatica propria, fatta di silhouette estreme, recitazione animata molto espressiva e personaggi capaci di staccarsi nettamente dallo sfondo. Rebecca è probabilmente il simbolo più evidente di quella libertà creativa.
Da personaggio discusso a volto del franchise
La conseguenza è quasi ironica. Il personaggio che rischiò di non essere inserito nel cast è diventato uno dei più riconoscibili della serie e ha ricevuto anche ulteriore spazio fuori dall’anime. Il manga prequel Cyberpunk: Edgerunners MADNESS racconta infatti il passato di Rebecca e di suo fratello Pilar prima dell’incontro con la crew di David.

Il successo di Rebecca rende il retroscena ancora più significativo: una modifica proposta durante la lavorazione non si limitò ad aggiungere un comprimario, ma contribuì a definire il tono stesso di Edgerunners. È anche una buona chiave per capire perché la collaborazione tra CD PROJEKT RED e TRIGGER abbia funzionato: non perché i due team avessero sempre la stessa idea, ma perché il progetto lasciò spazio al confronto.
Perché questa storia conta prima di Edgerunners 2
Il secondo anime sarà una storia autonoma con personaggi nuovi, come confermato dal sito ufficiale. Per chi aspetta il debutto del 20 ottobre, il caso Rebecca ricorda però una cosa importante: i personaggi più forti di questo universo possono nascere anche da decisioni prese in produzione e da attriti creativi risolti nel modo giusto.
Su iCrewPlay abbiamo già raccolto le informazioni su Cyberpunk: Edgerunners 2 e sul possibile legame con Lucy. La nuova serie riparte da zero, ma il precedente di Rebecca spiega bene perché conviene osservare non solo la trama, ma anche le scelte creative con cui TRIGGER continua a reinventare Night City.



Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.