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Akudama Drive

Akudama Drive: la recensione dell’anime

I criminali più pericolosi del Kansai si uniscono per un lavoro misterioso

Akudama Drive è una serie animata cyberpunk giapponese prodotta nel 2020 da Pierrot e Too Kyo Games e disponibile doppiata in italiano anche nella piattaforma streaming di Netflix. Ispirato a Le Iene, film di Quentin Tarantino del 1992, la serie racconta le vicende di una normalissima ragazza che vede cambiare la propria vita dopo essersi ritrovata complice di un operazione congiunta di diversi criminali, in un Kansai distopico e molto futuristico.

Diretta da Tomohisa Taguchi e scritta da Norimitsu Kaiho, Akudama Drive racconta di un Giappone pesantemente modificato e stravolto dalle guerre del passato e trasformatosi di fatto in una società controllata e monitorata, dove i criminali vengono ricercati ed eliminati da una task force militarizzata, con l’obiettivo di garantire la normale tranquillità dei cittadini.

Prima di addentrarci per scoprire l’universo di questo nuova anime, consiglio la lettura delle nostre ultime recensioni a tema anime:

Akudama Drive

La trama di Akudama Drive

Akudama Drive accompagna lo spettatore in un futuro distopico dove la regione del Kansai è stata trasformata in uno stato alle dipendenze del Kanto, e dove quest’ultimo viene preso come modello di massima aspirazione di vita, tanto da aver creato un culto che venera lo Shinkansen, il famoso treno ultraveloce giapponese, ora rimasto unico tramite tra i due paesi.

Una visione distorta del Giappone, dove ogni cosa viene controllata e chi non rispetta le regole finisce per diventare un criminale, ovvero un Akudama, con un grado di riconoscimento ed una pena che si differenziano a seconda del crimine commesso. Esistono quindi Akudama di basso livello e condannati ad una pena lieve, e super ricercati dal grado molto elevato. Per far fronte alla minaccia degli Akudama e mantenere l’ordine pubblico esiste una forza armata speciale, denominata Unità Esecuzioni, che ha il compito di individuare ed eliminare a vista i criminali.

In questa ambientazione un cliente anonimo, sotto forma di gatto nero, invia un messaggio agli Akudama di grado più elevato promettendo loro un miliardo di Yen per liberare l’Omicida, uno dei criminali più pericolosi e sanguinari, durante la sua pubblica esecuzione. Dopo diversi combattimenti e difficoltà, un gruppo si super criminali riesce a portare a termine il compito, senza accorgersi di aver coinvolto anche un ignara ragazza ed un Akudama di basso livello, ma quando i conti dei criminali vengono riempiti di denaro, uno strano collare viene messo loro al collo, costringendoli a collaborare ancora con il gatto nero per infiltrarsi nel sacro Shinkansen per rubarne il prezioso carico.

Akudama Drive

Struttura dell’opera

Akudama Drive racconta la storia di questa folle operazione criminale vista dagli occhi della ragazza rimasta coinvolta contro la sua volontà perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Da un momento all’altro la giovane ragazza si vede negare ogni contatto con il suo passato, in quanto per la grande macchina burocratica che gestisce tutto, lei ora è La Truffatrice, un Akudama di classe Super S, tra i più ricercati del Kansai.

I personaggi che si incontreranno durante i dodici episodi della prima stagione, (che si possono guardare comodamente su Netflix) saranno tutte persone che avranno perso ogni cosa per via di scelte sbagliate fatte in passato, e che sono conosciuti solo per demeriti o per via di qualche loro capacità. Avremo infatti a che fare con Corriere, Picchiatore, Teppista, la Dottoressa, figure all’apparenza senza passato che hanno accettato di vivere l’unica vita fuori legge che gli è concessa.

Ogni episodio si focalizza su un piccolo dettaglio che racconta il passato del Giappone, o che spiega il particolare ed intricato background del Kansai e del Kanto attraverso siparietti inseriti come una pubblicità all’interno delle scene. Da una parte il Kanto, venerato ma mai visto da nessuno in quanto chi è partito con quel treno non è mai tornato, dall’altra il Kansai, uno stato ghettizzato dove ogni cosa viene registrata ed ogni mossa viene controllata per un ordine superiore, con la speranza di riuscire, un giorno, a trasferirsi con quel treno tanto osannato.

Più ci si avvicina al finale della stagione e più questa sembra aggiungere ulteriori dubbi allo spettatore, cercando allo stesso tempo di chiarire quelli delle puntate precedenti ed umanizzano maggiormente la figura di ogni personaggio presente, rendendolo via via più umano e meno criminale.
Un finale che, in ogni modo, lascia troppe porte aperte e troppi dubbi in sospeso, facendo crescere la voglia dello spettatore di continuare a vedere le avventure di questi super criminali e la spettacolarità delle animazioni che accompagnano i dodici episodi della serie.

Akudama Drive è un opera che immerge lo spettatore in un Giappone distopico, precisamente in un Kansai dove ogni cosa è controllata e monitorata nella speranza, un giorno, di essere degni di poter vivere nel vicino Kanto. La prima stagione, composta da dodici episodi, è ricca di azione e presenta delle animazioni ben curate e molto godibili, che allieteranno la visione dell’anime ed accompagneranno il background complicato e molto distorto della società e della vita all’interno di essa.

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