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Scuola Manga – Lezione 1: Cosa si cela dietro la creazione di un fumetto

Scopriamo passo dopo passo come si crea un fumetto in stile manga

Tra i vari appassionati di fumetti, in tanti si sono cimentati con carta e matita a disegnare un fumetto. Mettere nero su bianco una propria idea, dar vita alle proprie fantasie non è affatto una passeggiata. Ricordo il mio primo fumetto: dei fogli da stampante A4 e un mini episodio dedicato a Paperino. Avevo solo nove anni, mi ero munita goffamente di matite colorate Giotto, gomme blu a girella e righello.

Qualche anno dopo, quando ne avevo quattordici, scoprii l’esistenza dei manga giapponesi e decisi di esercitarmi in quello stile copiando le immagini dell’unico titolo che avevo tra le mani, ovvero l’albo “sottiletta” di Sailor Moon venduto mensilmente negli anni Novanta. Pagine su pagine, raccoglitori, tratto-pen distrutti e colori di ogni genere invasero la mia cameretta mentre una domanda martellava la mia mente: come si disegna un fumetto?

In molti risponderanno che basta armarsi di carta e penna ed essere dotati di talento naturale, ma creare un’illustrazione o una semplice striscia umoristica non è un lavoro semplice. Ci sono diversi passaggi fondamentali che precedono la realizzazione e la pubblicazione di un albo.

I fumettisti sono spesso affiancati da altri professionisti come sceneggiatori, inchiostratori, coloristi e altre figure professionali. Provate a leggere la descrizione di copertina di un qualsiasi albo, per esempio un numero di Topolino. A inizio trama, sotto il titolo o nella prima vignetta, sono indicati più nominativi sotto la voce storia, matite e colori. In alcune case editrici, come Disney o Bonelli, i disegnatori realizzano storie scritte da altri lavoratori.

  • Traccia
  • Narrazione completa
  • Suddivisione macro sequenze
  • Suddivisione in tavole
  • Sceneggiatura
  • Storyboard
  • Realizzazione tavole
  • Inchiostrazione e retinatura
  • Lettering

Traccia e Narrazione Completa

L’autore stila una traccia generica sulla trama da realizzare. Facciamo un esempio pratico prendendo in esame un manga noto a tutti, Holly e Benji.

Holly è un bambino delle elementari appassionato di calcio. Appena trasferito a Fujisawa entrerà a far parte della squadra di calcio della scuola pubblica, la Newppy. Insieme ai suoi nuovi amici, si scontrerà col bambino prodigio Benji, portiere della scuola privata Saint Francis. Nel corso degli anni i vari componenti delle rispettive squadre diventeranno grandi e si impegneranno inseguendo il sogno dei mondiali di calcio.

Come potete ben vedere, queste poche righe illustrano l’argomento principale del manga, un passaggio utile per catturare l’attenzione dell’editore. Una volta approvata la traccia, si passa direttamente alla produzione dell’intera opera. L’autore dovrà scrivere l’intera trama in formato romanzo con dovizia di particolari, descrizioni e dialoghi.

Perché è importante la stesura della trama?

Il romanzo è uno strumento molto utile per la produzione di un fumetto o di un anime. L’editore valuterà infatti l’argomento, il contenuto e le dinamiche. Una volta applicate le eventuali modifiche alla storia, il manoscritto passerà alla fase successiva: la sceneggiatura.

Macro sequenze, tavole e sceneggiatura

Ecco a voi la vera anima di un manga.

Innanzitutto abituatevi a utilizzare il termine tavole e non più pagine. Noi siamo abituati a leggere fumetti in formato A5, piccoli volumi tascabili facilmente trasportabili, la giusta dimensione per infilarli in borsa o nello zainetto. Le tavole originali, così come le illustrazioni a colori, non sono piccole, ma in A3. La dimensione del foglio di lavoro è molto importante: l’artista ha ampio margine per realizzare immagini dettagliate e particolari impossibili da riprodurre su una pagina piccola.

Torniamo però alla divisione delle sequenze. Proviamo a prendere una fiaba celebre come Cenerentola e suddividerla in episodi. Le macro sequenze sono appunto delle interruzioni temporali o sceniche, come il passaggio da un giorno all’altro o un colpo di scena. Passiamo alla divisione in episodi o capitoli di Cenerentola.

Episodio 1. La storia inizierà con l’infanzia della protagonista e il secondo matrimonio del padre con la matrigna per concludersi con la morte del nobile. (il famoso trauma dell’eroe onnipresente in ogni trama)

Episodio 2. Questa parte sarà interamente dedicata al ménage familiare con la povera Cenerentola resa ormai schiava dalla despotica matrigna. Il capitolo si interromperà con la consegna dell’invito al ballo reale e il famoso patto tra Cenerentola e la matrigna (“Se riuscirai a pulire tutto, potrai partecipare al ballo reale”). Riuscirà la nostra eroina a terminare per tempo le faccende domestiche?

Episodio 3. La poveretta riuscirà a svolgere tutti i lavori e si presenta al cospetto della famiglia tutta pronta per partecipare al ballo. Le sorellastre, infastidite, le strappano l’abito da cerimonia e Cenerentola fuggirà nel giardino dove incontrerà la Fata Madrina che la aiuterà. La fanciulla si reca al castello e incontra il Principe. L’episodio termina con la fuga di Cenerentola e lo smarrimento della celebre scarpetta di cristallo.

