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Akane-banashi: perché Shinta è stato espulso? La vera ragione di Issho

Akane ottiene finalmente la risposta che cerca da sei anni: il pubblico aveva sostenuto Shinta, ma per Issho proprio questo dimostrava che non era ancora pronto per diventare shin’uchi.

Massimo 21 secondi fa Commenta! 15
 
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Shinta viene espulso perché Issho non considera la sua esibizione all’altezza di uno shin’uchi: nonostante riesca a conquistare il pubblico, secondo il maestro è proprio il sostegno degli spettatori ad avergli permesso di superare le difficoltà della performance. Per Issho dovrebbe accadere il contrario: è l’arte del rakugoka a dover generare il sostegno del pubblico. È questa la risposta che Akane ottiene nell’episodio 11, dopo sei anni passati a chiedersi perché suo padre sia stato cacciato dalla scuola Arakawa.

Contenuti
Perché Issho ha espulso Shinta dalla scuola Arakawa?Shinta aveva fatto una brutta esibizione?Cosa significa la frase di Issho sul sostegno del pubblico?Perché Issho ha espulso tutti invece di limitarsi a bocciarli?Issho odiava Shinta?Perché Shinta ha lasciato completamente il rakugo?Shibahama è il motivo per cui Shinta è stato espulso?Issho aveva ragione a espellere Shinta?Akane vuole vendicare suo padre o dimostrare che Issho sbaglia?Cosa aggiunge il manga alla spiegazione dell’anime?Issho è davvero il cattivo di Akane-banashi?Perché l’espulsione di Shinta è così importante per tutta la storia?

Attenzione: da questo punto sono presenti spoiler sulla prima stagione di Akane-banashi e alcuni riferimenti, chiaramente separati, agli sviluppi successivi del manga.

Perché Issho ha espulso Shinta dalla scuola Arakawa?

Akane

Il motivo viene finalmente spiegato nell’episodio 11 di Akane-banashi, The Answer.

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Akane si trova faccia a faccia con Issho Arakawa e gli pone direttamente la domanda che sta alla base di tutta la sua carriera nel rakugo: perché Shinta, suo padre, venne espulso durante l’esame per diventare shin’uchi?

Issho le risponde partendo proprio da ciò che Akane ricorda di quella giornata.

Da bambina aveva assistito all’esibizione del padre e aveva visto il pubblico sostenerlo. Per lei quella reazione rappresentava la prova che Shinta possedeva già l’arte necessaria per diventare shin’uchi.

Issho interpreta la stessa scena in maniera completamente diversa.

Shinta era nervoso, inizialmente non riusciva a esprimersi al proprio livello e ha trovato la forza di reagire grazie al pubblico, compresa la presenza della figlia.

È qui che entra in gioco il criterio di Issho.

Per lui, se è il pubblico a dover sostenere l’artista perché riesca a esprimere pienamente il proprio rakugo, quell’artista non è ancora sufficientemente maturo per diventare shin’uchi.

La spiegazione viene riportata anche da AnimeFreaks di ABEMA nella ricostruzione dell’episodio 11: secondo Issho, il sostegno deve essere una conseguenza dell’arte e non ciò che permette all’arte di funzionare.

Shinta aveva fatto una brutta esibizione?

Akane

No, e proprio per questo la decisione di Issho è interessante.

Shinta non viene presentato come un rakugoka incapace.

Al contrario, riesce a reagire alla tensione e a portare il pubblico dalla propria parte. Akane ricorda perfettamente il coinvolgimento degli spettatori ed è proprio quello l’argomento con cui prova a difendere suo padre.

Issho, però, le fa notare qualcosa che anche Akane fatica a negare: prima di quella reazione, Shinta era in difficoltà.

Il pubblico non si era semplicemente lasciato trascinare da una performance già perfettamente sotto controllo. Lo stava sostenendo.

Per Akane questa capacità di creare un rapporto con gli spettatori è un pregio.

Per Issho mostra invece che Shinta non aveva ancora raggiunto il livello richiesto.

ElementoCome lo vede AkaneCome lo vede Issho
Reazione del pubblicoProva del talento di ShintaSostegno di cui Shinta ha avuto bisogno
Nervosismo inizialeComprensibile in un esame decisivoSegnale di immaturità artistica
Capacità di riprendersiDimostrazione del valore di ShintaNon sufficiente per uno shin’uchi
Rapporto con gli spettatoriUno dei punti di forza del suo rakugoIl pubblico dovrebbe seguire l’arte, non sostenerla
Promozione a shin’uchiMeritata secondo AkanePrematura secondo Issho

È quindi riduttivo dire semplicemente che Shinta era scarso.

Non è questo che afferma la storia.

La disputa riguarda lo standard che Issho considera necessario per chi deve raggiungere il grado più alto.

Cosa significa la frase di Issho sul sostegno del pubblico?

È probabilmente il punto più importante dell’intero episodio.

