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Black Screen

Black Screen – La recensione

Black Screen - Appuntamento col destino

Un mondo in rovina, in cui all’uomo è negata anche l’incertezza sulla propria fine.

Black Screen è disponibile in formato cartaceo e sullo shop digitale di Shockdom.

Black Screen

La trama di Black Screen

Siamo in un futuro prossimo, pericolosamente simile alla nostra attualità. La vita scorre come può, tra un disastro ambientale e una strage. Qualcosa di diverso dalla nostra realtà c’è. L’umanità ha scoperto una tecnologia in grado di predire il futuro. Come prevedibile chiunque sulla Terra ha voluto dotarsi dello Spoiler, un dispositivo che può anticipare alcuni elementi della propria vita. Tra cui la sua fine. Il tanto temuto Black Screen segnala la fine del proprio futuro, senza specificarne i dettagli.

Seguiamo uno spezzone di vita di quattro personaggi, le cue vite sono legate a doppio filo. Frank Rosenthal ha appena ricevuto un Black Screen, ma questo non gli impedisce di continuare con il suo insegnamento, sui temi della scelta e delle profezie che si autoavverano. Proprio a lezione, Frank incontrerà Garret O’Daniel, ideatore di un algoritmo alla base della tecnologia in grado di prevedere il futuro. Brian invece è riuscito a inserire una backdoor all’interno del sistema, e diventa così in grado di vedere il destino di tutti. Amanda è ossessionata dalla morte, dopo un incidente che l’ha privata di tutta la sua famiglia. I quattro lottano in modo diverso contro il proprio futuro, sospesi tra libero arbitrio e predeterminazione.

Ognuno di loro ha un problema da risolvere, ma non è detto che la soluzione che troveranno sarà la migliore possibile. Dopotutto sono solo esseri umani.

Black Screen

L’opera

Il tema portante di Black Screen è il dilemma della conoscenza. Non è detto che avere maggiori informazioni, in particolare riguardo alla propria vita, ne aumenti la qualità. Anzi, conoscere la propria fine genera un’infinita qualità di problemi. Lo sa molto bene Frank, che dopo aver passato la vita ad osservare come siano le stesse persone ad autocondizionarsi per rispettare le previsioni, si trova in una situazione senza via d’uscita. Per quanto possa provare a fuggire, la realtà non può fare altro che trovarlo.

Il volume scende in profondità su alcune tematiche sociali tipiche dei nostri tempi, come la spiritualità e la religione, in declino dopo che le scoperte scientifiche hanno iniziato a guardare il futuro con riscontri pratici e immediati.

Per affrontare questi temi al meglio, le tavole sono molto dense di dialoghi che, a parte una scelta rivedibile in fatto di leggibilità del carattere, ci portano al centro della scena, all’interno della sofferenza dei protagonisti.

Lo stile di Fubi è perfetto per rappresentare una contemporaneità decadente, in cui si respira un’aria densa di rassegnazione.

Un mondo in cui ogni azione porta allo stesso risultato. In cui sono le stesse persone a dare ragione a una macchina, a determinare con pigrizia il proprio destino.

Black Screen

Scheda Tecnica

Formato: 16×23, colori

Pagine: 112

Soggetto e sceneggiatura: Lucio Staiano, Giuseppe Andreozzi

Disegni: Giovanni Guida

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Pagine dense di significati, senza punti morti e perdite di tempo. Un’avventura all’interno dell’animo umano, alle prese con il suo destino

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