Episodio 4. Il Principe vaga per tutto il regno alla ricerca della misteriosa dama che gli ha stregato il cuore. Tutte le famiglie sono in pieno fermento e speranzosi di vedere la propria figlia divenire la prossima sovrana, ma il Principe ritrova la sua amata e il capitolo termina con il classico happy ending.

Le Micro sequenze (o tavole) e come si suddividono le pagine

Una volta eseguita la suddivisione delle macro sequenze, bisogna dividere ulteriormente ogni singolo episodio in tavole, ovvero scegliere come realizzare le vignette. Prendendo sempre Cenerentola come esempio, possiamo decidere di iniziare il fumetto con una voce narrante, quindi la prima tavola sarà la nostra prefasi. La seconda e terza tavola saranno invece dedicate alla presentazione dei personaggi principali, quindi di un nobile e la propria figlia.

Ogni albo inizia con una tavola singola, la 01. Il numero dispari della pagina è solitamente quello utilizzato per raffigurare il momento di suspense nel lettore e spingerlo a sfogliare l’album e ritrovarsi, sulla tavola pari, il colpo di scena. Questa semplice chiave di lettura (universale sia per l’impaginazione occidentale che orientale) aiuta l’artista/sceneggiatore nell’organizzazione del piano di lavoro per la stesura della sceneggiatura.

Cos’è una sceneggiatura?

La realizzazione di una tavola, dallo storyboard al disegno definitivo con colorazione e lettering.

È il cuore pulsante di ogni fumetto, film o rappresentazione teatrale. La sceneggiatura è un vero e proprio copione con tanto di inquadrature, battute e dettagli come la riproduzione di un rumore (onomatopea).

Proviamo a realizzare una breve sceneggiature sulle prime tre tavole citate prima:

 

 

TAVOLA 1:
VIGNETTA 1: Splashpage (è un’illustrazione che occupa tutta la pagina). Panoramica su un paesaggio immerso nella natura con al centro una grande villa. VOCE NARRANTE IN RIQUADRO FUORI CAMPO: “C’era una volta un conte vedovo che viveva da solo con la sua amata bambina.”

TAVOLA 2:
Striscia 1; Vignetta 1. Figura intera del nobile vestito elegante, ha una tuba in testa e un mantello. è vicino ad una fontana con la figlia seduta sul bordo e insieme guardano l’acqua.
VOCE NARRANTE IN RIQUADRO FUORI CAMPO: “Aveva deciso di prendere moglie e donare a sua figlia una nuova figura materna…”

Striscia 1; Vignetta 2. Mezzo busto della bambina di spalle. I capelli sono sciolti e le ricadono sulle spalle.
VOCE PADRE FUORI CAMPO: “Tesoro, sei felice di avere una nuova mamma?”

Striscia 2; Vignetta 1 (o unica). Zoom sulla bambina. Il busto e il so sono di profilo, i capelli le coprono in parte il volto, ma si vede la bocca sorridente.
BAMBINA: “Sì, padre.”

TAVOLA 3:
Striscia 1; Vignetta 1. Dettaglio delle mani della bambina poste a coppa con i palmi verso l’alto. Ha tra le mani tanti fiori di campo
BAMBINA: “E poi avrò due sorelline.”

Striscia 2; Vignetta 1. Figura di 3/4 della bambina felice con visuale frontale che lancia i fiori per aria. i fiori cadono come pioggia. non c’è ambiente come sfondo.
BAMBINA: “Saremo una famiglia!”
VOCE NARRANTE IN RIQUADRO FUORI CAMPO: “…Non sapeva di aver donato alla figlia il peggiore degli incubi.”

Questo è solo un esempio pratico di sceneggiatura per le prime tre tavole della favola. Esistono diversi formati come l’europeo, l’americano, il teatrale, il cinematografico e così via. Come avete potuto vedere, il prologo è stato racchiuso in poche pagine, ma il lettore è ormai rapito dal racconto ed è fermo a tavola tre. Cosa succederà alla bambina una volta voltata la pagina, ovvero la numero quattro? Colpo di scena: il funerale del padre e la disperazione della bambina. L’inizio dell’incubo di Cenerentola, vivere da serva e prigioniera in casa propria al servizio della nuova famiglia acquisita.

Autoritratto satirico di Toriyama in piena lavorazione.

Per ora la prima lezione termina qui! Nella prima parte dell’articolo ho menzionato le fasi successive alla sceneggiatura come lo storyboard, il disegno, inchiostrazione e lettering, ma sono argomenti che tratterò nei prossimi giorni arricchendoli con nuovi elementi. Studio dei personaggi, dell’ambiente, dei colori (bilanciamento luci e ombre), senso di lettura sono passaggi fondamentali per la realizzazione del proprio fumetto.

Se avete dubbi sul verso di lettura, non dovete spaventarvi. Siamo abituati a leggere manga da destra verso sinistra, ma ciò non implica il doversi obbligare a disegnare “all’orientale”: basta un click e le tavole vengono riflesse orizzontalmente e adattate.

E ora munitevi di matite, fogli e provate a dare vita alla vostra fantasia.

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Ecco qui la prima lezione per disegnare un fumetto in stile manga! Ti è piaicuto questo articolo? hai qualche domanda da fare? lascia un commento e risponderemo a tutti i tuoi dubbi

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