In sostanza, il ragionamento di Issho è questo:

  • un rakugoka può naturalmente instaurare un rapporto con il pubblico;
  • il pubblico può ridere, emozionarsi e sostenere chi si esibisce;
  • ma quel sostegno dovrebbe nascere dalla forza della performance;
  • l’artista non dovrebbe averne bisogno per riuscire a raggiungere il proprio livello migliore.

Issho non giudica quindi soltanto se una storia abbia funzionato.

Sta giudicando chi può diventare uno dei massimi rappresentanti del rakugo della scuola Arakawa.

È importante perché lo shin’uchi non viene trattato come una semplice promozione professionale. Issho considera chi raggiunge quel livello anche un custode della tradizione, responsabile di trasmettere il rakugo alla generazione successiva.

Ed è qui che il personaggio diventa molto più difficile da liquidare come il classico antagonista.

Perché Issho ha espulso tutti invece di limitarsi a bocciarli?

Akane

Questa è la parte estrema della sua decisione.

Fallire l’esame e venire espulsi non sono la stessa cosa. Quella di Issho è una scelta deliberatamente più radicale.

Non si limita a stabilire che Shinta e gli altri candidati non siano ancora pronti per diventare shin’uchi: ritiene che persone capaci, secondo lui, di abbassare il livello del rakugo non debbano continuare a rappresentare la scuola Arakawa.

Nell’episodio 11 la sua posizione è esplicita: un rakugoka non è soltanto un intrattenitore, ma qualcuno a cui viene affidata una forma artistica tradizionale da trasmettere.

È una concezione quasi assolutista del mestiere.

Ed è per questo che il suo giudizio non termina con:

“Non siete ancora pronti”.

Diventa:

“Non vi voglio nella scuola Arakawa”.

La scelta rimane estremamente dura e discutibile, ma ora possiede una logica interna.

Issho odiava Shinta?

Akane

Non emerge che l’espulsione sia stata provocata da un odio personale nei confronti di Shinta.

Anzi, la rivelazione dell’episodio 11 serve precisamente a rompere l’immagine che Akane si era costruita negli anni.

Per lei Issho era l’uomo che, apparentemente senza motivo, aveva distrutto il sogno di suo padre.

Quando scopre la ragione della decisione, Akane arriva quasi a esserne sollevata.

Non perché sia d’accordo con lui.

Ma perché capisce che Issho possiede una convinzione reale.

Non ha agito per capriccio, per creare una provocazione o semplicemente perché detestava suo padre.

Questo cambia completamente lo scontro fra i due.

Akane non deve più dimostrare che Issho è un uomo cattivo.

Deve dimostrare che la sua idea di rakugo è sbagliata o almeno incompleta.

Perché Shinta ha lasciato completamente il rakugo?

L’espulsione non significa che Shinta perda improvvisamente la capacità di esibirsi.

La ferita è soprattutto personale.

Il suo obiettivo non era diventare un rakugoka a qualsiasi costo e sotto qualsiasi maestro: voleva percorrere quella strada come allievo di Shiguma.

Essere espulso dalla scuola significa quindi perdere il percorso professionale e umano che aveva scelto.

È questo che rende l’accaduto così determinante per Akane.

Nel primo volume, la premessa ufficiale dell’edizione inglese VIZ presenta infatti tutta la sua motivazione intorno all’espulsione del padre: dopo che Issho caccia i candidati senza fornire pubblicamente una spiegazione, Akane decide di dimostrare che il rakugo di Shinta meritava il titolo di shin’uchi.

Sul nostro sito avevamo già presentato Shinta, Issho, Shiguma e gli altri protagonisti quando erano stati annunciati tra i personaggi dell’anime di Akane-banashi.

Shibahama è il motivo per cui Shinta è stato espulso?

Non è corretto indicare Shibahama come il motivo diretto dell’espulsione.

Shinta porta sul palco Shibahama e la scelta della storia è importante per comprendere il suo stile, ma la spiegazione data da Issho nell’anime riguarda soprattutto come Shinta affronta la performance e il rapporto fra artista e pubblico.

È una distinzione importante perché permette di separare ciò che l’anime afferma chiaramente dalle interpretazioni nate dopo.

Il problema, secondo Issho, non è semplicemente:

“hai interpretato male Shibahama”.

Il problema è:

“la tua arte ha avuto bisogno del sostegno del pubblico prima di riuscire a imporsi.”

Confondere i due elementi porta a trasformare una discussione sul concetto stesso di shin’uchi in una semplice bocciatura tecnica di una singola storia.

Issho aveva ragione a espellere Shinta?

Akane

Qui Akane-banashi lascia volutamente spazio al lettore e allo spettatore.

Issho ha una motivazione coerente, ma questo non significa che la sua decisione sia necessariamente giusta.

Sono due domande differenti.

La prima è: Shinta aveva ancora dei limiti?

L’episodio suggerisce di sì. Persino Akane, quando Issho la mette davanti a ciò che aveva realmente visto, non riesce semplicemente a cancellare il nervosismo iniziale del padre.

La seconda domanda è molto più difficile: quei limiti giustificavano l’espulsione?

