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The Blue Road, serie il 20 novembre

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Netflix ha annunciato che la serie live-action basata sul manhwa The Blue Road, precedentemente nota con il titolo provvisorio Road, debutterà il 20 novembre.

Netflix ha anche pubblicato il primo poster e il trailer della serie. Il poster mostra Son e Nagayama in piedi in vicoli tra Corea e Giappone, con misteriosi messaggi scritti in coreano e giapponese che appaiono alle loro spalle.

Il trailer introduce scene del crimine, messaggi scritti con il sangue delle vittime, un uomo d’affari coreano-giapponese interpretato da Shin-rok Kim e un misterioso disegno di una tigre. Il film preannuncia anche una crescente tensione tra i due detective.

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The blue road, serie il 20 novembre

Diretta da Joon-hee Han, già regista di “D.P.” e “Coin Locker Girl”, la serie segue due detective che indagano su una serie di omicidi che attraversano il confine tra Corea del Sud e Giappone. I due detective hanno metodi investigativi e personalità differenti mentre danno la caccia agli omicidi collegati tra Corea e Giappone.

Seok-gu Son interpreta Seok Kim, un detective dell’Agenzia di Polizia Metropolitana di Seoul, mentre Eita Nagayama interpreta Inose, un detective del Dipartimento di Polizia Metropolitana di Tokyo.

La trama di The Blue Road

L’adattamento live-action è basato sul manga collaborativo coreano-giapponese del 2002 Purungil – Ao no Michi (Blue Road), scritto da Keishi Edogawa e disegnato dall’artista coreano Kaya Kwon. La serie in cinque volumi fondeva la narrazione poliziesca hard-boiled con temi di tensione culturale e cooperazione transfrontaliera, rendendola un’opera distintiva del suo tempo.

Il manhwa segue le indagini su un raccapricciante caso di omicidio seriale transfrontaliero. La storia inizia a Tokyo, dove le autorità scoprono un cadavere contorto e deformato accompagnato da un messaggio scritto con il sangue in coreano. Poco dopo, una scena del crimine simile emerge in Corea del Sud, questa volta con un messaggio in giapponese scritto vicino alla vittima. Le scioccanti analogie costringono le forze dell’ordine di entrambi i paesi a riconoscere un collegamento tra i crimini, portando due detective, uno coreano e uno giapponese, a unire le forze per dare la caccia all’assassino.

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