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Magilumiere: chi era Alice Shigemoto e perché il Sistema Alice porta il suo nome

Il Sistema Alice non prende il nome da un software: dietro la tecnologia di Magilumiere c’è la morte della sorella di Shigemoto e la ragione per cui Kouji vuole cambiare il lavoro delle magical girl.

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Alice Shigemoto non è un’intelligenza artificiale né il nome scelto casualmente per il software di Magilumiere. Era la sorella minore di Kouji Shigemoto e una magical girl, morta durante il grande incidente con un Kaii avvenuto anni prima della storia principale. Il Sistema Alice porta il suo nome proprio perché nasce dalla tragedia che ha segnato Shigemoto e dalla sua volontà di impedire che altre magical girl debbano affrontare lo stesso destino.

Contenuti
Chi era Alice Shigemoto in Magilumiere?Alice Shigemoto è morta?Perché il Sistema Alice si chiama così?Come funziona il Sistema Alice?Perché Shigemoto non vuole semplicemente usare magie più potenti?Alice e Shigemoto volevano cambiare il lavoro delle magical girlPerché Shigemoto si veste da magical girl?Shigemoto e Koga vogliono la stessa cosa?Perché il Sistema Alice è così importante nella seconda stagione?Alice Shigemoto, Sistema Alice e filosofia di KoujiIl Sistema Alice può evitare un’altra tragedia come quella di Alice?

La seconda stagione di Magilumiere Magical Girls Inc. rende questo collegamento ancora più importante: dietro quello che inizialmente sembra un sistema tecnico si nasconde infatti la ragione per cui Shigemoto ha costruito Magilumiere e sviluppato una filosofia completamente diversa da quella di buona parte dell’industria magica.

Attenzione: da questo punto sono presenti spoiler sulla storia di Alice Shigemoto e sul passato di Kouji che vanno oltre alcune rivelazioni dell’anime.

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Chi era Alice Shigemoto in Magilumiere?

Magilumiere

Alice Shigemoto era la sorella minore di Kouji Shigemoto ed era una magical girl.

Prima della nascita della Magilumiere che conosciamo, Alice lavorava insieme a personaggi destinati a diventare centrali nella storia, tra cui Kouji Shigemoto e Kei Koga.

Non era quindi soltanto una persona importante nella vita privata del futuro presidente di Magilumiere. Alice faceva parte dello stesso mondo professionale che avrebbe successivamente diviso Shigemoto e Koga sulle modalità con cui utilizzare la magia e proteggere le magical girl.

Questo è fondamentale per capire il personaggio di Kouji.

Il presidente che vediamo in Magilumiere Co. Ltd. e nel suo primo annuncio anime può apparire inizialmente come un uomo eccentrico, soprattutto per il suo abbigliamento da magical girl. Dietro quell’immagine, però, esiste un passato molto più doloroso.

Alice ne è il centro.

Alice Shigemoto è morta?

Sì. Alice è morta durante un incidente provocato da un Kaii estremamente pericoloso, circa quindici anni prima degli eventi principali.

Si tratta di uno degli avvenimenti che cambiano radicalmente il futuro dell’intero settore delle magical girl.

Alice si trova coinvolta nello scontro contro quello che viene ricordato come un Kaii di livello catastrofico. Il problema non è semplicemente che il nemico sia molto potente: per affrontarlo diventa necessario utilizzare quantità enormi di magia.

Alice perde la vita durante quella crisi.

La sua morte produce conseguenze che continuano a essere avvertite molti anni dopo.

Per Shigemoto significa perdere sua sorella.

Per Koga rappresenta un trauma destinato a influenzare la sua visione dell’industria.

Per il settore delle magical girl diventa invece uno dei casi che alimentano il dibattito su quanta magia sia lecito utilizzare e su come debbano essere affrontati Kaii sempre più pericolosi.

È da questo punto che le filosofie dei personaggi iniziano progressivamente a separarsi.

Perché il Sistema Alice si chiama così?

Magilumiere

Shigemoto chiama il sistema “Alice” in memoria di sua sorella.

Il nome ha quindi un significato molto più profondo di quanto sembri quando viene introdotto nell’anime.

Il Sistema Alice rappresenta, in un certo senso, la risposta di Kouji alla domanda che lo tormenta dalla morte della sorella:

come si può evitare che un’altra magical girl muoia perché costretta ad affrontare un pericolo utilizzando la magia nel modo meno efficiente possibile?

