Il mostro Nergal di The Ribbon Hero non è nato soltanto per modernizzare La principessa Zaffiro: il regista Yuki Igarashi lo ha legato al clima della pandemia e all’immaginario di Nausicaä. In un’intervista rilasciata nell’agosto 2026, Igarashi ha spiegato perché il film di Netflix ha trasformato la classica eroina di Osamu Tezuka in una protagonista che affronta una calamità apparentemente incontrollabile.
Perché il nuovo film di Zaffiro ha inventato Nergal
La principessa Zaffiro originale aveva al centro la successione al trono, l’identità della protagonista e gli intrighi di corte. The Ribbon Hero sceglie invece un’altra situazione di partenza: la minaccia di Nergal, creatura distruttiva che travolge il mondo di Sapphire e la costringe a reagire.
Non è una semplice sostituzione dell’antagonista. Il regista ha raccontato che il lavoro sulla sceneggiatura è cominciato nel 2022, quando gli effetti della pandemia continuavano a pesare sull’immaginario collettivo. Il team cercava un conflitto in cui gli spettatori potessero riconoscere la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di troppo grande per essere controllato.
Nell’intervista originale di MANTANWEB al regista Yuki Igarashi, la costruzione del mostro viene spiegata come una scelta narrativa: rendere più vicina al presente una storia che altrimenti avrebbe potuto sembrare soltanto una fiaba lontana.
La svolta: Nergal si ispira agli Ohmu di Nausicaä
Igarashi ha indicato un’altra influenza precisa: gli Ohmu di Nausicaä della Valle del vento. Queste grandi creature e il paesaggio contaminato immaginato da Hayao Miyazaki sono stati un riferimento visivo e concettuale per Nergal.
Il regista ha spiegato di aver voluto rielaborare quell’immaginario con le tecniche tridimensionali oggi disponibili. Non significa che Nergal sia lo stesso mostro, né che il film sia collegato narrativamente a Nausicaä: è un’influenza creativa dichiarata, relativa al modo di rappresentare una minaccia smisurata.
Il richiamo funziona anche sul piano del racconto. In entrambe le opere, per quanto molto diverse, la protagonista è costretta a confrontarsi con un mondo in crisi e con forze che non si lasciano risolvere attraverso una semplice vittoria individuale.
Come la produzione ha reinventato una delle prime eroine dei manga
Durante lo sviluppo, il gruppo di lavoro si è posto un problema: il ruolo pionieristico di Zaffiro, una ragazza che combatte con la spada in un’opera degli anni Cinquanta, oggi rischia di apparire meno rivoluzionario proprio perché tante eroine successive ne hanno raccolto l’eredità.
Per renderne immediatamente leggibile la forza, il film ha combinato elementi delle magical girl, dei supereroi e del tokusatsu. Igarashi ha citato anche le trasformazioni e il linguaggio degli eroi che combattono mostri giganti. Così il nastro, simbolo apparentemente delicato, è diventato un elemento centrale dell’azione e dell’identità della nuova Zaffiro.
Chi desidera distinguere le due storie può leggere il nostro confronto tra The Ribbon Hero e La principessa Zaffiro originale. Per la disponibilità del film, la lingua e il contesto della distribuzione italiana è disponibile anche la guida a The Ribbon Hero su Netflix Italia.
Perché questo retroscena cambia la visione del film
Sapere da dove proviene Nergal permette di guardare The Ribbon Hero come una reinterpretazione pensata per il proprio tempo, e non solo come il ritorno nostalgico di un personaggio famoso. La pandemia ha contribuito a definire il tipo di minaccia; Nausicaä ha offerto una suggestione visiva; il linguaggio delle magical girl e dei supereroi ha dato una forma nuova alla risposta di Sapphire.
Il punto più interessante è proprio questo: secondo le spiegazioni del regista, il film non cerca di cancellare la storia di Tezuka, ma di far percepire nuovamente il coraggio innovativo che Zaffiro rappresentava per i lettori della sua epoca.
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