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Another – la recensione

Uno in più...ma dovrai trovarlo tu.

Nato come light novel e poi adattato come manga, Another è un vero successo horror. La serie televisiva anime di 12 episodi è arrivata nel 2012 grazie a P.A. Works. Come prequel  è stato sviluppato anche un OAV l’anno seguente l’uscita della serie.

L’adattamento del lavoro di Yukito Ayatsuji è un lento crescere di suspence e tensione. Fra teorie e dubbi sull’identità e la natura dei personaggi, non manca nulla. Tiene incollati sulla sedia.

Another, trova il morto

Il trasferimento del giovane Kouichi Sakakibara nella cittadina di Yomiyama inizia male. Invece di iniziare la scuola si ritrova in ospedale con un polmone collassato. Il ragazzino è stato mandato a stare con i nonni e la zia Reiko, insegnante nella nuova scuola. Il padre sempre in viaggio fa fatica a stargli vicino.

In ospedale vengono presto a trovarlo i nuovi compagni di classe. La cosa curiosa è che lo scrutano come se cercassero di capire chi sia. Lui sostiene di non venire lì da tempo, in quanto non ricorda molto della città.

In classe Kouichi si avvicina presto a una ragazza che tutti ignorano: Mei Misaki. Lei sostiene di non esistere, come tutti sembrano ribadire. Ma Mei è reale, semplicemente per una maledizione ogni anno un ragazzo viene isolato.

La maledizione prevede che ogni anno la classe 3-C subisca morti violente per un fenomeno raccapricciante. Uno studente in più, morto anni prima, compare a scuola. Nessuno ricorda quale sia il cadavere, ma standogli vicino si muore entro breve.

Fingere che la persona in più (Another) sia una di quelle vive sembra aiutare. Ma ormai Mei e il suo nuovo amico hanno infranto le regole. E presto cominciano gli incidenti…

Personaggi principali

Kouichi Sakakibara: studente di terza media, ha perso la madre da piccolo. Si è trasferito da Tokyo a Yomiyama per stare con la sua famiglia materna.  Sviluppa presto simpatia per Mei, che incrocia per caso in ospedale. Sa essere coraggioso e fin troppo curioso a volte.

Mei Misaki: ragazzina riservata e molto brava in arte. Porta una benda sull’occhio poiché ne ha uno finto. La madre la trascura, preferendo alla sua la compagnia delle bambole che vende. Nell’anno 1998 viene scelta per essere lo studente in più. Quando inizia la maledizione però la classe la reinclude.

Reiko Mikami: zia di Sakakibara, insegna nella sua scuola. Come si scoprirà alla fine, è lei in realtà la persona morta in più. Nessuno lo aveva capito poiché il posto in più era in sala professori. Era morta un anno e mezzo prima annegata nel fiume.

Izumi Akazawa: responsabile delle contromisure, è il punto di riferimento della classe. Lei dispone che Mei venga ignorata e presto diventa paranoica. Tanto da credere fino alla fine che la ragazza sia la morta vera.

Naoya Teshigawara: allegro e spensierato, lega subito con il nuovo arrivato. Ama lo sport ed è un ragazzino sensibile. Non appena si decide di non ignorare più Mei e Kouichi è il primo a correre da loro.

Nessuno è al sicuro

In Another dal primo all’ultimo episodio aleggia il dubbio, il sospetto. Prima sembra che Mei sia davvero un fantasma, o un fantoccio animato. Ma anche se ignorarla è solo un accordo della classe, il sollievo dura poco.

Le morti inaspettate, la paura che si fa strada fra i compagni. Da uniti si dividono, tutti contro tutti. Nell’ultimo episodio alla fine sembra di entrare in Battle Royale .Ognuno pensa solo a restare vivo ed è pronto ad uccidere gli altri. Senza capire che il vero bersaglio è l’unico insospettabile.

Più si è vicini al morto, più il pericolo cresce. E a pochi metri da lui (o lei), ogni cosa può risultare fatale.

 

 

Un anime che si sviluppa in un climax molto ben gestito. Da un leggero senso di allarme all’inizio si discende nella paranoia più totale. Da guardare tutto d’un fiato.

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