Non basta aumentare continuamente la potenza.

Shigemoto vuole cambiare il metodo.

Il sistema viene costruito intorno all’idea che una magical girl non debba necessariamente arrivare sul campo con un arsenale predefinito di magie e sperare che una di esse sia adeguata alla situazione.

Serve invece poter creare la magia necessaria per quello specifico problema, nel momento in cui serve.

È questa l’idea che nella seconda stagione diventa una battaglia non soltanto tecnica, ma industriale.

La descrizione ufficiale della serie su Prime Video presenta infatti Magilumiere impegnata proprio nel tentativo di diffondere l’Alice System nell’intero settore, mentre altre forze spingono verso una deregolamentazione della magia.

Come funziona il Sistema Alice?

Il principio fondamentale è la collaborazione continua tra magical girl e operatore.

Quando una magical girl affronta un Kaii, comunica ciò che sta osservando sul campo. L’operatore analizza la situazione e può elaborare la magia più adatta a quella specifica minaccia.

In forma semplificata:

FaseCosa accade
IndividuazioneLa magical girl osserva il Kaii e la situazione
AnalisiLe informazioni vengono condivise con l’operatore
ProgettazioneViene determinato quale tipo di magia serve
CreazioneL’operatore prepara una soluzione specifica
UtilizzoLa magical girl usa la magia necessaria sul campo
OttimizzazioneSi cerca di ottenere il risultato usando soltanto l’energia necessaria

Il vantaggio non consiste quindi semplicemente nell’avere magie “più forti”.

Consiste nell’avere magie più precise.

Shueisha aveva già posto questo sistema al centro della storia nel volume 5 del manga, dove la Magilumiere deve dimostrare concretamente l’utilità dell’Alice System per ottenerne l’adozione da parte del settore.

Ed è esattamente il conflitto che la seconda stagione sta portando in primo piano.

Perché Shigemoto non vuole semplicemente usare magie più potenti?

Magilumiere

Perché in Magilumiere utilizzare più energia magica del necessario può contribuire a rendere il problema successivo ancora peggiore.

Questo è uno degli aspetti più interessanti del sistema di poteri della serie.

La magia impiegata durante gli interventi non scompare sempre completamente. Può lasciare residui nell’ambiente.

I Kaii possono interagire con questa energia residua e, nel tempo, diventare più difficili da affrontare.

Si crea così un circolo vizioso:

più magia utilizzata → più residuo magico → Kaii che assorbono energia → Kaii più evoluti → necessità di magie ancora più potenti

La filosofia di Shigemoto cerca di interrompere questa escalation.

Il suo obiettivo non è ottenere l’attacco più spettacolare possibile, ma eliminare il Kaii utilizzando la quantità e il tipo di magia realmente necessari.

È qui che il Sistema Alice smette di essere soltanto una tecnologia.

Diventa una filosofia.

Alice e Shigemoto volevano cambiare il lavoro delle magical girl

Prima della tragedia, Alice e le persone che lavoravano insieme a lei avevano già iniziato a ragionare su un modo differente di concepire la magia.

L’idea alla base del futuro Project Magilumiere era creare qualcosa che potesse aiutare le magical girl sul campo, invece di limitarsi a produrre magie sempre più distruttive.

La morte di Alice trasforma quel principio in una missione personale per Kouji.

Da quel momento la sicurezza delle magical girl non è più per lui soltanto un obiettivo aziendale.

È il motivo stesso per cui costruisce Magilumiere.

Questa chiave permette anche di rileggere molte delle sue decisioni nella prima stagione e gli atteggiamenti che possono sembrare eccentrici quando il personaggio viene introdotto.

Se vuoi ripercorrere l’arrivo dell’adattamento animato, nel nostro precedente approfondimento su Magilumiere e il primo video completo dell’anime trovi anche il cast originale, compreso Rikiya Koyama nel ruolo di Kouji Shigemoto.

Perché Shigemoto si veste da magical girl?

All’inizio sembra soprattutto una gag.

Il presidente di un’azienda specializzata in magical girl si presenta vestito come una di loro, con un’estetica completamente diversa da quella che ci si aspetterebbe da un dirigente.

Il passato del personaggio cambia però il significato di quella scelta.

L’abbigliamento di Shigemoto è legato anche al ricordo di Alice.

Dopo la morte della sorella, Kouji conserva un rapporto fortissimo con ciò che lei rappresentava e con il mondo delle magical girl di cui faceva parte.