Ed è qui che il giudizio di Issho diventa controverso.

Avrebbe potuto non promuovere Shinta, lasciargli altro tempo per crescere e consentirgli di sostenere nuovamente l’esame.

Sceglie invece la soluzione più dura possibile.

La serie non obbliga quindi lo spettatore a concludere che Issho abbia ragione.

Fa qualcosa di più interessante: gli concede ragioni abbastanza forti da costringere Akane a confrontarsi seriamente con lui.

Akane vuole vendicare suo padre o dimostrare che Issho sbaglia?

Dopo l’episodio 11, l’obiettivo di Akane acquista una sfumatura diversa.

All’inizio la sua carriera nasce quasi come una rivincita.

Vuole arrivare al livello di shin’uchi e dimostrare che l’arte di suo padre aveva valore.

Dopo il confronto con Issho comprende però che non basta raccontarsi che Shinta sia stato vittima di una decisione completamente priva di senso.

Issho possiede un ideale preciso.

Akane decide quindi di affrontarlo sul terreno del rakugo.

La sua risposta è sostanzialmente una promessa: farà riconoscere a Issho proprio l’arte che lui aveva scartato.

Ed è qui che la storia compie un passaggio importante.

Akane non deve soltanto vendicare suo padre.

Deve sviluppare un rakugo abbastanza forte da dimostrare che ciò che Issho considerava un limite può diventare una forza.

Per capire perché l’adattamento animato riesca a rendere particolarmente bene questa componente performativa, avevamo approfondito anche il ruolo del rakugo parlando del nuovo trailer di Akane-banashi e delle caratteristiche dell’anime.

Cosa aggiunge il manga alla spiegazione dell’anime?

Qui bisogna distinguere accuratamente la risposta dell’episodio 11 dagli sviluppi successivi.

L’anime fornisce già una risposta concreta alla domanda principale: Issho giudica Shinta non ancora degno dello standard che pretende da uno shin’uchi.

Il manga, proseguendo, amplia però enormemente il contesto ideologico nel quale Issho ha maturato quella concezione del rakugo.

Nei volumi successivi diventano centrali:

  • il passato di Issho;
  • il passato di Shiguma;
  • il maestro che li ha formati;
  • la nascita della scuola Arakawa;
  • il significato della cosiddetta “arte di Shiguma”;
  • il rapporto tra tradizione, maestro e successione.

L’edizione ufficiale americana di VIZ descrive il volume 15 come il momento nel quale viene finalmente portato alla luce il passato di Issho e Shiguma, mentre il volume 16 ricostruisce la loro giovinezza e le origini della scuola Arakawa.

Questo non significa che la spiegazione dell’episodio 11 venga cancellata.

Al contrario, viene contestualizzata.

Il lettore arriva gradualmente a comprendere perché Issho attribuisca un valore tanto assoluto alla qualità artistica e alla trasmissione del rakugo.

Issho è davvero il cattivo di Akane-banashi?

Definirlo semplicemente “il cattivo” rischia di perdere buona parte del senso del personaggio.

Issho svolge chiaramente il ruolo dell’antagonista rispetto al percorso di Akane, ma non viene costruito come qualcuno che desidera distruggerla o che agisce senza principi.

Il suo conflitto con Akane riguarda il modo in cui entrambi concepiscono l’arte.

Issho vede il rakugo come qualcosa da preservare imponendo standard altissimi.

Akane parte invece da un’esperienza molto più personale: si è innamorata del rakugo osservando suo padre e crede nel valore di quella capacità di raggiungere gli altri.

Il conflitto quindi non è soltanto:

Akane contro Issho.

È anche:

due modi differenti di decidere quando un artista sia davvero pronto a rappresentare una tradizione.

Ed è proprio questo che rende l’espulsione di Shinta molto più importante di un semplice espediente narrativo iniziale.

Perché l’espulsione di Shinta è così importante per tutta la storia?

Perché definisce contemporaneamente Akane, Shinta e Issho.

Per Shinta rappresenta la fine della carriera professionale che aveva inseguito.

Per Issho rivela la rigidità del suo ideale.

Per Akane diventa invece il punto dal quale parte tutto.

Da bambina vede un padre che riesce a conquistare il pubblico e poi viene cacciato.

Anni dopo scopre che proprio quella scena che aveva sempre considerato la dimostrazione definitiva del talento di Shinta è la stessa scena che Issho usa per dimostrare il contrario.

È il paradosso centrale dell’episodio 11.

Akane e Issho guardano la stessa performance e vedono due cose diverse.

Per Akane il pubblico che sostiene suo padre dimostra che Shinta è un vero rakugoka.

Per Issho dimostra che non è ancora uno shin’uchi.

Ed è da questa contraddizione che nasce uno dei conflitti più interessanti di Akane-banashi.

La seconda stagione è già annunciata ufficialmente per gennaio 2027, quindi il confronto fra le diverse concezioni del rakugo continuerà a diventare sempre più importante nell’adattamento animato.

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