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Goodbye, Lara ha riportato i veri cel nell’opening: 5 cut girati su pellicola

Cinque cut, veri cel, 35 mm, sviluppo e scansione 4K: il making-of analogico dell'opening di Goodbye, Lara.

4 min di lettura
Goodbye

In cinque cut dell’opening di Goodbye, Lara non c’è un filtro digitale che imita l’animazione anni Ottanta o Novanta: il team ha davvero dipinto i cel, li ha ripresi su pellicola 35 mm, sviluppati e poi scansionati in 4K. IMAGICA ha raccontato il processo tecnico dietro una scelta che occupa solo pochi secondi sullo schermo, ma che ha richiesto mesi di prove e ha riportato in studio un workflow anime che l’azienda non usava da oltre dieci anni.

Lara nell'anime goodbye lara

Non è un filtro: sono davvero cel ripresi su pellicola

Il punto più sorprendente del making-of è proprio questo. Per cinque cut dell’opening, il team ha scelto di ricostruire una parte del processo analogico: disegni su cel, ripresa su pellicola, sviluppo del negativo, scansione ad alta risoluzione e color grading finale.

IMAGICA ha gestito lo sviluppo, la scansione 4K, il grading e l’online editing. Secondo l’azienda, si trattava della prima lavorazione anime su pellicola di questo tipo da più di dieci anni. Non era quindi un procedimento “normale” rimasto semplicemente in uso: è stato necessario recuperare competenze, strumenti e soprattutto una corretta esposizione con materiali fotografici moderni.

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Il primo test è fallito perché la pellicola moderna è più sensibile

Uno dei dettagli più utili del racconto riguarda i test iniziali. Le impostazioni tramandate dai vecchi workflow non potevano essere copiate alla lettera, perché la pellicola disponibile oggi ha una sensibilità diversa da quella comunemente usata nell’epoca dei cel.

IMAGICA spiega che la prima prova risultò sovraesposta. Il vecchio metodo era stato costruito attorno a pellicole da circa ISO 100, mentre il materiale moderno impiegato nel progetto era ISO 200. Il team ha quindi effettuato un secondo test per trovare l’esposizione corretta prima di passare alla lavorazione definitiva.

Goodbye lara, immagine della serie

Perché serviva una scansione 4K

Girare su pellicola non significava rinunciare alla post-produzione digitale. Dopo lo sviluppo, il materiale è stato acquisito in 4K per poter essere integrato nel flusso moderno dell’opening e sottoposto a color grading.

Questa fase è importante perché spiega la natura ibrida del risultato: il look non nasce da una simulazione software, ma neppure resta “puro” fino alla messa in onda. L’immagine attraversa un processo analogico reale e poi torna nel dominio digitale, dove può essere montata e calibrata insieme al resto dell’animazione.

IMAGICA precisa inoltre che quattro cut sono stati lavorati a partire dal negativo, mentre uno ha utilizzato una stampa positiva. In almeno un caso è stata aggiunta anche una composizione digitale per ottenere un movimento di camera che il solo materiale analogico non avrebbe reso nello stesso modo.

Il passaggio analogico-digitale racconta Lara e Mari

La scelta non nasce soltanto dal desiderio di evocare un’estetica rétro. Il regista Takushi Koide ha collegato il passaggio tra immagine analogica e digitale al tema centrale della serie: Lara vive sul confine tra due identità, sirena e umana, e l’opening usa anche la materia dell’immagine per visualizzare quel passaggio.

Nel racconto di IMAGICA, la transizione di sguardo tra Mari e Lara è uno dei punti in cui il cambio di tecnica assume un significato narrativo. L’analogico non è quindi un inserto decorativo isolato: entra e scompare in relazione ai personaggi e al loro rapporto con due mondi differenti.

Solo pochi secondi, ma almeno tre mesi di lavoro

La parte realmente girata su pellicola dura complessivamente circa cinque secondi. È un tempo minuscolo rispetto all’intera opening, ma il progetto ha richiesto almeno tre mesi considerando preparazione, test, riprese, sviluppo, scansione e finitura.

È una sproporzione che rende il retroscena interessante: lo spettatore può percepire un cambio di consistenza dell’immagine senza sapere che dietro quei secondi esiste una catena produttiva quasi scomparsa dall’animazione televisiva contemporanea.

Una tecnica quasi scomparsa, non un esercizio di nostalgia

Koide ha spiegato che non voleva trasformare la pellicola in un semplice “gimmick”. Il materiale analogico doveva fondersi con il digitale e servire il racconto. Questa intenzione distingue il progetto da un filtro nostalgico applicato a posteriori.

La serie aveva già mostrato una cura particolare per il rapporto tra tecnica e narrazione. Nel nostro approfondimento su come la voce è diventata uno strumento nella musica di Goodbye, Lara abbiamo visto un processo simile sul piano sonoro: anche lì il team ha cercato di rompere il confine tra elementi normalmente separati.

Il tema del confine torna anche nella storia. Per capire dove porta il percorso della protagonista, puoi leggere il nostro finale spiegato di Goodbye, Lara, mentre la guida generale su episodi, streaming e stato della serie resta il riferimento per il cluster principale.

Perché questo making-of conta

Il ritorno ai cel non significa che l’industria stia tornando indietro. Al contrario, il caso di Goodbye, Lara mostra quanto sia raro e costoso recuperare un processo analogico quando la filiera si è ormai spostata sul digitale.

Proprio per questo la scelta è significativa: il team ha accettato test falliti, materiali diversi da quelli del passato e una lavorazione più lunga per ottenere una qualità che non voleva semplicemente imitare. L’analogico diventa così parte del significato dell’opening, non soltanto del suo aspetto.

Il making-of completo è documentato dalla case study ufficiale di IMAGICA EMS su Goodbye, Lara, che ricostruisce prove, sviluppo, scansione e intenzioni registiche.

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