Per questo ridurre il suo modo di vestire alla semplice eccentricità significa perdere un pezzo importante del personaggio.

La serie usa inizialmente l’immagine per far sorridere, ma successivamente la collega a un uomo che ha costruito buona parte della propria vita professionale intorno a una perdita mai realmente dimenticata.

Shigemoto e Koga vogliono la stessa cosa?

Non esattamente.

Kouji Shigemoto e Kei Koga condividono parte dello stesso passato, compreso il trauma legato ad Alice, ma arrivano a concepire strategie differenti per il futuro dell’industria.

È uno dei conflitti più interessanti di Magilumiere perché non contrappone semplicemente un personaggio “buono” a uno “cattivo”.

Entrambi conoscono i rischi del mestiere.

Entrambi hanno visto cosa può accadere quando una magical girl affronta una situazione fuori controllo.

Ed entrambi vogliono costruire un sistema capace di affrontare Kaii sempre più pericolosi.

La divergenza riguarda soprattutto come arrivarci.

Shigemoto punta su efficienza, adattamento della magia alla situazione e riduzione degli sprechi.

Altre fazioni del settore vedono invece nella possibilità di utilizzare maggiore potenza magica una risposta indispensabile all’evoluzione delle minacce.

La seconda stagione porta questo contrasto dal livello personale a quello politico e industriale.

Perché il Sistema Alice è così importante nella seconda stagione?

Magilumiere

Perché la questione non è più se il Sistema Alice funzioni dentro Magilumiere, ma se debba diventare uno standard dell’intera industria.

È un cambiamento enorme.

Kana è entrata in azienda quando Magilumiere era ancora una piccola realtà con metodi considerati poco convenzionali.

Nella seconda stagione, invece, l’azienda tenta di dimostrare che quel metodo può essere applicato su scala molto più grande.

La sinossi ufficiale della seconda stagione descrive proprio Magilumiere impegnata a diffondere l’Alice System nel settore attraverso nuovi interventi contro i Kaii.

A opporsi non ci sono soltanto problemi tecnici.

Entrano in gioco:

  • aziende con interessi economici differenti;
  • sostenitori della deregolamentazione della magia;
  • differenti concezioni della sicurezza;
  • interessi legati al business delle magical girl;
  • il problema dei Kaii che continuano a evolversi.

Il Sistema Alice diventa quindi il centro di una domanda molto più grande:

il futuro delle magical girl deve basarsi su maggiore potenza oppure su un utilizzo più intelligente della magia?

Alice Shigemoto, Sistema Alice e filosofia di Kouji

Il rapporto tra i tre elementi può essere sintetizzato così:

Alice ShigemotoKouji ShigemotoSistema Alice
Magical girlFratello maggiore e ingegnereSistema sviluppato da Magilumiere
Muore durante un grave incidente con un KaiiRimane segnato dalla sua mortePorta il nome di Alice
Rappresenta il costo umano del vecchio sistemaVuole proteggere le magical girlCerca di ottimizzare la magia utilizzata
È parte del passato comune con KogaFonda MagilumiereCollega magical girl e operatori
La sua morte cambia KoujiRifiuta la logica della sola potenzaPunta sulla magia specifica per ogni situazione

Il dettaglio decisivo è proprio questo: Alice non è un’aggiunta successiva escogitata per spiegare il nome di una tecnologia.

La sua storia è legata alle fondamenta ideologiche di Magilumiere.

Il Sistema Alice può evitare un’altra tragedia come quella di Alice?

È questo, in sostanza, ciò che Shigemoto sta cercando di dimostrare.

Il Sistema Alice non rende una magical girl invulnerabile e non elimina il rischio del mestiere.

Cambia però il modo in cui una crisi viene affrontata.

Invece di partire dall’idea che un Kaii più forte richieda automaticamente un’enorme quantità di magia, il metodo di Magilumiere cerca prima di capire quale magia serva esattamente.

È una distinzione apparentemente tecnica che contiene tutto il messaggio di Shigemoto.

Alice è morta in un mondo in cui il sistema non è riuscito a proteggerla.

Magilumiere nasce dal tentativo di costruirne uno migliore.

Ecco perché, quando nella seconda stagione sentiamo parlare continuamente di “Alice System”, non stiamo semplicemente ascoltando il nome di una nuova tecnologia dell’azienda.

Stiamo ascoltando il nome della persona per cui Shigemoto ha deciso che il lavoro delle magical girl doveva cambiare.

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