Retsu Kaioh è morto contro Miyamoto Musashi, ma la sua storia non è finita: il nuovo anime lo porta in un mondo di magia e mostri.
Baki Gaiden: Retsu Kaioh wa Isekai Tensei Shitemo Ikkou ni Kamawan diventerà un anime. Lo spin-off parte dopo la morte di Retsu Kaioh contro Miyamoto Musashi in Baki-Dou e lo trasporta in un mondo fantasy: per capire completamente perché si trovi lì è quindi utile conoscere almeno quella parte della saga di Baki, anche se la nuova serie avrà una storia autonoma.
L’annuncio è arrivato il 31 agosto 2026: l’anime di Baki Gaiden: Retsu Kaioh wa Isekai Tensei Shitemo Ikkou ni Kamawan è ufficialmente in produzione e sarà realizzato da TMS Entertainment, studio già legato agli adattamenti animati moderni del franchise.
La premessa è probabilmente una delle più insolite mai associate a Baki.
Retsu Kaioh non affronta più soltanto artisti marziali e combattenti fuori scala. Dopo essere morto nel mondo originale, si risveglia in un universo popolato da magia, mostri e creature mitologiche, deciso però a continuare la sua vecchia missione: dimostrare che le arti marziali cinesi possono essere superiori a qualunque avversario.
Per capire perché Retsu sia finito lì, bisogna però tornare a uno degli eventi più importanti di Baki-Dou.
Perché Retsu Kaioh finisce nell’isekai?

La risposta contiene inevitabilmente uno spoiler importante sulla saga principale di Baki.
Retsu Kaioh muore durante il combattimento contro Miyamoto Musashi in Baki-Dou.
Musashi non è semplicemente un avversario molto forte. Nella quarta grande serie manga del franchise viene riportato nel presente e mantiene una concezione dello scontro molto diversa rispetto a quella dei combattenti moderni.
Per Musashi una battaglia può concludersi con la morte.
Retsu decide comunque di affrontarlo.
Lo scontro porta il maestro di kung fu cinese a subire una ferita fatale. Ed è proprio dopo questa morte che nasce la premessa di Baki Gaiden.
Nel manga spin-off Retsu si ritrova nuovamente con il proprio corpo integro, ma non nel mondo dal quale proviene. È stato trasportato in un altro universo, secondo il classico meccanismo narrativo dell’isekai.
La differenza è che Retsu non diventa improvvisamente un mago o un eroe dotato di un potere speciale.
Rimane Retsu Kaioh.
E considera il nuovo mondo semplicemente un’altra occasione per verificare fino a dove possano arrivare 4.000 anni di arti marziali cinesi.
La pagina ufficiale di Akita Shoten dedicata al manga mostra bene quanto questa idea venga portata avanti: Retsu affronta nemici dotati di forza sovrumana, corpi praticamente immortali e perfino magia, continuando però a combattere secondo la propria disciplina.
Bisogna vedere Baki prima di Baki Gaiden?

Non sembra necessario conoscere ogni serie di Baki per seguire la trama dell’isekai, ma conoscere Retsu Kaioh e la sua morte rende molto più comprensibile il punto di partenza dello spin-off.
Chi non ha mai visto Baki potrà probabilmente comprendere la situazione fondamentale in pochi minuti: Retsu era un combattente eccezionale, è morto e si è risvegliato in un altro mondo.
Chi conosce la saga, però, capirà molto meglio il personaggio.
Retsu non è stato creato appositamente per questo spin-off. È uno dei combattenti più riconoscibili del franchise e compare molto prima degli eventi che portano alla sua morte.
Il minimo consigliabile, quindi, è conoscere almeno:
- chi è Retsu Kaioh;
- il suo rapporto con Baki e gli altri combattenti;
- la sua filosofia sulle arti marziali cinesi;
- l’arrivo di Miyamoto Musashi;
- lo scontro tra Musashi e Retsu in Baki-Dou.
Sul sito abbiamo già ricostruito l’evoluzione del franchise nel nostro approfondimento dedicato ai 30 anni di Baki e alle diverse serie anime e manga.
Dove si colloca Baki Gaiden nella storia di Baki?
Lo spin-off nasce direttamente da Baki-Dou, la serie manga pubblicata tra il 2014 e il 2018.
È importante non confonderla con il successivo Bakidou, dedicato invece alla storia di Nomi no Sukune.
La sequenza fondamentale per comprendere Retsu è:
- Grappler Baki;
- Baki;
- Hanma Baki;
- Baki-Dou, con Miyamoto Musashi;
- Baki Gaiden: Retsu Kaioh wa Isekai Tensei Shitemo Ikkou ni Kamawan come diramazione dedicata a Retsu.
Questo non significa che lo spin-off sostituisca il seguito della saga principale.
Si tratta di una linea narrativa separata che prende la morte di Retsu come punto di partenza e immagina cosa gli accada successivamente.
Nel frattempo il manga principale di Baki prosegue attraverso altre serie.
Chi è Retsu Kaioh?

