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- La recensione

Cosa c'è di più natalizio di una serie dedicata a Babbo Natale?

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Christmas is coming!

La sentite l’aria fredda sul viso? Vedete le lucine colorate che decorano le strade della città?

Dicembre è forse il mese più bello dell’anno grazie alle festività natalizie e la carrellata di leccornie da gustare. Certo, non dobbiamo prendere in considerazione lo stress da regali, cene da organizzare e le spese da affrontare soprattutto se la tredicesima appare e svanisce come una stella cadente, ma qual è il momento più bello del periodo natalizio?
Il divano, un plaid e la televisione.

Oggi grazie allo streaming e ai vari servizi payTV abbiamo una grandissima varietà di titoli, anche se irrimediabilmente cadiamo sui classici Una poltrona per due, Miracolo della 34esima strada e Mamma ho perso l’aereo, ma per chi come me è nato agli inizi degli anni Ottanta aspettava con trepidazione un particolare cartone animato giapponese: alla scoperta di Babbo Natale.

Io lo so che tu arriverai, e con te i doni porterai. Così Natale più bello sarà se starai accanto a me.

La indelebile prima strofa della sigla italiana dell’anime. Trasmesso per la prima volta in Italia nel dicembre 1986, l’anime è un anime composto da 23 episodi e la scelta del numero non è puramente casuale.

Ogni anno, a partire dal primo giorno del mese, i bambini attendevano Bim Bum Bam con trepidazione pronti per visionare le avventure di Babbo Natale fino al fatidico 24 dicembre.

Di cosa tratta l’anime?

Semplicemente il Natale! La storia è ambientata in un remoto villaggio in Lapponia, nella fredda Findandia anche se non è mai stato confermato se il paese era o meno identificato nella reale Rovaniemi.

Le vicende ruotano sulla vita degli elfi chiamati “Tonto” e sulle loro famiglie intenti nella realizzazione di giocattoli pronti per essere distribuiti nel mondo.

Le avventure però vengono viste dagli occhi di Elisa, la nipote del maggiordomo di Babbo Natale, che si diverte ad aiutare i piccoli elfi.

Considerazioni personali sulla serie

Semplicemente un tuffo nella mia infanzia. Serie come le avventure di Babbo Natale riscuotevano un enorme successo tra noi piccini.

Episodi brevi, molto colorati e trame dolci e semplici. Sicuramente le generazioni più giovani conosceranno i Puffi, i famosi nanerottoli blu che vivono nella foresta.

Negli anni Ottanta non c’erano solo i Puffi, ma altri cartoni animati non nipponici.

Chi di voi conosce David Gnomo, il dolce vecchietto dalla casacca blu e il cappello rosso a punta? La serie televisiva spagnola ispirata all’opera dell’olandese Rien Poortvliet, un capolavoro tutto europeo.

Il piccolo omino che viveva in una casa sotterranea ai piedi di un albero spiegava a noi piccini le meraviglie della natura.

Alla scoperta di Babbo Natale ricorda David Gnomo sia per la sceneggiatura degli episodi (semplici, brevi e di impatto) sia graficamente.

David Gnomo

Non mi vergogno nell’ammettere di aver scoperto sono quest’anno che si trattava di animazione giapponese e non olandese dato che il character design è pressoché uguale.

Guance piene e rosse, occhi piccoli e tondi, elfi vestiti come gli gnomi, un design completamente diverso dagli standard nipponici anche se uno sguardo più che attento poteva riconoscere nei personaggi la mano di Susumu Shiraume, il design di Bentornato Topo Gigio.

Gli elfi di Babbo Natale

In conclusione

Se volete trascorrere un pomeriggio dolce, un po’ nostalgico e natalizio, guardate la serie animata. Preparate il vostro plaid, una cioccolata calda e prendete il telecomando: l’atmosfera natalizia è assicurata con una programmazione TV di tutto rispetto, dai classici Disney fino a questo anime che purtroppo è stato dimenticato dalle nuove generazioni.

In conclusione su

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