Retsu Kaioh è uno dei più grandi specialisti di arti marziali cinesi presenti nell’universo di Baki.
La sua identità narrativa ruota attorno alla convinzione che millenni di sviluppo delle arti marziali cinesi abbiano prodotto tecniche capaci di affrontare praticamente qualsiasi forma di combattimento.
Non è però soltanto una gag sulla presunta superiorità del kung fu.
Nel corso della saga Retsu dimostra di essere estremamente adattabile. Studia gli avversari, modifica il proprio approccio e arriva perfino a confrontarsi con discipline molto lontane dalla sua formazione originale.
Questa caratteristica spiega perché sia un protagonista particolarmente adatto a un isekai.
Mettere un combattente come Retsu davanti a orchi, magia, divinità e creature impossibili permette al manga di estremizzare una domanda che Baki ha sempre posto: cosa succede quando una tecnica costruita per il corpo umano viene utilizzata contro qualcosa che umano non è?
Che tipo di isekai è Baki Gaiden?
Non aspettarti il classico protagonista reincarnato con statistiche, livelli e abilità concesse da una divinità.
Il concetto di Baki Gaiden è molto più vicino a un gigantesco esperimento.
Retsu arriva in un mondo dove esistono fenomeni che nel suo universo sarebbero impossibili, ma continua a interpretarli attraverso ciò che conosce.
Un mostro è un avversario.
Una creatura dotata di una forza superiore a quella umana è un nuovo limite da superare.
La magia diventa semplicemente un’altra tecnica contro la quale trovare una risposta.
È questo contrasto a rendere lo spin-off immediatamente riconoscibile: le assurdità tipiche di Baki vengono inserite dentro le assurdità tipiche dell’isekai.
E invece di neutralizzarsi, diventano ancora più estreme.
Il manga di Baki Gaiden è ancora in corso?

Sì.
Il manga ha iniziato la serializzazione nel 2020 su Monthly Shonen Champion di Akita Shoten ed è ancora in corso.
L’opera è basata sull’universo creato da Keisuke Itagaki, con Sai Ihara alla storia e Eiji Murai ai disegni.
Al marzo 2026 la serie aveva raggiunto 16 volumi, confermati dal catalogo ufficiale di Akita Shoten.
Questo significa che TMS Entertainment dispone già di parecchio materiale da adattare.
Non sappiamo però ancora quanti volumi verranno coperti dalla prima stagione dell’anime.
Quando esce l’anime di Baki Gaiden?
Al 31 agosto 2026 non è stata ancora comunicata una data di uscita ufficiale.
L’annuncio conferma l’adattamento e la produzione affidata a TMS Entertainment, ma non indica ancora:
- periodo di trasmissione;
- numero degli episodi;
- cast principale;
- regista;
- piattaforma streaming internazionale;
- disponibilità in Italia;
- eventuale doppiaggio italiano.
È quindi troppo presto anche per dare per scontata una distribuzione su Netflix.
Il collegamento sarebbe comprensibile: le più recenti serie animate del franchise sono arrivate proprio sulla piattaforma. Sul sito avevamo seguito anche l’arrivo della seconda stagione di Baki su Netflix.
Ma per Baki Gaiden Netflix non è stata annunciata ufficialmente al momento della presentazione.
Baki Gaiden può essere visto anche da chi non conosce Baki?
Probabilmente sì, ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del progetto.
Il presupposto dello spin-off è molto semplice e può essere spiegato rapidamente anche a un nuovo spettatore.
Ma conoscere ciò che è successo prima cambia completamente il peso della storia.
Per chi ha seguito Baki, Retsu non è semplicemente “un guerriero reincarnato in un fantasy”. È un personaggio morto nella continuity principale che riceve una seconda possibilità in un mondo nel quale può continuare a fare esattamente ciò che ha sempre voluto fare: combattere e dimostrare la forza delle proprie arti marziali.
Ed è probabilmente questa la ragione per cui un’idea apparentemente assurda come “Baki incontra l’isekai” funziona sorprendentemente bene.